Il progetto “Macchine Inutili, immaginazioni possibili” selezionato dall’ADI Design Index
Il progetto “Macchine Inutili, immaginazioni possibili” a cura del Progetto Calamaio, lo storico gruppo educativo integrato della Cooperativa Accaparlante di Bologna, è stato selezionato con altri 27 progetti nella sezione Design per il sociale dell'ADI Design Index 2026 e 2027, il prestigioso volume che costituirà il bacino dal quale saranno individuate le candidature al XXX Compasso d’Oro ADI, in programma nella primavera 2028.
“Macchine Inutili, immaginazioni possibili” è un progetto e un arcipelago di iniziative, un laboratorio, un concorso per le scuole, una mostra itinerante e un festival, che nasce nell’autunno del 2025 dalla riflessione degli educatori e degli animatori con disabilità del Progetto Calamaio, intorno all’opera dell’artista e designer Bruno Munari, autore, tra le altre, delle celebri Macchine Inutili (1933).
Dalle cose alle persone, il percorso ha scelto di sviluppare una riflessione condivisa sul tema dell’inutilità, superando l’uso ordinario degli ausili per lasciare spazio alla creatività e alla fantasia delle persone con disabilità coinvolte che, insieme ai bambini e ai ragazzi delle scuole partecipanti al concorso “Macchine Inutili 2025-26”, hanno realizzato le proprie macchine originali, attraverso materiali di scarto e riciclo e guardando agli “inutili” della nostra società.
Le opere realizzate sono state raccolte in un catalogo e presentate in una mostra itinerante, ospitata al Teatro Testoni Ragazzi di Bologna nell’ambito di BOOM- Crescere nei libri 2026, la rassegna di eventi correlati alla Bologna Children’s Bookfair, e nella Piazza Coperta del Centro Commerciale Il Pilastro durante la seconda edizione di Un Festival Inutile, il festival di alcune realtà associative del Pilastro impegnate in ambito socio-educativo, occasione in cui sono stati celebrati anche i 40 anni del Progetto Calamaio.
“Inutile” è infatti oggi chiunque venga considerato diverso e improduttivo: immigrati, anziani, donne, persone con disabilità, senza fissa dimora, persone in stato di povertà educativa ma anche chi lavora nel mondo della cultura e nel sociale.
Un tema che resta attuale e che continueremo a esplorare insieme nella prossima edizione per un Design che sia attività di costruzione di nuove scenografie ambientali, a favore di forme di cultura inclusiva a servizio di tutti, della coscienza critica e della giustizia sociale.
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Grazie in particolare a: Emanuela Marasca e Tristano Redeghieri, educatori del Progetto Calamaio e promotori del laboratorio e del concorso per le scuole; Marco Sarti, educatore del Progetto Calamaio, promotore e organizzatore con la Coop. Accaparlante di Un Festival Inutile in rete con le realtà del Pilastro e fotografo delle macchine pubblicate nel catalogo; Lucia Cominoli, ufficio stampa Coop. Accaparlante, supporto all’organizzazione del percorso scuole e della mostra itinerante, curatrice con Giovanna Di Pasquale del catalogo, rapporti con ADI insieme a Martina Gerosa; le scuole primarie e secondarie Pavese, Besta, Don Minzoni, Saffi, Manfredi Tanari e Istituto Farlottine-San Domenico partecipanti al concorso con il Centro Diurno “Sesamo” di Pallanzeno (VB).
Grazie anche a tutti gli animatori con disabilità e agli educatori del Progetto Calamaio, a Camilo De La Cruz che ha realizzato i bozzetti delle macchine, a Lorella Picconi, che ha trascritto le descrizioni, a Sofia Donini per la documentazione fotografica, ad Alvise De Fraja, Filippo Neri del Nero, Rossella Placuzzi, Tiziana Ronchetti, Mario Fulgaro, per aver prestato voce alle audiodescrizioni, a Marika Falchieri per il supporto all’allestimento della mostra e a Nicola Rabbi per la consulenza sull’accessibilità.
Grazie, infine, a AICS Bologna, Fattoria Urbana di Bologna, Ca’ Solare, Biblioteca Luigi Spina, Il Blog del Pilastro, e a BOOM! - Crescere nei libri e al Teatro Testoni Ragazzi per la collaborazione e l’ospitalità.












