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Il canestro di Mattia, a proposito di baskin

Già diversi mesi fa vi ho parlato di un arbitro che ha messo in atto una rivoluzione, ha aperto una strada dove non sembrava che fosse possibile, e così che abbiamo conosciuto la persona di Cristian Agostini e la sua determinazione a diventare arbitro in carrozzina nella specialità del baskin.

Ma perché torno a parlarvene? Perché negli anni mi sono affacciato anch’io talvolta in palestra, memorabile è stata la mia prova con caschetto per il gioco delle bocce… ho un video che lo testimonia con i mitici Lorenzo Roata e Claudio Arrigoni. Ma dopo quella breve, se pur intensa parentesi in cui mi sono cimentato in un’attività sportiva, in realtà ho sempre per lo più amato guardare gli altri mettersi in gioco e qualche settimana fa un mio carissimo amico, nonché vicino di casa, mi ha invitato a vederlo scendere in campo.

E così una domenica di febbraio sono andato a vedere il mio amico Mattia Pancaldi impegnato in un torneo con la sua squadra “VENI Basket”, con un gran pubblico sugli spalti e questo mi ha fatto enormemente piacere, non era scontato.
Sono stati tre tempi intensi, hanno giocato punto su punto, poi a pochi secondi dallo scadere del tempo, i tre punti dalla lunetta della squadra avversaria hanno fatto la differenza!
Vedere i ragazzi impegnati nell’assalto degli ultimi secondi e anche le famiglie e gli amici a fare il tifo per loro, è stata per me una grande testimonianza, che non ha niente a che vedere con il pietismo.

Io e Mattia abbiamo un piccolo rituale e ogni tanto il lunedì, dopo il lavoro, attacchiamo insieme le figurine dei calciatori. Un lunedì gli ho chiesto se gli andava di raccontarmi qualcosa di più del baskin e mi ha detto alcune cose che vi riporto.

“Ecco, il baskin è un po' come il basket, ma è ancora più bello perché ci possono giocare tutti quanti! Proprio tutti tutti, anche i bambini che magari sono un po' diversi dagli altri, perché hanno delle difficoltà a muoversi o non vedono bene oppure imparano le cose in un modo un po' diverso.
Nel baskin ognuno ha un ruolo speciale e ci sono tante regole un po' diverse dal basket normale per fare in modo che tutti possano partecipare e divertirsi.
Per esempio, ci sono quattro canestri, posizionati a due altezze differenti e ogni giocatore ha un numero che dice molto su di lui e ci sono dei numeri da rispettare, per capire che formazione deve entrare in campo. Così, quando si fanno le squadre, si mettono insieme giocatori con numeri diversi per fare squadre equilibrate, dove tutti possono dare il proprio contributo.
È come se fosse un gioco di squadra super speciale dove l'importante è giocare insieme e aiutarsi, non solo chi è più bravo a correre o a saltare.
Nel baskin, tutti possono tirare, passare la palla, fare canestro e soprattutto fare parte di una vera squadra! È un modo bellissimo per fare amicizia e imparare che siamo tutti bravi a fare qualcosa, anche se lo facciamo in modo un po' diverso.
Ti piacerebbe provare a giocare a baskin? Sono sicuro che ti divertiresti un sacco!”.
Caro Mattia, non credo di potermela cavare tanto con il baskin, forse per me sarebbe meglio tornare a fare qualche tiro di boccia, ma grazie per la tua testimonianza, perché lo sport è per tutti, soprattutto quando è all’insegna dell’inclusione!
E voi, vi siete mai imbattuti in uno sport inclusivo?

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