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Scritti Imprudenti con il Cardinal Zuppi

Non credevo che un libro fosse un ponte per unire passato, presente e futuro, eppure l’incontro della presentazione di “Scritti Imprudenti”, assieme al Cardinale Maria Matteo Zuppi, vescovo di Bologna e presidente della CEI, è stato un ponte solido per unire visi diversi di persone a me care, dove il libro è stato solo un pretesto per raccontare storie di vite vissute ed emozioni a go-go, dove le risate si sono mescolate alle lacrime e viceversa. Non è un caso che si sia svolto alla Casa della Pace, perché la cultura della pace si costruisce solo col dialogo tra persone diverse e tra generazioni diverse.
Se la sintonia avesse un profumo, bene allora quello lo abbiamo respirato tutti a pieni polmoni durante l’incontro tra me e il Cardinal Zuppi: un profumo di ironia e di inclusione che emanava dai racconti di episodi vissuti ed esperienze con persone che hanno contribuito a cambiare una certa cultura della disabilità.

Dare delle risposte oppure delle non-risposte è stata la carta vincente per instaurare un clima di accoglienza reciproca. Le battute ironiche hanno messo a proprio agio il pubblico grazie anche a Sandra Negri e Roberto Parmeggiani che hanno coordinato il dialogo con semplicità e spontaneità.
Il momento più emozionante, per me, è stata la presenza tra il pubblico di Don Edelweiss Montanari, un sacerdote che conosco da cinquant’anni e che mi ha fatto un po’ da secondo padre. Tanti anni fa gli feci una domanda provocatoria da ateo: “Tu dici che Dio è buono, allora perché tu cammini e io no?”, bella domanda! E sapete cosa mi rispose? “Io non lo so”. Questa è una tipica “non-risposta”, e a volte le non-risposte mettono in moto tutto un processo di crescita e di cambiamento. Infatti, bisogna saper dare delle non-risposte, perché da esse si può costruire insieme un percorso di fiducia reciproca. Forse se mi avesse dato una risposta predefinita e teologicamente corretta io lo avrei salutato, ognuno per sé, invece le non-risposte uniscono e siamo rimasti in contatto. In un mondo in cui si vuole per forza trovare una soluzione e avere sempre delle ricette, percorrere un sentiero insieme, invece che indicare la meta finale, vuol dire esprimere la propria cura e il proprio amore, invece che disinteressarsi del futuro della persona che ha richiesto una mano.

Anche il Cardinal Zuppi era molto d’accordo su questo concetto sul non dare risposte predefinite, per questo un educatore o un insegnante deve imparare l’arte di accompagnare sui sentieri le persone e non limitarsi a dare solo indicazioni.
Scritti Imprudenti è un libro di non-risposte, dove le persone si possono prendere per mano e camminare insieme nei sentieri, dove si può anche tornare indietro, dove si può sudare insieme nelle salite. Questo è un messaggio, a mio avviso, potente e originale da proporre a tutti.

Ligabue canta: “Io non lo so / Se è così sottile / Il filo che ci tiene / Io non lo so / Che cosa manca ancora / Io non lo so / Se sono dentro o fuori / Se mi metto in pari / So che ogni lacrima è diversa / So che nessuna è come te” (Sono sempre i sogni a dare forma al mondo, L. Ligabue, 2020).

Per concludere vorrei ringraziare tutti voi per essermi accanto su questo sentiero che è la Vita.

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