Il montacarichi di Luca Pieri

d‍i Nicola Rabbi

Ho conosciuto Luca durante il servizio civile che ho svolto all’Aias e poi l’ho frequentato durante i primi anni di lavoro al Centro Documentazione Handicap di Bologna. Di lui conosco solo quel pezzetto di vita che va dalla fine degli anni ‘80 agli inizi degli anni ‘90, ed è da questa finestra di tempo che vorrei parlare di Luca.

Come obiettore di coscienza tra i miei compiti c’era anche quello di autista e in un giorno di primavera (era il 1987?) lo dovevo accompagnare nelle campagne intorno a Firenze per un convegno di Medicina Democratica. Non era facile farlo salire e scendere dalla sua macchina nonostante il papà – l’ingegner Pieri – fosse proprio un esperto in adattamenti auto. Ma questa difficoltà proveniva dal corpo di Luca: che dire del suo corpo, era grande, esprimeva forza ma soprattutto era un corpo indomabile, imprevedibile, mosso da intenzioni varie e contrastanti che dipendevano solo in parte da lui. Questo voleva dire, ogni volta che viaggiavi, ingaggiare una lotta con il suo corpo, spalleggiati, certamente, dai consigli che Luca dava ai suoi operatori.
Quel giorno al ritorno ci siamo persi. Io continuavo a girare per delle stradine strette tra due muri a secco che si diramavano incrociandosi e formavano un vero e proprio labirinto. Non trovavo un modo per uscirne, ogni tanto Luca mi diceva qualcosa da dietro ma quando guidavo non riuscivo a capirlo. A un certo punto ho infilato una stradina che terminava di fronte a un altro muro a secco. C’era un gran silenzio, si sentivano solo il rumore degli uccelli e la luce di un sole tiepido di primavera rendeva il paesaggio delizioso e allegra la situazione, nonostante ci trovassimo di fronte a un muro. Lì fermi in macchina abbiamo sorriso.

Luca, come altri che ho conosciuto in quel periodo, apparteneva a un tipo di persona disabile nuovo, che ancora non esisteva in Italia. Erano persone con disabilità fisica ma con un intelletto di pregio, anche se questo non sarebbe bastato a farli diventare quello che erano, persone nuove che volevano avere una vita come tutti gli altri e cioè volevano studiare, lavorare, sposarsi e avere figli. Quella cosa in più che li ha fatti diventare così, era un famiglia alle loro spalle, una madre, un padre, a volte tutti e due assieme, che avevano interrotto la tradizione di mandare i propri figli disabili in istituto o di segregarli in casa, no questo non l’avevano fatto e, a un prezzo altissimo, avevano percorso delle altre strade. Spesso queste strade poi li portavano ad associarsi ad altre famiglie per lottare assieme.
Il frutto di tutto questo percorso erano loro: Luca, Claudio, Andrea, Stefano… i disabili nuovi che hanno studiato, lavorato, hanno avuto una compagna e dei figli. Raramente queste cose sono capitate tutte assieme, qualcosa non aveva funzionato, qualche obiettivo non era stato raggiunto, diciamo che Luca era fra quelli che ci era andato più vicino ad avere tutto.
Per motivi di lavoro oggi seguo alcuni influencer disabili sui social come Facebook e Instagram. Le loro modalità di espressione, i mezzi che usano, la diffusione dei loro messaggi, sono molto diversi rispetto a quelli degli anni in cui Luca si era formato e aveva cominciato a proporre un’immagine nuova della disabilità, anzi della diversità, come si dice oggi, ma vorrei sottolineare il fatto che gli influencer di oggi esistono anche grazie agli influencer predigitali come Luca, Andrea, Claudio, Stefano… che promuovevano con i mezzi di allora – le riviste e gli incontri personali, qualche rara apparizione in tv – una cultura diversa dove i concetti di normalità e omogeneità venivano posti in discussione.

Un’altra volta, non chiedetemi il perché, era andato a casa sua a trovarlo, anni dopo, forse per un’intervista. Mi ha portato nelle stanze del suo appartamento per farmi vedere come era accessoriato; nella camera da letto, Carla, sua moglie, mi ha mostrato un meccanismo abbastanza complesso che faceva coricare in modo automatico il corpo ribelle di Luca. I meccanismi, del resto, ci volevano proprio per superare tutte le barriere architettoniche che ogni giorno incontrava. Anni prima, quando abitava ancora con i genitori, a ogni ritorno lo dovevo infilare in un montacarichi che lo portava dal pianterreno al piano rialzato dove la sua famiglia abitava. Era un appartamento condominiale ma la sua casa aveva un piccolo giardino di proprietà e attraverso un vialetto si arrivava a questo montacarichi personale. La vita di Luca, come quella di tutte le persone disabili, era un continuo adattamento, una personalizzazione per poter vivere come gli altri.

La voce, la voce era come il corpo, usciva a getti, le parole schiacciate dal respiro e dalle contrazioni del volto. Non era facile capirlo se non si era un abituati a lui. Ho avuto modo di sperimentarlo in una esperienza che abbiamo fatto assieme. Nel 1991 lavoravo alla rivista Accaparlante e in redazione avevamo deciso di scrivere un’intera monografia sul tema del lavoro delle persone disabili in collaborazione con la Cgil di Bologna. L’occasione ci veniva data proprio dall’esperienza di borsa lavoro che Luca aveva fatto per due anni all’interno dell’organizzazione sindacale. Per due anni ha documentato la difficoltà che aveva una persona disabile a trovare e a mantenere il proprio posto di lavoro. Anche alla Cgil, durante quel periodo, non aveva trovato un luogo accogliente come lui aveva sperato. Mi dispiace aver poi saputo che quello del lavoro è stato sempre un problema per lui e che per tutta la vita, nonostante le sue capacità, non abbia trovato il suo posto.

Poi ci siamo persi di vista. Ogni tanto avevo notizie su di lui, la sua collaborazione con l’associazione Papa Giovanni XXIII, il suo impegno pacifista che lo aveva portato in Croazia subito dopo la guerra nell’ex Jugoslavia.
Se non ricordo la prima volta che l’ho incontrato da obiettore, ricordo però benissimo l’ultima volta. Ci siamo rivisti l’anno prima dell’inizio pandemia nella tradizionale manifestazione pacifista che si tiene a Bologna il primo gennaio. Una coperta o un tabarro copriva lui e in parte la sua carrozzina, aveva delle cannule infilate su per il naso, mi sembrava affaticato.
Bologna è piccola, anzi no Bologna è un città grande dove si fanno molte cose ma a volte diventa piccola. Da qualche anno una mia amica ha comprato una casa con un giardinetto. Una sera d’estate mentre cenavo all’aperto da lei mi sono avvicinato al giardino vicino e ho guardato al di là della rete. Ho visto quel montacarichi, il montacarichi di Luca. Avevo completamente scordato il nome della via ma quel particolare mi aveva permesso di riconoscere il luogo. Il montacarichi era ormai in disuso, sbarrato, con i vetri impolverati, nessuno lo usava più. Ma era il montacarichi di Luca.

Vieni a fare il Servizio Civile al Centro Documentazione Handicap!

Sono 6 i posti disponibili al Centro Documentazione Handicap di Bologna per il nuovo bando di Servizio Civile Universale.

Il nostro progetto, dal titolo “Nessuno escluso: includere le persone con disabilità o in condizione di fragilità attraverso la cultura 2023”, permetterà ai volontari di entrare a fare parte di un gruppo misto composto da educatori e persone con disabilità, al fine di promuovere una cultura dell’inclusione e dell’accessibilità a 360 gradi.
Le attività riguarderanno animazioni sul tema della diversità in contesti differenti, incontri formativi all’interno delle scuole sul tema della disabilità, attività redazionali e promozionali (foto, video, volantini), tecniche di animazione rivolte a gruppi.
Possono fare domanda i giovani tra i 18 e i 28 anni (28+364 giorni). Il Servizio Civile durerà 12 mesi, con un impiego settimanale di 25 ore, per un assegno mensile di € 444,30.

Come fare domanda

Gli aspiranti volontari dovranno presentare la domanda di partecipazione esclusivamente attraverso la piattaforma Domande on Line (DOL) raggiungibile tramite PC, tablet e smartphone all’indirizzo https://domandaonline.serviziocivile.it.
Occorrerà indicare di volere partecipare al progetto “Nessuno escluso: includere le persone con disabilità o in condizione di fragilità attraverso la cultura 2023”.
Dato che il progetto è in collaborazione con l’associazione BandieraGialla, per essere selezionati per il Centro Documentazione Handicap occorre indicare anche il codice della sede del CDH, che è 140753.

Le domande di partecipazione devono essere presentate entro e non oltre le ore 14.00 di venerdì 10 febbraio 2023.

Per accedere ai servizi di compilazione e presentazione domanda sulla piattaforma DOL occorre essere riconosciuto dal sistema, che può avvenire in due modalità:

– i cittadini italiani residenti in Italia o all’estero e i cittadini di Paesi extra Unione Europea regolarmente soggiornanti in Italia possono accedervi esclusivamente con SPID, il Sistema Pubblico di Identità Digitale. Sul sito dell’Agenzia per l’Italia Digitale https://agid.gov.it/it/piattaforme/spid sono disponibili tutte le informazioni su cosa è SPID, quali servizi offre e come si richiede.
– i cittadini appartenenti ad un Paese dell’Unione Europea diverso dall’Italia o a Svizzera, Islanda, Norvegia e Liechtenstein, che ancora non possono disporre dello SPID, e i cittadini di Paesi extra Unione Europea in attesa di rilascio di permesso di soggiorno, possono accedere ai servizi della piattaforma DOL previa richiesta di apposite credenziali al Dipartimento, secondo una procedura disponibile sulla home page della piattaforma stessa.

Per informazioni
Arci Servizio Civile
tel. 0516347197
bologna@ascmail.it

Ecco il sito di Storie accessibili

www.storieaccessibili.it : video letture accessibili, recensioni, eventi formativi, risorse sulla lettura accessibile e sui libri per tutte e per tutti: è questo che si propone di offrire il sito di Storie Accessibili. In parte con un lavoro di produzione proprio che vede la proposta di singole storie originali in diverse modalità come audio letture supportate dalle immagini, traduzione della storia in simboli CAA, testo riscritto scritto utilizzando la scrittura easy to read.
Altre storie, invece, sono accompagnate da video dove sono presenti anche degli interpreti della Lingua dei Segni. Tutto questo per mettere a un numero maggiore di persone di poter godere di una storia, al di là delle difficoltà di lettura “tradizionale” che possono essere presenti.
Nel sito si trovano anche le recensioni di libri accessibili e vengono segnalate le occasioni di formazione che si fanno on line o in qualche parte d’Italia.

 

Il sito www.storieaccessibili.it è una delle azioni previste dal progetto “Libri per tutti. Tutti per i libri” promosso dal Centro Documentazione Handicap Aps (CDH) di Bologna in collaborazione con Accaparlante Cooperativa Sociale e finanziato con il contributo del Cepell (Centro per il libro e la lettura)- bando “Lettura per tutti 2020”.
Al progetto aderiscono anche Area Onlus di Torino, associazione l’Abilità di Milano, edizioni la meridiana, casa editrice Sinnos.

La finalità generale del progetto è di rendere il più possibile concreto il diritto all’accesso alla lettura da parte di tutte e tutti, in particolare dei bambini, adolescenti, giovani adulti con disabilità ed esigenze specifiche.
La proposta progettuale vuole tenere insieme la dimensione dell’accessibilità cioè la fruibilità massima attraverso adattamenti, accomodamenti ragionevoli e tecnologie e la dimensione dell’inclusione in cui ogni strumento e ogni occasione deve favorire la partecipazione e la presenza di tutte le persone, con disabilità o meno.

Per altre informazioni
cdh@accaparlante.it

“Un posto anche per me. Biblioteche e accessibilità”: il nuovo libro del Centro Documentazione Handicap di Bologna a “Più Libri Più Liberi”

Venerdì 9 dicembre 2022 alle ore 11, all’interno della manifestazione “Più Libri Più Liberi” – la Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria che si tiene al centro congressi La nuvola zona EUR a Roma – nello Stand P19 firmacopie di Annalisa Brunelli e Giovanna Di Pasquale, curatrici del libro “Un posto anche per me. Biblioteche e accessibilità”.
Il libro è l’ultima uscita della collana editoriale “I Libri di accaParlante” della casa editrice la meridiana, una serie di pubblicazioni che si occupano di accessibilità ai luoghi e agli spazi, alla comunicazione, alla conoscenza, alla cultura, al fare e saper fare, alla relazione con la diversità.
I libri sono curati del gruppo di lavoro del Centro Documentazione Handicap di Bologna che da molto tempo si dedica al tema in collaborazione con esperti di vari ambiti.

Scheda del libro
Oggi più che mai, per una biblioteca, il fatto di essere accessibile a tutti è un mandato valoriale prima ancora che un requisito tecnico o normativo e ha a che fare con la libertà, la democrazia e la parità dei diritti di tutti gli esseri umani. Una biblioteca, per essere realmente accessibile, deve essere “inclusiva”: deve cioè mettere in atto strategie volte a rendersi accessibile da un numero quanto più ampio possibile di persone.
Il libro e la lettura sono insostituibili occasioni di esperienza e crescita per tutti, al di là dei differenti modi di fruizione. Le pagine dei libri possono essere straordinari veicoli per superare solitudini e situazioni di fragilità. Rendere dunque i libri e la lettura accessibili e inclusivi significa entrare nell’ambito dei diritti di democrazia e partecipazione, per garantire a ciascuno il diritto alla cultura, alla lettura e all’informazione.
Da qui nasce il progetto del libro “Un posto anche per me. Biblioteche e accessibilità”, curato da Annalisa Brunelli e Giovanna Di Pasquale, che pone al centro gli spazi delle biblioteche. Non da intendere solo come luoghi fisici, ma come gli organismi viventi che le biblioteche oggi sono: poli di animazione culturale vicini al territorio, presidi di vita e socialità fondamentali per la costruzione di una comunità coesa.
Come fare in modo che le biblioteche siano accessibili, non solo nei loro spazi ma anche nei loro contenuti e pratiche? Le pagine di questo libro, che raccoglie i contributi di Giovanna Di Pasquale, Marco Muscogiuri, Fabio Venuda, Annalisa Brunelli e Massimiliano Rubbi, forniscono suggerimenti e indicazioni per rispondere a questa domanda: in questo percorso, l’accessibilità è una bussola in grado di guidarci e orientarci tra ostacoli, risorse e soluzioni.

Presentazione di “Io e il drago, Storia di Tommi raccontata da Tommi”

In occasione della giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità, le Cooperative Quadrifoglio e Or.s.a, con la collaborazione della Cooperativa Accaparlante, organizzano la presentazione del libro “Io e il drago. Storia di Tommi raccontata da Tommi” di Francesco Cannadoro, papà di Tommaso, blogger e autore. L’incontro avverrà sabato 3 dicembre 2022 alle ore 16.30 alla sala Alessandri in via Gorki 10 a Bologna (l’accesso  è dall’ U.R.P.)

Durante l’incontro Francesco Cannadoro dialogherà con Cristina Ceretti, consigliera comunale a Bologna con delega alla famiglia e disabilità. Modera Valeria Alpi, scrittrice della cooperativa sociale Accaparlante.
Per chi fosse interessato sarà anche possibile acquistare il libro.

Per iscrizioni
https://forms.gle/7Mji4tsk7mJRd8vW8


Scheda del libro

Dall’autore del blog Diario di un padre fortunato, un libro che è soprattutto una prova d’amore: il regalo di una voce al piccolo Tommi, per non lasciarlo mai solo.
Mi piace quando papà parla di me perché non comincia mai dalla disabilità. Lui mi conosce bene e sa che le cose che so fare dicono di me molto di più di quelle che non so fare. Nessuno è solo una cosa precisa, ma tutti quanti siamo un sacco di cose. Anche tu.

Tommi, che si affloscia come una buccia senza la banana dentro, sa molto bene di essere diverso dagli altri bambini. Al mondo, infatti, non siamo tutti uguali, o meglio lo siamo, ma solo un po’. Lui, per esempio, da qualche tempo non parla, non cammina, insomma non riesce a fare un sacco di cose… Tutto per colpa di un drago ostinato che lo ha preso di mira: una malattia che neanche i dottori più bravi hanno saputo spiegare. Ci mancava la scuola che sta per cominciare, a fargli salire un pizzico d’ansia: e se quel drago ingombrante, che non lo lascia mai solo, tenesse lontani i suoi compagni di classe, mettendolo all’angolo come uno zainetto dimenticato?

A combattere ogni giorno ci si stanca parecchio, ma per quanto tosta sia la sfida lanciata dal drago Tommi ha deciso che gli darà del filo da torcere e non ha nessuna intenzione di arrendersi. Neanche quando le cose sembrano mettersi male. Del resto, sa di poter contare sul costante sostegno di due formidabili scudieri: papà e mamma, sempre pronti ad aiutarlo a superare gli ostacoli, ma anche a condividere risate e momenti indimenticabili.

Momenti che Tommi vorrebbe raccontare pure a te, se vorrai essere suo amico, in questo suo diario fatto di giornate a volte complicate, a volte divertenti e spensierate, per mostrarti come si può vivere anche a braccetto con un drago, ma sempre provando a fargliela sotto al naso.

 

Un webinar su “I contesti inclusivi”

Giovedì 1° dicembre 2022 dalle ore 17 alle ore 18,30 si svolgerà un webinar su “I contesti inclusivi” promosso dai  servizi educativi del Comune di San Lazzaro di Savena (Bo). Per partecipare occorre iscriversi a questo indirizzo web .

Le persone che si iscriveranno potranno raggiungere il webinar attraverso questo invito: https://us06web.zoom.us/j/82484602857

QUI GLI INTERVENTI IN PROGRAMMA:

Il padlet come strumento di documentazione di percorsi educativi con bambini di disabilità, tra casa e scuola
Caterina Di Loreto, Coop Quadrifoglio, insegnante di potenziamento polo di infanzia comunale di via Poggi

I “silent book” come strumento di inclusione
Martina Gerosa, esperta di accessibilità e EPE (Esperta Per Esperienza) e Gabriella Marinaccio, coordinatrice dei servizi e delle attività per bambini e ragazzi del Sistema Bibliotecario di Milano

La sperimentazione di aula Snoezelen alla scuola di infanzia statale Canova
Zelinda Davolio insegnante IC1 san Lazzaro di Savena

 

Modera Matilde Rispoli, pedagogista Centro per le famiglie distrettuale Idice Savena.

 

Una delegazione dall’Università di Dakar per conoscere l’inclusione scolastica in Emilia Romagna

Dal 22 al 29 ottobre 2022 una delegazione composta da tre docenti, prof.sa Barrel Gueye, dott.sa Viviane Manga, prof. Idrissa Diop della FASTEF (*) e da un rappresentante del Ministero dell’Educazione nazionale senegalese, M. Saliou Sene, saranno ospiti dell’Università di Parma per conoscere direttamente il modello di inclusione scolastica insegnato e applicato nelle scuole della nostra regione.

La visita rientra all’interno del progetto DEECLIQ (**) finanziato da AICS Dakar (***) e gestito da un consorzio di Ong italiane e senegalesi con a capo Accra e che vede l’Università di Parma partecipare attraverso il CUCI.
Scopo del progetto è realizzare un master on line rivolto agli insegnanti per l’acquisizione di competenze e pratiche relative all’inclusione scolastica dei minori con disabilità e alla realizzazione di un Centro di Documentazione sulla disabilità. Proprio per questo ultimo tema, al progetto partecipa anche la cooperativa sociale Accaparlante che accompagnerà i docenti senegalesi in visita nelle esperienze del territorio più interessanti.

I docenti senegalesi, accompagnati dalla prof.ssa Nadia Monacelli (direttrice del CUCI), prof. Dimitris Argiropoulos, dott.sa Maria Ciaramella , dott. Giancarlo D’Antonio, dott.sa Alessia Albanetti Luciano (responsabile del progetto per l’ong Acra) incontreranno martedì 25 ottobre il Pro Rettore vicario dell’Università di Parma prof. Paolo Martelli.
Tutta la settimana sarà ricca di appuntamenti; sempre martedì 25 ottobre la delegazione visiterà MEMO, il Multicentro Educativo di Modena Sergio Neri.
Mercoledì 26 ottobre sarà invece visitato RIESCO, il Centro Documentazione Interculturale del comune di Bologna e sempre nella stessa giornata, di pomeriggio, vi sarà un incontro al Centro di Accoglienza e Inclusione dell’Università di Parma.
Giovedì 27 ottobre i professori di Dakar entreranno nelle Scuole primarie “Micheli” del Quartiere San Leonardo di Parma e concluderanno il loro giro di incontri il giorno successivo, venerdì 28 ottobre al Centro Documentazione Handicap di Bologna.

(*) Facoltà di Scienze e Tecnologia dell’Educazione e della Formazione dell’Università Cheikh Anta Diop di Dakar (Senegal)
(**) Décidons d’une éducation pour les enfants handicapés par des choix libres et une approche de qualité
(***) Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo

 

Leggere è un piacere, che sia accessibile un diritto

Si svolgerà sabato 22 ottobre dalle 9 alle 18 al MAT Laboratorio Urbano in via Macello 1 a Terlizzi (BA) il convegno “Leggere è un piacere, che sia accessibile un diritto”.

L’evento è rivolto a insegnanti, educatori, logopedisti, bibliotecari, studenti universitari, genitori, operatori del sociale e fa parte del progetto LETTORI ALLA PARI realizzato dalla casa editrice edizioni la meridiana per promuovere il diritto di tutti e tutte alla lettura.

Ricordiamo anche che dal 21 ottobre al 12 novembre 2022, ritorna a Terlizzi “Vietato non sfogliare”, la mostra di libri accessibili o attenti al tema della disabilità.

Programma 

MATTINA (9:00-13:00) 

Introduzione

Elvira Zaccagnino, direttrice edizioni la meridiana;
Giovanna Di Pasquale, presidente Cooperativa Accaparlante Bologna;
Annamaria Ricciotti, presidente Cooperativa Sociale Zorba 

“La prospettiva inclusiva ha forse bisogno di una piccola rivoluzione”
omaggio ad Andrea Canevaro, a cura della Cooperativa Sociale Accaparlante 

Portare l’accessibilità oltre gli ostacoli 

Vedere la persona: uno sguardo antropologico sulla disabilità
Carlo Lepri,
psicologo, docente al Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università di Genova

La disabilità nella prospettiva della convenzione ONU: ricadute per la promozione dell’inclusività nei contesti educativi.
Alessandra Notarnicola, psicologa-psicoterapeuta, psicopatologa dell’apprendimento, Università degli Studi di Bari 

Modelli, funzioni e servizi di una biblioteca accessibile
Paul Gabriele Weston, docente di  Biblioteca digitale, Scuola Vaticana di Biblioteconomia 


Esperienze di accessibilità
 

Laboratorio sperimentale di grammatica in CAA
Ragazzi e le ragazze della Classe 3F scuola di secondaria di 1° grado dell’ I. C. don Bosco-Manzoni, Andria 

Un passo dopo l’altro verso l’accessibilità del Sistema Bibliotecario di Milano (SBM)
Laura Ricchina, direttrice Biblioteca Chiesa Rossa e referente per l’accessibilità del SBM, e Gabriella Marinaccio, membro di direzione SBM, responsabile area bambini e ragazzi SBM

ArtistiCAA: Banksy e Van Gogh per cominciare
Teresa Righetti, studentessa in Storia e critica dell’arte, Università degli studi di Milano Statale


POMERIGGIO (15:00-18:00) 

Portare l’accessibilità oltre gli ostacoli 

Legge delega sulla disabilità – a che punto siamo?
Gabriele Gamberi, Fondazione Asphi Onlus – Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità 

Didattica inclusiva, dal libro di testo alle tecnologie assistive: facilitatori e soluzioni per tutti
Andrea Mangiatordi, Andrea Mangiatordi, Università degli Studi di Milano-Bicocca, sviluppatore del software Open Source “Farfalla Project” 

Esperienze di accessibilità 

Portare l’accessibilità oltre l’immaginato
Francesco Aprile e Giorgia Rollo, Associazione Io POSSO  

Dante e Schopenhauer semplice semplice
Agnes Picot, Agnes Picot, docente di sostegno Scuola secondaria di II grado, referente Inclusione, autrice del sito Sostegno-superiori 

#Nientedispeciale: non è semplice ma è possibile
Antonio Giuseppe Malafarinapoeta ad autore 

Storie per l’inclusione in formato audio, video LIS e CAA
Elena Rocco, segretaria generale della Fondazione Radio Magica onlus e docente Università Ca’ Foscari Venezia 

App CulturAgile
Camilla Marchioni, responsabile progetto CulturAgile presso SDA Bocconi e Fondazione Allianz “Umana Mente” 

Storiextutti, il racconto di un’esperienza. Presentazione sito storieaccessibili.it
Belen Sotelo, Cooperativa Sociale Accaparlante (intervento online) 

 

Iscrizioni
La partecipazione al convegno è gratuita, previa prenotazione.
Per la prenotazione, visita il sito: https://bit.ly/prenotazioneconvegno_lap 

Pandemia e comunicazione: un focus sulle persone con deficit uditivo

PassIn, il sito del progetto.

Quali sono i problemi di comunicazione che hanno incontrato le persone con deficit uditivo durante la pandemia? E come risolverli? Un laboratorio di valutazione delle tecnologie disponibili che durerà un intero anno, coordinato dalla cooperativa Accaparlante  in rete con molti gruppi dell’area metropolitana milanese , finanziato dalla Fondazione di Comunità di Milano.

La pandemia generata dal virus SARS-CoV-2 ha colpito doppiamente le persone sorde ed ipoacusiche.
La “mascherina” (DPI) a schermo della bocca impedisce la lettura labiale e la visione della mimica facciale. La comunicazione a distanza (video chat..), non è stata accompagnata dagli accorgimenti utili per i soggetti con disturbi uditivi: Le due misure ne aggravano l’esclusione dal contesto comunicativo, con pesanti effetti sulla loro vita sociale, lavorativa e culturale. Emerge il fabbisogno di ripristino urgente delle condizioni per l’accesso alla comunicazione sociale ed interpersonale dei soggetti con disturbi uditivi, stimati in Italia in circa 7,2 milioni (fonte Airs, 2018).
A fronte del disagio, sono disponibili alcune soluzioni e tecnologie (app per la trascrizione automatica, sottotitolazione video, video interpretariato in lingua dei segni da remoto…), utili ma non ancora note, sperimentate, ed introdotte nei contesti d’uso: un tesoro di innovazione non usato perché non conosciuto a sufficienza dalle persone, gli stakeholder, gli enti.

L’obiettivo generale del progetto consiste nell’individuazione, valutazione e più ampia diffusione delle tecnologie di supporto alla comunicazione accessibile presso la popolazione target, nel segno di un approccio inclusivo in ogni contesto comunicativo (design for all). Le azioni progettuali consistono in:

a) Team building ed elaborazione del modello generale di intervento;

b) Sensibilizzazione contesto ed attivazione rete di sostegno;

c) Laboratorio per l’assessment tecnologico della comunicazione accessibile

d) Sperimentazione sul territorio delle tecnologie per la comunicazione accessibile (sessioni dimostrative e sportello di assistenza).

Saranno coinvolti circa 100 soggetti con deficit dell’udito, coinvolgendo enti e stakeholder.

Il risultato finale consiste nella rimozione degli ostacoli che impediscono ai soggetti con deficit dell’udito l’accesso alla comunicazione in presenza ed a distanza, nel corso della pandemia.

PassIn, il sito del progetto.

Continuano i giorni di quarantena e noi continuiamo a restare uniti e vicini seppur lontani

Una speranza vive al Centro Documentazione Handicap, la speranza che se #restiamoacasa #andràtuttobene, così da potersi riabbracciare il prima possibile.

Nel frattempo come fare a tenere vive le nostre attività e a garantire la partecipazione e il coinvolgimento dei colleghi con disabilità, abituati a lavorare in costante relazione con i bambini e i ragazzi di scuole e università? E lo studio, la ricerca e le proposte editoriali della Biblioteca del Centro Documentazione Handicap che fine hanno fatto?

Nulla è perduto care amiche e amici, perché il Progetto Calamaio, insieme agli educatori e alle volontarie del Servizio Civile Nazionale di quest’anno ha dato vita a una vera e propria programmazione di attività online accessibili a tutti, disabili e non, grandi o piccini: storie e video animati, consigli cinematografici, giochi, libri in simboli, sfide e racconti, senza dimenticare l’importanza del rapporto con l’ambiente, della cura di sé, del benessere e dell’alimentazione, dell’ascolto personale e delle proprie emozioni, soprattutto nei momenti difficoltà.

La Biblioteca Ragazzi e il Centro di Documentazione dall’altro lato continuano a lavorare insieme alle case editrici aggiornandosi sugli ultimi prodotti che hanno per tema la diversità, proponendo e recensendo nuove letture, lavorando a nuovi progetti e alle prossime uscite de I libri di accaParlante di edizioni la meridiana.

La Biblioteca resta comunque a disposizione per consulenze bibliografiche scrivendo a biblioteca@accaparlante.it.

E il Geranio Educatore, vi chiederete, come se la passa? Instancabile continua a scrivere i suoi articoli su Superabile e il Messaggero di Sant’Antonio, a firma, ovviamente, Claudio Imprudente.

Nei momenti critici, ricordate, mai smettere di darsi da fare e di utilizzare ironia e creatività, sono gli antidoti migliori che possediamo, quello che fa crescere una comunità.

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