Testimonianze-Esperienze

L'estate di Giacomo, Superabile, Luglio 2012

19/07/2012 - Claudio Imprudente
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Ogni estate che si rispetti ci porta una serata sotto le stelle, per stare insieme con il naso all'insù ad aspettare, con l'arrivo della notte, l'inizio di un bel film all'aperto. Ma, quest'anno, mi chiedo, che film posso consigliarvi? Comincerei con l'invitarvi a scovare una pellicola indipendente dal titolo "L'estate di Giacomo ", l'unico film italiano premiato al prestigioso festival di Locarno 2011, grande successo in Francia e in questi giorni finalmente in arrivo nelle sale italiane, ingiustamente a lungo tempo ignorato.

Più terme e meno badanti! Superabile, Luglio 2012

16/07/2012 - Claudio Imprudente
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Vento caldo, sole rovente, acqua a trenta gradi...quasi quasi me ne vado alle terme! Ho pensato proprio così, qualche settimana fa, mentre facevo i conti con l'afa bolognese, e in men che non si dica mi son ritrovato a mollo nella frescura di Montegrotto Terme...

L’esperienza del laboratorio teatrale “Alberi turchesi”

11/07/2012 - di Stefania Canepa e Simona Garbarino

Non è il teatro che è necessario, ma assolutamente qualcos’altro.
Superare le frontiere tra me e te: arrivare ad incontrarti per non perderti più tra la folla, né tra le parole, né tra le dichiarazioni, né tra idee graziosamente precisate, rinunciare alla paura ed alla vergogna alle quali mi costringono i tuoi occhi appena gli sono accessibile “tutto intero”.
Non nascondermi più, essere quello che sono. Almeno qualche minuto, dieci minuti, venti minuti, un’ora.
Trovare un luogo dove tale essere in comune sia possibile.

(Jerzy Grotowski, Tu es le fils de quelqu’un, in “Linea d’ombra” n. 17, dicembre 1986)

“Abbiamo inventato uno spettacolo”

11/07/2012 - di Stefania Canepa e Simona Garbarino

Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono.
E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione.
Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto:
“non c’è altro da vedere”, sapeva che non era vero.
La fine di un viaggio è solo l’inizio di un altro.
Bisogna vedere quello che non si è visto, vedere di nuovo quello che si è già visto, vedere in primavera quello che si era visto d’estate, vedere di giorno quello che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l’ombra che non c’era.
Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre
.
(José Saramago, Viaggio in Portogallo, Torino, Einaudi, 2005)

Cosa significa riabilitare?

11/07/2012 - di Umberta Cammeo, psichiatra e psicoterapeuta

Non si deve solo alla pigrizia se le relazioni umane si ripetono così indicibilmente monotone e senza novità da caso a caso, ma alla paura di un’esperienza nuova, imprevedibile, a cui non si crede maturi.
(Rainer Maria Rilke, Lettera ad un giovane poeta, Milano, Adelphi, 1999).

Sassolini nelle scarpe

11/07/2012 - a cura di Simona Garbarino e Stefania Canepa

L'esperienza dei laboratori artistico-espressivi

Ridere è un nostro diritto

02/07/2012

Concludiamo questo lavoro sui percorsi di maternità per le mamme non vedenti, con un divertente, ma anche significativo racconto apparso in un blog. A raccontare non è una madre, ma una figlia di una signora non vedente.

“Ma Lei non ci vede, come fa ad avere dei figli?”

02/07/2012

A., donna inglese, ha perso la vista nel 1997 e ha allevato le sue figlie solo con il tatto. Assicura che è più facile di quello che ci si aspetterebbe. L’essere cieca non la rende una madre incapace, eppure la gente dà per scontato che debba essere così.

Si può perdere la vista ma non lo sguardo: la fase dell’allattamento

02/07/2012 - di Edith Thoueille

Nell’ambiente della maternità, il deficit visivo suscita sempre una reazione emotiva violenta. Come si possono immaginare, apprezzare le esperienze umane e in particolare la maternità senza la visione? Come immaginare che una madre non possa vedere il viso di suo figlio?
Diventare madre quando si ha un deficit visivo vuol dire innanzitutto esporsi a una colpa sociale.

Alcune specificità: dal bambino immaginario al bambino reale

02/07/2012 - di Valeria Alpi

I primi testi di psicanalisi insistono sull’importanza dell’immagine visuale non solo per la costruzione del pensiero e della curiosità, ma per tutto il processo di identificazione. È un’immagine visuale quella che il bambino scopre nello specchio e che anticipa, secondo Lacan, la dialettica dell’essere e dell’avere che è alla base del suo essere soggetto.

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