Teatro

"Lo Zì" è di tutti. Tutti sono "Lo Zì" - Superabile, gennaio 2009 - 2

26/03/2010 - Claudio Imprudente

Qualche giorno fa mi trovavo in Puglia per vari incontri con cittadini e studenti…ma questo non è il resoconto del viaggio, perché inizia proprio dalla fine della mia trasferta.
Inizia nel momento del congedo dagli insegnanti della classe che mi aveva ospitato.
Si avvicina a me una maestra, estrae dal taschino della sua giacca un foglietto, davvero piccolo, grigio e spiegazzato, scritto a mano con tratto veloce, come se le fosse venuta in mente una cosa importante all’ultimo momento, e non potesse rinunciare a riferirmela in qualche modo.

Diversi pensieri

01/01/1997 - Mirko Artuso

"In un percorso creativo con i disabili, l'operatore deve sentirsi come un elefante in un negozio di cristalli, essere abile e sicuro; allora potrà arrivare dall'altra parte del negozio, senza aver rotto nemmeno uno dei preziosi cristalli... Sono convinto che non esista un teatro diverso per persone diverse, ma un teatro capace di generare incontri socialmente riconoscibili"

Metodi attivi

01/01/1997 - Giampaolo Mazzara

Tra gli ambiti in cui lo psicodramma mosse i suoi primi passi, quello psichiatrico costituì sicuramente uno dei più significativi. "Questo tipo di approccio prevede non soltanto di riconoscere e di valorizzare le componenti emotive ed affettive della personalità del paziente, ma anche quelle lo stesso operatore psichiatrico"

Attori come gli altri

01/01/1996 - Antonino Frusone

L'urgenza di raccontarsi, la necessità di parlare, di comunicare conl'altro. Il teatro come strumento per dare dignità e voce alla propriaespressività, nonostante una società che tende ad isolare

Caduta dei limiti

01/01/1996 - Viviana Bussadori e Elisabetta Zanardi

Quando finalmente la musica irrompe sulla scena ci si illude di avere rottola tensione iniziale: Celeste Dandeker aleggia nella penombra. I gesti sonoscarni, essenziali e forse proprio per questo densissimi

Ballando, ballando

01/01/1999 - Paolo Bertani

“Il teatro che rende visibile l’invisibile ha permesso di sviluppare l’immaginazione dei ragazzi e quella del pubblico anche attraverso l’uso della gestualità e del corpo. La diversità che è propria di ognuno di noi è una caratteristica comune in tutte le persone; è necessario saper cogliere e sfruttare questa unicità.” Intervistiamo il coreografo Michele Abbondanza

Ai limiti della riabilitazione

01/01/1999 - P. B.

“Il recitare è una delle poche attività che si possono fare anche avendo limiti fisici e mentali enormi; in questo senso è importante il concetto di “possibilità espressiva” che il teatro offre, mentre la vita quotidiana no. Sul palcoscenico c’è una dimensione fungibile in cui tutto si può trasformare, fare, inventare, rendere plausibile; ci si sente meno limitati, meno disabili”. Intervista a Nanni Garella, regista teatrale

Corpi in scena

01/01/1995 - Viviana Bussadori

Una storia curiosa quella della Societas Raffaello Sanzio di Cesena, fondata da due coppie di fratelli, Claudia, Romeo, Chiara e Paolo quando l'età media si aggirava attorno ai venti anni. Era il 1981, ovvero l'anno in cui la compagnia è nata dal punto di vista formale anche se, come sottolinea Romeo Castellucci, il regista, “Ci siamo trovati a praticare l’idea del teatro senza neppure esserne del tutto coscienti”. Da allora sono state portate in scena oltre venti rappresentazioni, una decina tra oratorie e interventi drammatici e sono stati realizzati altrettanti cortometraggi.

Essere, non essere

01/01/1995 - Stefano Casi

Corpo e diversità vivono a teatro una necessaria interdipendenza, perché il corpo stesso dell'attore non può non essere "diverso" nel momento in cui rimanda a un personaggio o a un'azione teatrale. Del resto, tutto ciò che entra nelle coordinate "speciali" dello spazio-tempo teatrale è "diverso" dalla realtà quotidiana. Quindi anche il corpo dell'attore, "diverso" perché esibito (e già questo lo renderebbe perlomeno singolare) e soprattutto perché esibito non per ciò che è ma per ciò che rappresenta. Con la conseguenza che lo spettatore può osservare dal vivo il corpo di una persona, l'attore, percependo contemporaneamente sia la fisicità di quella persona che la sua "virtualità". Una possibilità che solo il teatro concede.

Sulla scena della diversità

01/01/2006 - Nicola Pianzola

Percorsi di ricerca teatrale con persone in situazione di handicap

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