Sessualità

La cultura delle immagini

01/01/1995 - Cesare Padovani

Sessualità, affettività e comunicazione, tre termini che riguardano intimità vissute e non ripetibili. Rispetto alla "scelta sessuale" occorrono coordinate antropologiche oltre che psicologiche; senza conoscere ciò che ci precede infatti non possiamo essere in grado di comprendere la nostra cultura e la nostra "scelta sessuale".

Prima di tutto una donna

01/01/1995 - Daniela Lenzi e Cristina Pesci

Quale scenario sociale fa da sfondo alla dimensione femminile della disabilità? Come trovare mediazioni tra una riflessione soggettiva inevitabilmente ricca di contraddizioni e la realtà sociale, che dovrebbe garantire il massimo impegno per la salute di tutti, ma che poco sa conciliare bisogni legati al deficit o alla malattia con una qualità di vita ancora progettabile, nonostante la disabilità e la necessità di cure?

Amore ideale e rapporti reali

01/01/1993 - Silvia Uguzzoni (*)

Che cosa cambia nel corpo durante lo sviluppo sessuale?
“Diventano più grandi i piedi”. “Cambia il colore degli occhi, mia madre mi ha detto che nei bambini piccoli cambia”. “Crescono i capelli”.
Alcuni dei ragazzi con cui lavoriamo hanno risposto così a questa domanda.

Sesso tecnologico? No, grazie

01/01/1994 - Cesare Padovani

Sta per aprire i battenti a Roma una grandiosa mostra sul centenario della nascita del cinema, e a quanto sembra sarà una grossa occasione anche per riflettere sul nostro modo più recente di costruirci illusioni. Un secolo fa questa "lanterna magica", questa fiction, non era altro che una "realtà virtuale" ante litteram rispetto alle arti visive d'allora: rispetto alla pittura, alla scultura, e anche alla sua giovane antenata, la fotografia.

Il sesso oltre la cronaca

01/01/1992 - Angela Verzelli

Sempre più spesso nella mentalità corrente la violenza viene associata alla sessualità, anche se in apparenza sembra prevalere lo sdegno e il rifiuto. In particolar modo gli handicappati sono vittime di una concezione della sessualità che si presta ad essere vissuta nella violenza.

Dai diritti ai percorsi

01/01/1993 - Cristina Pesci (*)

Diversi approcci e diverse intenzioni si ritrovano tra le righe delle tante pubblicazioni che riguardano il tema della sessualità di persone handicappate. Spesso l'impressione che comunque prevale è di una grande problematicità, vissuta con toni e coinvolgimenti differenti se riferita a persone handicappate che vivono sulla propria pelle l'esclusione, la solitudine e i tanti "perché", oppure se vissuta nella veste di operatore o ancora in quella di genitore.

Quando l'affetto non basta più

01/01/1992 - Daniela Lenzi (*) e Cristina Pesci (**)

L'informazione e la raccolta di materiale bibliografico, la costituzione di gruppi di formazione in collaborazione con L'Università di Bologna, l'apertura verso l'esterno. Questi, in sintesi, i passaggi che hanno contraddistinto il lavoro del gruppo su handicap e sessualità del Centro Documentazione Handicap dell'AIAS di Bologna

"Quella violenza sottile"

01/01/1992 - Viviana Bussadori

"La sessualità? È un problema a prescindere. Hai idea di quanta gente c'è, all'apparenza "normale", che ha problemi di sesso?".
Eccola. Abbiamo appena iniziato a parlare, c'è ancora qualche imbarazzo, ma Cinzia è già venuta fuori. Con tutta la sua pacata combattività. Ventotto anni. Da otto collabora con una comunità per il recupero dei tossicodipendenti. Un paziente volontariato e, da poco più di due anni, l'assunzione come operatrice.

Amici sì, amanti mai

01/01/1992 - Gaia Valmarin

Parlare di sesso è diventato fin troppo facile. È stato presentato in tutte le maniere e le depravazioni immaginabili, così da renderlo uno strumento di consumo a livello di massa.
C'è ancora da lottare contro i pregiudizi, non bastano l'integrazione a scuola e sul lavoro. Il rischio è quello degli eterni bambini, lontani da qualunque possibilità di legami sentimentali.

Un abito per l'identità

01/01/1993 - Cesare Padovani

Rivelo subito le due letture d'appoggio da cui parto per "vestire" queste mie riflessioni sui rapporti tra moda e handicap. Si tratta di due classici: "Miti d'oggi" di Roland Barthes e "Il cotto e il crudo" di Claude Lévi-Strauss, tenuti insieme da altre leggere imbastiture quali "La metafora della pubblicità" di Alberto Abruzzese nonché da cerniere "di moda", fin troppo utilizzate, che partono dai sillogismi di Aristotele per arrivare fino al "significante" di Fernand de Saussure.

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