Sanità e riabilitazione

Ai confini della riabilitazione

01/01/1999 - Roberto Ghezzo

I confini sono fatti anche per sconfinare, ma ciò rischia di creare qualche confusione, non solo nelle mani semplici di noi assistenti di base, o operatori sociali. Insomma, di noi addetti ai lavori. Uno spazio di interviste a contrabbandieri e a guardie doganali: tutto può accadere quando si è…

Educazione e scrittura

01/01/1999 - Elena Goldoni

La scrittura è uno strumento essenziale per dare forma all’esperienza educativa e per documentare un’esperienza riabilitativa. “Dare forma a una durata è l’esigenza della bellezza, ma è anche quella della memoria. Ciò che è informe è inafferrabile, non è memorizzabile.”(M. Kundera, La lentezza)

Un fatto linguistico e culturale

01/01/1999 - Davide Rambaldi

Affrontare un discorso sulla riabilitazione significa in primo luogo affrontare un problema di tipo linguistico e culturale. A seconda dei contesti istituzionali nei quali è utilizzata essa assume significati diversi. Si pensi ad esempio ai servizi per la tossicodipendenza oppure sanitari: qui la riabilitazione ha un significato esclusivamente legato al recupero organico e funzionale nell’ambito di una terapia, là ha un significato legato a un percorso di recupero sociale e in un certo senso anche morale

Riabilitar e trasumanar

01/01/1999 - Marco Grana

Riabilitare soggetti svantaggiati nel nostro ordine sociale, già di per se’ alienante, non è semplice. Il paradosso di una metodologia riabilitativa nella riappropriazione della normalità, tra emancipazione dall’handicap ed obbligo all’omologazione. Intervista a Massimo Manferdini, educatore presso il Polo Handicap del Quartiere Borgo-Reno di Bologna

L'acqua calda

01/01/1999 - Roberto Ghezzo

“Se un medico cura le malattie può fallire o avere successo, se invece cura i pazienti ha sempre successo”. E’ una frase del Dottor Patch Adams, protagonista del film omonimo, interpretato da Robin

Passi di speranza

01/01/1999 - Brian O'Toole

Il programma di Riabilitazione su Base Comunitaria (RBC) in Guyana si chiama Hopeful Steps (Passi di speranza); è iniziato nel 1986 ed oggi è operativo in cinque regioni del paese. E’ un esempio di come la riabilitazione si può collegare allo sviluppo di una regione. Ce ne parla il direttore del Programma

Ridere fa bene

01/01/1999 - Rosanna De Sanctis

I clown therapist lavorano negli ospedali e nei centri di salute mentale con i bambini ricoverati, gli anziani, le persone con handicap psichico, nei reparti per ammalati di AIDS. La comicoterapia nasce negli ospedali americani e precisamente a New York nel 1986; in Italia questo tipo particolare di "sostegno" esiste negli ospedali in provincia di Milano, Como e Varese dal 1996

Brasil voçé è lindo

01/01/1999 - Roberto Ghezzo

Ho incontrato la psicologa Carla Vasques presso l’Istituto Pestalozzi di Canoas, nello stato di Rio Grande do Sul, lo stato più a sud del Brasile. Questa è stata la prima intervista che ho realizzata nel mio viaggio ed è stata anche quella che mi ha aperto gli occhi sulla situazione delle persone disabili in questo paese

Ballando, ballando

01/01/1999 - Paolo Bertani

“Il teatro che rende visibile l’invisibile ha permesso di sviluppare l’immaginazione dei ragazzi e quella del pubblico anche attraverso l’uso della gestualità e del corpo. La diversità che è propria di ognuno di noi è una caratteristica comune in tutte le persone; è necessario saper cogliere e sfruttare questa unicità.” Intervistiamo il coreografo Michele Abbondanza

Ai limiti della riabilitazione

01/01/1999 - P. B.

“Il recitare è una delle poche attività che si possono fare anche avendo limiti fisici e mentali enormi; in questo senso è importante il concetto di “possibilità espressiva” che il teatro offre, mentre la vita quotidiana no. Sul palcoscenico c’è una dimensione fungibile in cui tutto si può trasformare, fare, inventare, rendere plausibile; ci si sente meno limitati, meno disabili”. Intervista a Nanni Garella, regista teatrale

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