Professioni socio-educative

La stimolazione contro l'invecchiamento?

01/01/1995 - Nicola Rabbi

Come devono comportarsi gli operatori sociali di un centro diurno con gli utenti che invecchiano, cosa devono modificare nel loro rapporto educativo? E ancora, come devono essere organizzati i servizi in questa prospettiva? Per rispondere a queste domande è partita una ricerca nella regione Marche a cura del Centro socio-educativo "Francesca"; ne parliamo con il professor Cottini, responsabile del progetto.

"Anche l'assistente di base è un educatore"

01/01/1995 - Sandro Bastia

Lavorare per anni con uno stesso disabile che invecchia; la "strana" differenza tra l'educatore e l'assistente, l'importanza di una rete di servizi sociali. Intervista a Massimo Manferdini, educatore in un centro diurno di Bologna.

Lavorare stanca

01/01/1995 - Nicola Rabbi

Un'organizzazione del servizio non ottimale e un'inadeguato trattamento economico; sono questi i due motivi che spiegano lo stato di esaurimento psichico e fisico in cui si vengono a trovare gli operatori sociali dopo alcuni anni di lavoro. E' quanto emerge da una ricerca fatta dal Labos (Laboratorio per le politiche sociali).
Una formazione di base, poi continuata nel tempo, può essere molto utile a prevenire e a reagire alle situazioni di stress a cui chi opera nel sociale può andare incontro.

Educatori, santi e levrieri

01/01/1995 - Sandro Bastia

Essere educatori è un lavoro difficile, faticoso. Certo non è l'unico ma rispetto ad altri presenta una particolarità che a prima vista può sembrare un vantaggio: chi conosce poco e nulla degli educatori ama rappresentarsi questa attività come un lavoro di pura dedizione e sacrificio, di sofferenza, silenzio e comprensione. "Bisogna proprio esserci portati" alzi la mano chi non se lo è mai sentito dire, assieme al corollario "Io non ce la farei". Si è scambiati per missionari o idealisti, si ottiene all'istante una patente di "bontà e purezza" spendibile anche in altri settori.

Una malattia della modernità

01/01/1995 - Antonio Frusone

Depressione, aggressioni verbali, minacce da parte degli utenti sono alcuni dei rischi a cui sono esposti quanti lavorano nelle "frontiere del sociale": educatori, medici, infermieri, assistenti sociali e psicologi a contatto con tossicodipendenti, sofferenti mentali, malati di Aids e altre categorie del disagio sociale. Siamo di fronte ad eventi che possono minare seriamente e profondamente la qualità della vita degli operatori.
Ne parliamo con Mario Massarenti, psichiatra, operatore del Sert dell'Azienda Usl Città di Bologna.

Il burnout raccontato dagli educatori

01/01/1995 - a cura degli operatori del Centro Zanichelli (*)

Un logoramento costante, un forte senso di delusione e di impotenza e alla fine il sentirsi bruciati. Una condizione questa, osservata con sempre maggior frequenza e diffusa tra i molti operatori sociali che svolgono attività con disabili gravi.

Un tecnico di un sapere pratico

01/01/1994 - Alain Goussot

Non è semplice in un mondo come il nostro indicare il ruolo dell'educatore (qui lo intendo in senso lato, dall'educatore professionale all'insegnante); eppure non si può parlare di pratica educativa senza partire da una analisi della nostra società e della condizione umana.

L'itinerario formativo

01/01/1996 - Maurizio Serofilli e Stefania Cervi

Un itinerario formativo per volontari del settore handicap. Storia di un "viaggio" che, partendo dai modelli di funzionamento delle organizzazioni e del tipo di lavoro richiesto, è approdato alle esigenze formative, molto spesso trascurate, dei singoli. Un'esperienza condotta a Modena dalla società Diathesis.

Un caso a sé

01/01/1996 - Diego Scudiero (*)

L'impegno dei volontari con le persone con HIV: la complessità di un approccio e di un rapporto che richiede una completa riorganizzazione dei parametri solitamente utilizzati per definire il disagio. Un percorso formativo che aiuti a trovare parole e modi diversi da quelli comunemente usati. L'esperienza e le riflessioni della Lila di Bologna.

Formato volontario

01/01/1996 - Maurizio Braglia e Piera Poli

La formazione delle persone che si dedicano al volontariato è un tema che ha assunto un'importanza sempre più rilevante: l'espandersi del volontariato nella società italiana, il suo ruolo anche politico che non lascia spazio all'immagine del volontariato dotato solo di sorrisi e buoni sentimenti, ha portato ad una concezione di formazione diversa, che fornisce strumenti, professionali, per poter agire in una società complessa.

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