Handicap e Assistenza

Parola di madre. Adottare un bambino disabile

01/01/1993 - (a cura di) N. R. e A. T.

Angelo è un bambino down nato in un ospedale napoletano; i suoi genitori non se la sono sentita di portarselo a casa e hanno deciso di abbandonarlo.
La notizia, assai ghiotta per le cronache

"Lasciarsi interrogare"

01/01/1993 - E. De Rienzo e C. Saccoccio (*)

Ogni minore ha diritto di vivere nella propria famiglia d'origine e, in assenza di questa, in una sostitutiva, affidataria o adottiva. Questo diritto vale anche per i minori disabili o per i sieropositivi

Il bambino perfetto

01/01/1993 - a cura di alcune famiglie dell'Anfaa

Adottare un bimbo disabile è senz'altro una scelta particolare. E' opinione comune che le persone che si avventurano su un cammino così accidentato siano provviste di doti particolari oltre che di ferrei principi morali, religiosi o politici. L’insieme di queste cose le spingono, quasi loro malgrado, ad assumersi responsabilità che potrebbero più comodamente declinare. In realtà le storie delle nostre adozioni non parlano di genitori votati al martirio, nè di esistenze annullate nel servizio del prossimo.

L'impossibile a portata di mano?

01/01/1993 - Frida Tonizzo (*)

Un affidamento o un'adozione di un bambino "diverso" non può riuscire fidando solo sulla disponibilità della famiglia; è anche indispensabile una rete di rapporti umani e sociali intorno ad essa che arricchiscano la vita del nucleo familiare e impediscano che esso sia costretto a vivere nell'isolamento.

L'itinerario formativo

01/01/1996 - Maurizio Serofilli e Stefania Cervi

Un itinerario formativo per volontari del settore handicap. Storia di un "viaggio" che, partendo dai modelli di funzionamento delle organizzazioni e del tipo di lavoro richiesto, è approdato alle esigenze formative, molto spesso trascurate, dei singoli. Un'esperienza condotta a Modena dalla società Diathesis.

Un vuoto da riempire

01/01/1996 - (a cura di) Nicola Rabbi

Molto spesso non si dà importanza alla struttura e al contesto in cui il volontario opera e si concentrano gli sforzi formativi sui rapporti personali con l'utenza. Ma esistono anche altri livelli, come la conoscenza del gruppo in cui si opera e la conoscenza del contesto in generale (rapporti con gli altri gruppi, con il servizio pubblico...). Intervista a Francesca Busnelli della FIVOL

"Un problema solo nostro"

01/01/1993 - Gianni Selleri

Nell'esperienza esistenziale di una famiglia in cui vive un handicappato grave (cioè totalmente non autosufficiente rispetto alla sopravvivenza e alla comunicazione), vi è un problema, oggettivo e immaginario che progressivamente si impone ai genitori: che cosa sarà del figlio dopo la loro morte.

Il buio oltre la siepe

01/01/1993 - Gianni Selleri

Come i genitori di disabili gravi vivono e immaginano il futuro dei figli. Una serie di testimonianze tratte da una ricerca del Dipartimento di Psicologia dell'Università di Bologna.

Vestire per nascondere o per punire

01/01/1993 - Viviana Bussadori

Una ricerca condotta da due educatori analizza le informazioni che si possono ricavare dall'abbigliamento dei disabili.

Un jeans per persone veramente speciali

01/01/1993 - Nicola Rabbi

“Finalmente gli abiti si adattano a noi, non noi agli abiti"; con questo slogan una ditta di abbigliamento in provincia di Padova ha lanciato sul mercato un jeans confezionato appositamente per persone non deambulanti. È un primo passo per garantire al disabile il diritto di vestirsi come vuole.

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