Handicap e Assistenza

Più lento, più basso, più debole

01/01/2000 - Roberto Ghezzo

Cosa c’entra l’handicap con i nuovi modelli di sviluppo sostenibile, con il consumo critico, con i paesi del sud del mondo? Povertà, sfruttamento dell’uomo sull’uomo, violenza sistematica e distruzione della nostra astronave spaziale, la madre terra: quale modello alternativo scaturisce dalla nuova cultura dell’handicap?

Il "vissuto" nella famiglia che si prende cura

01/01/2000 - Pietro Benciolini

E’ tanto più difficile far parlare il “vissuto”, dargli ascolto, quanto più una persona è presa dall'impegno, urgente e continuativo, del fare. Ed è invece di grande importanza riuscire, anche

Da assistita ad assistente

01/01/2000 - a cura dell'AIFO (*)

In Guyana (America meridionale) essere disabili è indubbiamente una sfida giornaliera, fra barriere architettoniche, mancanza di programmi scolastici adeguati e di formazione professionale, difficoltà di impiego e soprattutto povertà, che poi non è altro che la conseguenza naturale di tutto ciò. La testimonianza di Stacey Greaves-Britton, disabile

Essere disabili in Kenya

01/01/2000 - Clement Njoroge (*)

Quando Tom ha iniziato la scuola all’età di sei anni i suoi genitori lo hanno portato alla scuola per ciechi di Thika, una delle più antiche e specializzate di quelle governative. Adesso sta lavorando come insegnante e possiede informazioni di prima mano riguardo alle difficoltà subite dalle persone con disabilità, dato che egli stesso ne ha avuto esperienza e da quando è nato ha escogitato i modi per superarle

"E' il contesto che ci manca?"

01/01/2000 - Rosanna De Sanctis

Girare un cortometraggio con ragazzi down può essere un’esperienza capace di ridiscutere preconcetti ed instaurare relazioni, profonde e al tempo stesso “normali”. “La cosa più divertente è stato lo spirito che ha animato i nostri incontri: stare insieme divertendosi, nel vedere come ognuno metteva qualcosa di indispensabile”. Intervista a Teo Vignoli e Irene Faranda.

Pedagogia dei genitori

01/01/2000 - Riziero Zucchi

……..“Quando i miei figli erano molto piccoli facevo un gioco con loro…, gli davo in mano un bastoncino, uno ciascuno e gli chiedevo di spezzarlo. Non era certo un’impresa difficile, poi gli chiedevo di legarli in un mazzetto e di cercare di romperlo, ma non ci riuscivano, allora, gli dicevo: vedi quel mazzetto? Quella è la famiglia” ………Tratto dai dialoghi del film “ Una Storia Vera” di D. Lynch

Il mandato sociale degli educatori

01/01/2000 - Stefano Siroli

Tra le difficoltà del ruolo di educatore, spicca la tentazione di ricondurre la “diversità” a modelli paternalistici e non paritari con la “normalità”, sotto la spinta di una società che vuole un’integrazione parziale e fatica ad eliminare completamente le barriere, soprattutto mentali, tra sé ed i disabili.

"Anche l'assistente di base è un educatore"

01/01/1995 - Sandro Bastia

Lavorare per anni con uno stesso disabile che invecchia; la "strana" differenza tra l'educatore e l'assistente, l'importanza di una rete di servizi sociali. Intervista a Massimo Manferdini, educatore in un centro diurno di Bologna.

Ma quando un disabile diventa vecchio?

01/01/1995 - Nicola Rabbi

Gli anni passano, il bambino diventa ragazzo e poi adulto, l'invecchiamento continua senza sosta; è normale. Ma quando questo capita alla persona disabile allora si pongono dei problemi specifici ed anche alcuni rischi.

Diventare grandi

01/01/1994 - Andrea Pancaldi

"Diventare bambini di adulti, come è scritto nel Vangelo, vuol dire progredire oltre la maturità, realizzando quell'innocenza di cui il bambino è simbolo. E lungo questa strada c'è la storia, la coscienza, l'esperienza, la libertà, le scelte degli uomini".
Ho conservato questa frase, scritta su un foglietto, e stralciata da un articolo apparso tanti anni fa sulla rivista Rocca, perchè mi sembra fotografi bene il "percorso" del diventare adulti, mettendo in campo alcuni concetti, alcuni "luoghi", imprescindibili nell'esperienza personale.

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