Cultura

Europa Europa - Una risata vi seppellirà: la comicità politicamente scorretta di Laurence Clark

30/07/2012 - di Massimiliano Rubbi

Laurence ha speso anni a studiare per un dottorato di ricerca che ora ritiene abbastanza inutile dato che è passato alla commedia brillante: così si presenta Laurence Clark, che lavora come consulente in materia di disabilità ma soprattutto è uno dei comici più divertenti della scena britannica.

L'estate di Giacomo, Superabile, Luglio 2012

19/07/2012 - Claudio Imprudente
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Ogni estate che si rispetti ci porta una serata sotto le stelle, per stare insieme con il naso all'insù ad aspettare, con l'arrivo della notte, l'inizio di un bel film all'aperto. Ma, quest'anno, mi chiedo, che film posso consigliarvi? Comincerei con l'invitarvi a scovare una pellicola indipendente dal titolo "L'estate di Giacomo ", l'unico film italiano premiato al prestigioso festival di Locarno 2011, grande successo in Francia e in questi giorni finalmente in arrivo nelle sale italiane, ingiustamente a lungo tempo ignorato.

La bottega di Luigino, Superabile, Luglio 2012

11/07/2012 - Claudio Imprudente
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Mi sono sempre chiesto se San Giuseppe, intorno all’anno zero, in quelle calde e afose giornate di luglio a Nazareth, continuasse imperterrito a lavorare nella sua bottega, a scolpire il suo legno da bravo falegname.
Me lo chiedevo perché in queste giornate, pur con il ventilatore puntato in faccia, è difficile persino pensare e scrivere… figuratevi Giuseppe che di certo non poteva disporre di certi ausili!
Questi strani pensieri mi sono venuti dopo aver conosciuto la storia di Luigino. Voi vi chiederete: “Chi è Luigino?”.

L’esperienza del laboratorio teatrale “Alberi turchesi”

11/07/2012 - di Stefania Canepa e Simona Garbarino

Non è il teatro che è necessario, ma assolutamente qualcos’altro.
Superare le frontiere tra me e te: arrivare ad incontrarti per non perderti più tra la folla, né tra le parole, né tra le dichiarazioni, né tra idee graziosamente precisate, rinunciare alla paura ed alla vergogna alle quali mi costringono i tuoi occhi appena gli sono accessibile “tutto intero”.
Non nascondermi più, essere quello che sono. Almeno qualche minuto, dieci minuti, venti minuti, un’ora.
Trovare un luogo dove tale essere in comune sia possibile.

(Jerzy Grotowski, Tu es le fils de quelqu’un, in “Linea d’ombra” n. 17, dicembre 1986)

“Abbiamo inventato uno spettacolo”

11/07/2012 - di Stefania Canepa e Simona Garbarino

Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono.
E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione.
Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto:
“non c’è altro da vedere”, sapeva che non era vero.
La fine di un viaggio è solo l’inizio di un altro.
Bisogna vedere quello che non si è visto, vedere di nuovo quello che si è già visto, vedere in primavera quello che si era visto d’estate, vedere di giorno quello che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l’ombra che non c’era.
Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre
.
(José Saramago, Viaggio in Portogallo, Torino, Einaudi, 2005)

Cosa significa riabilitare?

11/07/2012 - di Umberta Cammeo, psichiatra e psicoterapeuta

Non si deve solo alla pigrizia se le relazioni umane si ripetono così indicibilmente monotone e senza novità da caso a caso, ma alla paura di un’esperienza nuova, imprevedibile, a cui non si crede maturi.
(Rainer Maria Rilke, Lettera ad un giovane poeta, Milano, Adelphi, 1999).

Sassolini nelle scarpe

11/07/2012 - a cura di Simona Garbarino e Stefania Canepa

L'esperienza dei laboratori artistico-espressivi

Ridere è un nostro diritto

02/07/2012

Concludiamo questo lavoro sui percorsi di maternità per le mamme non vedenti, con un divertente, ma anche significativo racconto apparso in un blog. A raccontare non è una madre, ma una figlia di una signora non vedente.

“Ma Lei non ci vede, come fa ad avere dei figli?”

02/07/2012

A., donna inglese, ha perso la vista nel 1997 e ha allevato le sue figlie solo con il tatto. Assicura che è più facile di quello che ci si aspetterebbe. L’essere cieca non la rende una madre incapace, eppure la gente dà per scontato che debba essere così.

Si può perdere la vista ma non lo sguardo: la fase dell’allattamento

02/07/2012 - di Edith Thoueille

Nell’ambiente della maternità, il deficit visivo suscita sempre una reazione emotiva violenta. Come si possono immaginare, apprezzare le esperienze umane e in particolare la maternità senza la visione? Come immaginare che una madre non possa vedere il viso di suo figlio?
Diventare madre quando si ha un deficit visivo vuol dire innanzitutto esporsi a una colpa sociale.

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