Creatività

Maestra, immaginami…

01/01/1998 - Progetto Calamaio

Storie di bambini e storie di insegnanti, eroi e anti-eroi, narratori onniscienti e narratori immersi negli eventi: una "rilettura" del momento educativo come se fosse un racconto, alla ricerca di nuove prospettive e punti di vista dai quali osservare e osservarci.

Sperimentare la globalità

01/01/1998 - Loris Trevisiol

L'apporto del metodo della globalità dei linguaggi nel quotidiano della comunità educativa per disabili Albatros-Lila di Venezia. Un metodo ideato e diffuso da Stefania Guerra Lisi(*) attingendo idee dalla pedagogia attiva (di ispirazione montessoriana specie per quanto riguarda l'uso dei materiali e la percezione dei sensi), dalla psicomotricità e dalla cultura artistica

Estetica dell'handicap

01/01/1998 - Roberto Ghezzo

"Bisogna collegare la parola handicap a parole vive, che non si facciano imbrigliare dal sapere scientifico". "E' la percezione del limite, è il come si vive questo limite che fa la differenzacreativa". Quando il saggio indica la luna lo stolto guarda il dito: per una nuova immagine dell'handicap

Un'invenzione creativa

01/01/1999 - Grazia Honegger Fresco

“Il gioco costruisce in profondità, né sappiamo in quali rivoli si riverserà la ricchezza che, grazie ad esso, si accumula in ogni bambino lasciato libero di inventare a sua misura”. L’importanza del gioco libero e creativo, non pensato solo per soddisfare esigenze di mercato

"E' il contesto che ci manca?"

01/01/2000 - Rosanna De Sanctis

Girare un cortometraggio con ragazzi down può essere un’esperienza capace di ridiscutere preconcetti ed instaurare relazioni, profonde e al tempo stesso “normali”. “La cosa più divertente è stato lo spirito che ha animato i nostri incontri: stare insieme divertendosi, nel vedere come ognuno metteva qualcosa di indispensabile”. Intervista a Teo Vignoli e Irene Faranda.

Oggi le handycomiche

01/01/2000 - Silvia Tamberi

Avete un racconto, un aneddoto, una barzelletta, un qualcosa di divertente da raccontare che nasce dalla più sofferta e quotidiana esperienza di vita, di lavoro, di amicizia in questo magico, magico mondo che è l’handicap? Inviatecela e, se farà ridere veramente, ve la pubblicheremo.

Un jeans per persone veramente speciali

01/01/1993 - Nicola Rabbi

“Finalmente gli abiti si adattano a noi, non noi agli abiti"; con questo slogan una ditta di abbigliamento in provincia di Padova ha lanciato sul mercato un jeans confezionato appositamente per persone non deambulanti. È un primo passo per garantire al disabile il diritto di vestirsi come vuole.

Specchio delle mie braghe

01/01/1993

L'immagine delle persone diverse

Un abito per l'identità

01/01/1993 - Cesare Padovani

Rivelo subito le due letture d'appoggio da cui parto per "vestire" queste mie riflessioni sui rapporti tra moda e handicap. Si tratta di due classici: "Miti d'oggi" di Roland Barthes e "Il cotto e il crudo" di Claude Lévi-Strauss, tenuti insieme da altre leggere imbastiture quali "La metafora della pubblicità" di Alberto Abruzzese nonché da cerniere "di moda", fin troppo utilizzate, che partono dai sillogismi di Aristotele per arrivare fino al "significante" di Fernand de Saussure.

Il differente che vive

01/01/1987 - Cesare Padovani


Vorrei cominciare così: "Datemi una bella maestra d'appoggio e visolleverò il mondo..." Sarebbe ora di usare un po' di ironia.
Nel parlare dell'handicap provo lo stesso fastidio,

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