Creatività

L’esperienza del laboratorio teatrale “Alberi turchesi”

11/07/2012 - di Stefania Canepa e Simona Garbarino

Non è il teatro che è necessario, ma assolutamente qualcos’altro.
Superare le frontiere tra me e te: arrivare ad incontrarti per non perderti più tra la folla, né tra le parole, né tra le dichiarazioni, né tra idee graziosamente precisate, rinunciare alla paura ed alla vergogna alle quali mi costringono i tuoi occhi appena gli sono accessibile “tutto intero”.
Non nascondermi più, essere quello che sono. Almeno qualche minuto, dieci minuti, venti minuti, un’ora.
Trovare un luogo dove tale essere in comune sia possibile.

(Jerzy Grotowski, Tu es le fils de quelqu’un, in “Linea d’ombra” n. 17, dicembre 1986)

“Abbiamo inventato uno spettacolo”

11/07/2012 - di Stefania Canepa e Simona Garbarino

Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono.
E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione.
Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto:
“non c’è altro da vedere”, sapeva che non era vero.
La fine di un viaggio è solo l’inizio di un altro.
Bisogna vedere quello che non si è visto, vedere di nuovo quello che si è già visto, vedere in primavera quello che si era visto d’estate, vedere di giorno quello che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l’ombra che non c’era.
Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre
.
(José Saramago, Viaggio in Portogallo, Torino, Einaudi, 2005)

Cosa significa riabilitare?

11/07/2012 - di Umberta Cammeo, psichiatra e psicoterapeuta

Non si deve solo alla pigrizia se le relazioni umane si ripetono così indicibilmente monotone e senza novità da caso a caso, ma alla paura di un’esperienza nuova, imprevedibile, a cui non si crede maturi.
(Rainer Maria Rilke, Lettera ad un giovane poeta, Milano, Adelphi, 1999).

Sassolini nelle scarpe

11/07/2012 - a cura di Simona Garbarino e Stefania Canepa

L'esperienza dei laboratori artistico-espressivi

La medaglia dell'integrazione Il Messagero di Sant'Antonio, Luglio-Agosto2012

02/07/2012 - Claudio Imprudente
medaglia.jpg

“Mare, mare, mare, ma che voglia di arrivare lì da te…”
Così cantava Luca Carboni qualche anno fa, tanto da far diventare questo ritornello l’inno d’inaugurazione di ogni mia stagione estiva.

Orgoglio sbilenco, Superabile, Giugno 2012

13/06/2012 - Claudio Imprudente
tazzine.jpg

Caro Alex Britti, mi sono sempre chiesto che tipo di tazzine utilizzi quando sorseggi i tuoi settemila caffè…
Sempre la stessa? Me lo sono chiesto perché ho scoperto che le tazzine possono parlare, narrare perfino di disabilità, di stereotipi e delle nostre paure.

Cervello accessibile? Sì, grazie, Superabile, Maggio 2012

17/05/2012 - Claudio Imprudente
cropped-cervello.jpg

"Certamente si può definire ‘di moda' - o per lo meno si auspica che diventi sempre più tale - quell'accessibilità intesa come un piccolo scivolo che rende percorribili alcuni gradini. Molto meno di moda, invece, è il pensare in maniera accessibile e magari agire di conseguenza, dando cioè accesso ai diritti, alle necessità e forse anche ai desideri di tutti".

La Quinta Parete: a Carpi il Festival delle abilità differenti, Superabile, Maggio 2012

10/05/2012 - Claudio Imprudente
la quinta parete-150x124.jpg

In questi giorni, come ogni anno, si sta svolgendo a Carpi una manifestazione interessante, a cui consiglio a tutti di partecipare: il Festival Internazionale delle Abilità Differenti.

Prendi l'arte e mettila da parte! Superabile, Aprile 2012

12/04/2012 - Claudio Imprudente
MAMbo_allestimento_2.jpg

E se l'arte diventasse disabilità? Oppure se la disabilità diventasse arte? O ancora, se il famoso detto "prendi l'arte e mettila da parte" fosse vero? Sono domande, queste, che mi sono sorte spontanee lo scorso sabato pomeriggio, quando con la critica d'arte Paola Magi e Martina Gerosa, architetto, giornalista e membro dell'associazione Arcipelago sordità, sono intervenuto alla presentazione del libro Il pianista che ascolta con le dita, organizzato dal Centro Documentazione Handicap in collaborazione con il museo Mambo di Bologna.

’Na tazzulella ’e cafè, Il messaggero di Sant'Antonio, Marzo 2012

05/03/2012 - Claudio Imprudente
tazzine.jpeg

Come possiamo trasformare il dopo pranzo della domenica – durante il quale il calcio sembra l’unico argomento – in un pomeriggio di riflessione sulla disabilità? E se bastasse cominciare a bere insieme un semplice caffè? Proprio alcuni week-end fa, mentre sonnecchiavo davanti alla tv in un uggioso pomeriggio emiliano, la semplice visione di un set di tazzine colorate, in netto contrasto con il grigio del cielo, ha acceso la mia fantasia.

Condividi contenuti