Chiesa

Tutta questione di pietre

05/09/2011 - Claudio Imprudente
Pietra angolare

Molti termini, con l’andare del tempo, subiscono destini diversi e da loro indipendenti. Alcuni non vivono più nella quotidianità scritta o orale, oppure agonizzano, sopravvivendo al massimo come voci del dizionario. Altri, invece, continuano a essere utilizzati, ma con accezioni del tutto diverse, andando a riferirsi a «oggetti» del mondo reale per i quali non erano stati inizialmente pensati. Spesso, poi, l’uso distorto dei termini ne svuota la potenza originaria.

Il peso specifico dell'handicap - Il Messaggero di Sant'Antonio, Marzo 2011

07/03/2011 - Claudio Imprudente
Sisifo

Ho scritto più volte che il Vangelo ha un solo modo per continuare a respirare: essere letto, interpretato, penetrato. È qui che risiede la sua forza: nella capacità di resistere al e nel tempo, non «sempre uguale a se stesso». Il Vangelo apre inaspettati stimoli di riflessione capaci, in quanto tali, di «cambiare» in parte lo stesso testo di partenza rivelandone di volta in volta significati altri.

Il peso specifico dell'handicap

07/03/2011 - Claudio Imprudente
Sisifo

Ho scritto più volte che il Vangelo ha un solo modo per continuare a respirare: essere letto, interpretato, penetrato. È qui che risiede la sua forza: nella capacità di resistere al e nel tempo, non «sempre uguale a se stesso». Il Vangelo apre inaspettati stimoli di riflessione capaci, in quanto tali, di «cambiare» in parte lo stesso testo di partenza rivelandone di volta in volta significati altri.

Una paralisi non basta a salvarci... - Il Messaggero di Sant'Antonio, aprile 2010

12/04/2010 - Claudio Imprudente

A volte mi capita di incontrare amici disabili che non vedo da tempo e coi quali ho condiviso gli anni della scuola e poi tante occasioni formali e informali. A colpirmi è sempre il fatto che persone più o meno coetanee, provenienti dalla stessa città, e qui residenti per buona parte della loro vita, con una formazione scolastica e culturale analoga, spesso con lo stesso tipo di disabilità, abbiano avuto delle esistenze molto diverse l’una dall’altra.

Una paralisi non basta a salvarci…

07/04/2010 - Claudio Imprudente
3 disabili

A volte mi capita di incontrare amici disabili che non vedo da tempo e coi quali ho condiviso gli anni della scuola e poi tante occasioni formali e informali. A colpirmi è sempre il fatto che persone più o meno coetanee, provenienti dalla stessa città, e qui residenti per buona parte della loro vita, con una formazione scolastica e culturale analoga, spesso con lo stesso tipo di disabilità, abbiano avuto delle esistenze molto diverse l’una dall’altra.

Una sfida per la Chiesa - Il Messaggero di Sant'Antonio, marzo 2010

26/03/2010 - Claudio Imprudente

Nel numero di luglio/agosto del 2009 avevamo affrontato un argomento che mi sta molto a cuore, ovvero il rapporto tra Chiesa e disabilità. In quell’articolo ragionavo sul fatto che, pur essendosi occupata per prima dei disabili e pur avendone riconosciuto presto lo statuto di esseri umani, la Chiesa ha contribuito a creare e rafforzare degli stereotipi, faticando a immaginare la persona disabile come soggetto attivo, credente pieno e restituendo, quindi, anche all’esterno tale rappresentazione.

Dare e basta...non basta - Il Messaggero di Sant'Antonio, gennaio 2010

26/03/2010 - Claudio Imprudente

«Chi ama il padre o la madre più di me non è degno di me; chi ama il figlio o la figlia più di me non è degno di me; chi non prende la sua croce e non mi segue, non è degno di me. Chi avrà trovato la sua vita, la perderà: e chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà. Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato. Chi accoglie un profeta come profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto come giusto, avrà la ricompensa del giusto.

Dare fiducia alla fiducia - Il Messaggero di Sant'Antonio, novembre 2009

26/03/2010 - Claudio Imprudente

Vorrei proseguire nella lettura di alcuni passi del Vangelo, alla ricerca di significati non immediati. Siamo al terzo appuntamento, dopo i due articoli dedicati a Giovanni 10,3-5 (settembre 2008) e a Marco, 2,1-12 (febbraio 2009). Qui vorrei soffermarmi su un passo famosissimo, «la moltiplicazione dei pani e dei pesci», nella versione di Giovanni (6,1-15), più articolata e viva delle altre, perché l’evangelista riporta un particolare di grande importanza che cambia un po’ di segno la lettura cui siamo più abituati.

Chiesa e disabilità - Il Messaggero di Sant'Antonio, luglio/agosto 2009

26/03/2010 - Claudio Imprudente

È di gennaio la notizia che il Marocco ha ratificato la Convenzione internazionale sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti della donna (Cedef) e, quel che più qui ci interessa, la Convenzione internazionale sulla protezione delle persone disabili.
Leggendo la notizia mi è tornato in mente l’intervento del rappresentante del Marocco al convegno internazionale di Nashville (Tennessee) di dicembre 2008, del quale vi ho già parlato in un precedente articolo.

Il pastore che apre i recinti - Il Messaggero di Sant'Antonio, settembre 2008

26/03/2010 - Claudio Imprudente

Era una domenica di aprile, il cielo nuvoloso come il clima politico dell’Italia chiamata a votare per le elezioni. Dopo aver espresso il mio voto mi sono recato, come ogni domenica, a messa. Il Vangelo proposto era il famoso brano di Giovanni che recita: «Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore una per una e le conduce fuori. E quando ha condotto fuori tutte le sue pecore, cammina innanzi a loro, e le pecore lo seguono, perché conoscono la sua voce».

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