Re 33 e i suoi 33 bottoni d'oro

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Claudio Imprudente
Re 33 e i suoi 33 bottoni d'oro
(Edizioni La Meridiana, pp. 64, euro 12)
 

Oltre che nelle librerie, è possibile reperire il libro sul sito internet della casa editrice: www.lameridiana.it

 

Ritorna in un´edizione aggiornata e rinnovata la favola di Claudio Imprudente Re 33 e i suoi 33 bottoni d´oro per le Edizioni Meridiana. Una fiaba illustrata da Donata Montanari che parla della difficoltà di prendere le decisioni giuste e della diversità. La storia racconta di un regno lontano lontano, Yamah, dove vive il Re 33, chiamato così perché è così alto che ha bisogno di 33 bottoni per chiudersi il mantello regale e il suo giullare di corte Sberleffo sempre allegro e colorato. Ma un re come può governare correttamente il proprio popolo? Lo capirà Re 33 grazie all´aiuto e agli scherzi di Sberleffo, che gli insegnerà il valore della libertà e della giustizia, che sono la base della democrazia e dell´integrazione. Un libro con una storia semplice, ma che consente ai bambini di avvicinarsi in modo lieve ai temi dell´handicap, della diversità e della condivisione. Il personaggio e la storia di re 33 sono nati in relazione al Progetto Calamaio, che ha la finalità di promuovere percorsi di integrazione a scuole e non solo, realizzato dall´Associazione Accaparlante Onlus animata e diretta da Claudio Imprudente (www.bimbi.it, 4 ottobre 2006).

“Mi sono sempre domandato come un Re potesse salutare i suoi lettori. In un primo tempo ho pensato: saluterò con un piccolo movimento del capo…ma mi sono subito reso conto che in questo modo nessuno mi avrebbe visto. In alternativa potrei affacciarmi da una finestra del mio palazzo come fanno da sempre tutti i grandi capi di stato… ma non è il massimo dell’originalità! Che fare allora, che dire? In fondo sono un personaggio nato dalla fantasia di Claudio Imprudente ma lui, tra una conferenza e un incontro del “Progetto Calamaio” (che quest’anno festeggia i suoi primi venti anni), è troppo impegnato per suggerirmi degli stili di saluto. Quindi ho deciso di cominciare per conto mio…
Miei cari sudditi e non, sono sua Maestà il Re 33 del regno di Yemah. Non so se conoscete tutti la mia storia, anche perché il libro in cui è stata raccontata per la prima volta è andato a ruba! Ma ora, in questa nuova edizione, avrete tutti la possibilità di scoprire cosa mi è successo! In particolare seguirete le vicissitudini del mio giullare di corte, detto Sberleffo, una personcina minuta e saltellante che scoppia a ridere per ogni cosa. Sberleffo veste sempre con i mille colori dell’arcobaleno e si burla della vita e di tutte le difficoltà, usando la creatività e l’ironia per ampliare gli orizzonti più ristretti. È una persona completamente libera dai condizionamenti, libera come il vento che agita le foglie degli alberi della foresta… credo vi piacerà molto! La libertà è forse uno dei concetti più affascinanti della storia: ma cosa vuol dire esattamente? Prima di incontrare Sberleffo credevo che libertà significasse fare quello che si vuole e, in questo senso, io sarei un ottimo esempio”. C’è forse qualcuno più libero di un Re? Un Re dovrebbe essere libero e giusto e su questo non si discute. Poi un giorno ho incontrato Sberleffo e ho deciso di portarlo con me a palazzo per far divertire un po’ la mia corte… non l’avessi mai fatto! È riuscito a ribaltare completamente il mio modo d’intendere la libertà e la giustizia e, pensate un po’, ho scoperto che la libertà e la giustizia fondano la democrazia! E la democrazia a sua volta è simbolo di pace e armonia. Volendo fare un paragone “goloso”, la libertà e la giustizia sono come la panna e il cioccolato, ovvero gli ingredienti fondamentali per fare una torta. Certo, in una torta ci sono molti altri elementi: farina, uova, lievito, integrazione, .fiducia. Integrazione: ecco un altro concetto importantissimo! Mi vengono in mente le parole di Claudio Imprudente, una delle ultime volte che ci siamo visti: “integrazione signi.ca superamento di ogni separazione. La ‘e’ al posto della ‘o’. Dolce ‘e’ salato, buoni ‘e’ cattivi, bianchi ‘e’ neri, senza esclusione di uno o dell’altro, tutti nello stesso carrello. Il mondo come un supermercato in cui tutto è posto su un unico scaffale. L’integrazione fa a pugni con le categorie, perché è, per sua stessa natura, una mescolanza di ruoli, di culture, di religioni…”. Ecco, il mio problema era proprio questo: ero reso cieco dai preconcetti e dividevo ogni cosa in categorie. Ma non voglio sottrarvi al gusto della lettura… come capirete, la mia storia è sia per le nonne che vogliono addormentare i loro nipotini, sia per quei genitori che, almeno per una volta, decideranno di lasciare spenta la televisione e accompagnare i loro figli nel regno di Yemah, sia, ancora, per gli insegnanti che vorranno introdurre i concetti di giustizia e democrazia ai loro studenti, in modo creativo e divertente. Ma non solo: anche il mondo del teatro potrà trovare stimolante la mia storia e un giorno potreste vedermi su un palcoscenico! Per non parlare poi dei risvolti musicali di ciò che leggerete: scoprirete spunti per alcune canzoni che potranno essere imparate e cantate dai bambini. Infine, ma non meno importante, la mia storia potrebbe servire a tutti i politici che non si ricordano più il significato di giustizia e libertà… questa storia è per tutti voi! E allora che aspettate? Voltate pagina…”