O come Organizzazione

di Mario Fulgaro

L’essere umano nasce per stare in gruppo, solo così riesce a dare una più completa forza alle proprie azioni e istanze. La voce del singolo, spesso, non riesce da sola a farsi sentire, ma se unita a quella di altri diventa un coro in grado di raggiungere e coinvolgere gli animi della totalità.
La buona coralità, ossia il gioco di squadra, ha il grande potere di sopperire o correggere le voci stonate sia dentro che fuori dal gruppo. Questo interscambio continuo permette, poi, di superare ogni forma di svantaggio, di handicap, rendendo ogni singola esperienza una ricchezza da trasmettere all’esterno.

Il punto di forza sta nel riuscire a parlare di situazioni di vario tipo, anche scomode, in modo solare ma al contempo profondo, leggero ma che faccia riflettere.
Ogni dialettica interna al gruppo va utilizzata come spinta per una crescita collettiva e non come stupido pretesto per una chiusura in sé stesso, rendendo così impossibile ogni apertura al dialogo con i suoi interlocutori esterni. Infatti il gruppo riflette in modo sintetico ma completo tutte le dinamiche presenti nella società.

Il gruppo è uno spaccato della società ed è questo che lo mette in stretta comunicazione con l’altra gente. Il dialogo è lo strumento fondamentale per il conseguimento del processo di integrazione, permettendo un costruttivo scambio di idee, di esperienze fino al raggiungimento di una condivisione dei singoli vissuti. Solo così è possibile riuscire ad esportare le proprie conoscenze, allargando i propri confini in una crescita reciproca tra il gruppo e il mondo a cui esso si rivolge.
E’ questa la grande FORZA del gruppo che, facendo leva sul dialogo, riesce a coinvolgere più larghe fasce della società. In questa direzione, lo spazio occupato dal timore dell’incontro-confronto tra e con le altre persone, viene ridimensionato ad una sfera meramente emotiva, del tutto superabile. Quando si verifica tutto questo, il clima che si respira non può che fare da cornice al più alto valore dell’INTEGRAZIONE.