No alla censura: il CDH dalla parte di Matteo Grimaldi e del suo libro "La famiglia X"

14/06/2018
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Qualche giorno fa lo scrittore Matteo Grimaldi posta sulla sua pagina Facebook la copertina del suo romanzo per ragazzi "La famiglia X" edito da Camelozampa. Facebook, in conseguenza di alcune segnalazioni, censura l’immagine e blocca anche la vendita del libro sullo stesso canale con la motivazione: "Contenuto improprio perché per adulti, o contenete immagini sessualmente esplicite".

Così scrive l’autore sul suo canale:
"Facebook da ieri ritiene che un post con la copertina del mio romanzo La famiglia X, cioè una storia principalmente per ragazzi, sia contrario al regolamento del social network in quanto conterrebbe immagini per adulti e a carattere sessuale. La bellissima illustrazione di copertina di Annalisa Ventura rientrerebbe quindi negli esempi censurabili, tanto quanto le foto di donne mezze nude che Facebook mostra nel regolamento".

La Famiglia X è la storia di Michael, un ragazzo di soli tredici anni, allontanato dai suoi genitori, arrestati per spaccio di droga, nella cui vita irrompono gli assistenti sociali che lo affidano temporaneamente ad un’anziana signora, per poi consegnarlo ai suoi genitori affidatari, una coppia di papà.

Bastano queste poche righe per capire che il libro non tratta argomenti impropri e basta guardare l'illustrazione di copertina per scoprire che non ritrae immagini sessualmente esplicite. Ovvio per alcuni ma non per tutti, per esempio per quelli che l’hanno segnalato a Facebook chiedendone la rimozione dal social network per i motivi suddetti. Tanti o pochi che ritengono offensivo, improprio, diseducativo un libro che, in quanto letteratura, ha l’unico obiettivo di raccontare una storia.

Come Centro di Documentazione esprimiamo il nostro sostegno agli autori e alla casa editrice. Non tanto e non solo per il fatto in sé, soprattutto per non avallare in nessun modo il pensiero che un libro che affronta tematiche erroneamente definite "difficili" debba essere censurato o, come minimo, additato come improprio.
Ognuno ha il diritto di leggere ciò che vuole, scegliendo in autonomia o accompagnato dagli adulti di riferimento.