"Mi metto in proprio": quando le persone disabili fanno impresa. Il nuovo numero di HP-Accaparlante porta sul mercato del lavoro

15/12/2017
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Si intitola "Mi metto in proprio. Quando le persone disabili fanno impresa" il nuovo numero di HP-Accaparlante, la rivista del Centro Documentazione Handicap di Bologna, edita da Quintadicopertina.

Questa volta HP-Accaparlante ci porta all’interno del mondo del lavoro: può una persona con disabilità essere produttiva sul mercato, e contribuire al valore economico di una società?

Purtroppo il sentimento comune è che una persona disabile sia "meno" produttiva, che abbia tempi diversi che necessitano per forza di un contesto ad hoc, e che possa quindi trovare occupazione solo attraverso cooperative sociali di tipo B o borse lavoro.

Ma se un disabile diventasse imprenditore? Un vero e proprio manager di se stesso e del proprio futuro? In questo numero sono state raccolte alcune significative esperienze in Italia e all’estero di persone disabili che si sono "messe in proprio" o stanno raccogliendo fondi per farlo.

Come si colloca tutto questo in un mercato "normale"? Scrivono i curatori della monografia, Massimiliano Rubbi e Valeria Alpi: "L’idea che una persona con disabilità abbia l’intento di fondare un’impresa, anche individuale, e abbia bisogno di un aiuto in ragione delle proprie specificità, rimane fuori dall’orizzonte di organizzazioni datoriali come Confindustria, CNA e Confapi – forse anche perché la nozione di lavoratore 'autonomo' appare in contraddizione con la limitazione delle 'autonomie' che il deficit porta con sé". Eppure quelle che vi raccontiamo sono vere e proprie imprese, dove si vende in ragione della logica del rapporto qualità/prezzo.

Alcune di queste imprese sono ormai avviate da anni, e anzi stanno crescendo nonostante la crisi economica. Altre stanno prendendo il via grazie all’iniziativa di alcuni genitori che cercano di porre le basi per un più organizzato "dopo di noi". Tanti racconti e tante storie, ma anche tante idee da cui prendere spunto.

Tra le rubriche, la "malattia della viaggite", il lavoro come docente all’Università quando si ha un grave deficit, la polifonia di linguaggi della Sarabanda Postcomunista e il tiro a segno alla "G" (scoprirete che cos’è!), e l’immancabile L’occhio sullo scaffale, con i libri sulla diversità per adulti e bambini.

Le immagini che accompagnano il numero sono state concesse gratuitamente dal fotografo Giorgio Tacconi, la copertina, come sempre, è disegnata appositamente dall’illustratore Attilio Palumbo.

E' possibile acquistare il numero singolo (10 Euro formato cartaceo, 4,99 Euro formato digitale), oppure abbonarsi, sia in formato cartaceo che in formato digitale: per ogni informazione rivolgersi a abbonamenti@accaparlante.it o sul sito http://rivista.accaparlante.it.