Troppo piccola per dire si

22/11/2017
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 25 novembre 2017. Nella giornata che celebra la lotta contro la violenza sulle donne, vi regaliamo un romanzo. Vorremmo che lo leggessero tutti, donne, ragazze ma anche uomini e ragazzi, perché a nessuna sia imposto ciò che non vuole e non può accettare.

 “Sono al sicuro: mi chiamo Maisa Azmi, ho appena compiuto quattordici anni, sono nata in Marocco e adesso sono vicentina. Ho rischiato di essere una sposa-bambina. Devo avere il coraggio di dirlo, ad alta voce. Devo farlo per evitare che succeda a qualche altra ragazzina”. Maisa ha tredici anni, vive a Vicenza, va a scuola, gioca a pallavolo.

Ma Maisa è marocchina e quando rientra a casa deve lasciare gli abiti occidentali e condurre un’esistenza parallela di cui fa sempre più fatica ad accettare regole e imposizioni che non capisce. Quando casualmente scopre che la madre è stata costretta a sposarsi a tredici anni, Maisa apre gli occhi su una realtà che può toccarla molto da vicino e trova la forza di ribellarsi, scoprendo un inedito aiuto proprio nella madre, che pensava sottomessa e succube del marito. Come sottolinea Amnesty International, impegnata in una campagna di sensibilizzazione sul tema, “ogni anno sono oltre 13 milioni le ragazzine costrette a sposarsi prima di aver compiuto diciotto anni che così vengono tagliate fuori dai percorsi scolastici, dalla vita sociale, dai rapporti con la famiglia di origine. Viene rubata loro l’infanzia, la libertà, la salute. Vengono violentate ripetutamente e spesso muoiono per questo. Restano incinte prestissimo, quando il loro corpo non è ancora pronto. Molte muoiono durante il parto”.