La poetica del corpo

01/09/2014 - di M. Grazia Renno educatrice

Gli incontri del laboratorio teatrale, e in genere tutte le attività che il gruppo propone, iniziano con il rilassamento corporeo (respirazione, rilassamento guidato).

Questa prima fase del lavoro offre la possibilità ai singoli partecipanti di cominciare a “prendere le distanze” dal ritmo incalzante della quotidianità, per concentrarsi sul “qui ed ora”.

Con il procedere della pratica il percorso diventa più profondo e impegnativo: si avvia un processo di interiorizzazione che suggerisce l’esplorazione di sensazioni, sentimenti ed emozioni.
Durante il mio percorso formativo, lo studio e l’approfondimento di alcune tecniche corporee (shiatsu, respirazione circolare) hanno giocato un ruolo centrale in quello che è stato un processo di conoscenza, cambiamento e approfondimento.
 
Lo shiatsu, in particolare, guida alla presa di coscienza della propria energia: a nutrirla, controllarla, esprimerla.
Un aspetto prioritario di questa pratica, applicata nei nostri laboratori, è quello di fornire ai partecipanti uno strumento di lettura capace di mostrare la possibilità di “trasformare” la qualità della propria vita.
La presa di coscienza del sé corporeo, attraverso il controllo degli atti respiratori, la sensazione di benessere che dovrebbe scaturirne, fornisce l’opportunità di approcciarsi a una possibilità percettiva e conoscitiva “altra”.
Questa nuova consapevolezza rappresenta un primo passo per prendere le distanze dagli eventi emotivamente stressanti.
La continua ricerca di tranquillità ed equilibrio mi hanno condotta a seguire, oltre alle pratiche shiatsu, esperienze di yoga e rebirthing.
I numerosi percorsi formativi, che nel tempo mi hanno fornito elementi di indubbia efficacia, mi hanno soprattutto insegnato, in prima istanza, che non occorre fare grandi cambiamenti per essere felici: è sufficiente sviluppare l’aspetto positivo che ognuno di noi custodisce dentro di sé.
 
Il controllo sociale spesso ci impedisce di vivere come “esseri emotivi”: piangere, vergognarsi, aver paura o gioire sono manifestazioni per lo più represse, che ci allontanano da noi stessi e dagli altri.
L’approfondimento delle tecniche di respirazione porta a coscientizzare molti aspetti della propria emotività, compresi ansie e dolori: questo processo, malgrado comporti grande fatica, quando è accompagnato da una guida consapevole ed esperta, diviene uno strumento rafforzativo e trasformativo.
Attraverso l’ascolto e la disciplina del corpo, è possibile trovare la giusta armonia: i sentimenti e le emozioni sono incarnati dal corpo stesso, la nostra fisicità è specchio del benessere-malessere della persona.
 
È stato naturale per me portare queste esperienze nel lavoro e nel contesto positivo del laboratorio teatrale: è diventato un passaggio indispensabile.
Cominciamo sempre così: chiudiamo gli occhi, ascoltiamo il nostro respiro, il nostro corpo, cerchiamo il silenzio interiore per fare posto a sensazioni ed emozioni e prepararsi a lavorare.