Rids: la Rete Italiana Disabilità e Sviluppo

21/05/2014

di Francesca Ortali

Il RIDS è la Rete Italiana Disabilità e Sviluppo, ideata e formata nell’autunno 2010. Ci siamo trovati con Alfredo Camerini, direttore di Educaid e con Giampiero Griffo che fa parte del consiglio di amministrazione di DPI Italia. A queste persone poi si è aggiunto Pietro Barbieri della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap). Questa idea è nata a seguito della ratifica della Convenzione sui diritti delle persone con disabilità da parte dell’Italia e a un progetto che avevamo sviluppato con la Disability Development Consortium (IDDC) nel 2007, nato su volontà dell’AIFO, per raggruppare o comunque trovare un punto di scambio tra le ONG e le Dpo (organizzazioni di persone disabili) che si occupavano di disabilità nel mondo della cooperazione.

In qualche modo l’IDDC potrebbe essere considerato il cugino, la tavola più allargata della RIDS, anche se hanno una funzione leggermente diversa. Il Consorzio è nato come terreno di scambio di informazioni e con l’idea di influenzare per esempio i donors (i donatori), le agenzie internazionali sul tema della disabilità. Può fare, se lo vuole, progetti assieme alle associazioni che ne fanno parte ma non è nei suoi obblighi di statuto. Per come è stato ideato il RIDS è piuttosto un riconoscerci tra le ONG e i Dpo, un riconoscere il proprio ruolo reciproco e fondamentale. Le ONG da una parte con la loro esperienza specifica e ugualmente le Dpo, perché quando si parla di convenzione non si può fare a meno di avere organizzazioni di persone con disabilità nei progetti che la portano avanti.

Il RIDS vorrebbe realizzare congiuntamente dei progetti sull’implementazione della Convenzione e sui processi di monitoraggio; in questo modo si vuole aiutare i paesi che non l’hanno ancora ratificata a ratificarla e a chi l’ha fatto a implementarla. Ciò ovviamente non vale in tutti i paesi ma solo in quelli dove noi siamo. In Italia l’accordo stabilisce che siano organizzati “eventi vari sia di comunicazione o workshop, seminari per sensibilizzare l’opinione pubblica su questa tematica”, che poi è quello che dice l’articolo 32 della Convenzione. Il primo evento concreto che abbiamo realizzato è quello del 21 ottobre a Bellaria dove si è svolto un workshop sull’art. 32 alla presenza del rappresentante della IDDC, dei rappresentanti della DIGI Development (Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo dell’Unione Europea), degli Enti Locali e del Ministero.

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Mondo e Terzo Mondo