Ma scusi, lei è disabile? Superabile, Dicembre 2013

16/12/2013 - Claudio Imprudente
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Nella mia vita, mi piace ripeterlo, ho visto davvero un po’ di tutto, compreso qualche siparietto di teatro dell’assurdo. Sapete di che si tratta? Senza tirare in ballo i vari Ionesco e Beckett pensate agli sketch comici di Ale e Franz e ai loro esilaranti dialoghi non-sense sulla panchina del parco. Quello che fa scattare la risata, al di là della bravura dei due attori e i rimandi al quotidiano, è soprattutto il fatto che il loro pensiero, e di conseguenza le loro parole, viaggiano sempre su binari diversi e paralleli che non si incontrano mai. E’ proprio quello che è successo, leggevo qualche giorno fa, a Leornardo Melle, quarantaduenne disabile che si apprestava a entrare a uno spettacolo di teatro dialettale a Manduria.
Giunto alla biglietteria con il suo accompagnatore, Leonardo si è trovato, suo malgrado, protagonista insieme alla cassiera di un’insolita pièce…Vi riporto un paio di battute:
“Cassiera - Ma lei è disabile?
Leonardo- No, sono in sedia a rotelle per comodità…
Cassiera- Mi mostra il tesserino da disabile?
Leonardo- Sinceramente non esiste un tesserino… E se anche esistesse si tratterebbe di dati sensibili che forse non andrebbero mostrati…
Cassiera- E noi poveri addetti al botteghino come facciamo a riconoscere un vero disabile da uno falso?”.
Questo, concedetemelo, è un dialogo degno di Ale e Franz e quasi quasi mi viene la tentazione di mandarglielo, magari lo riutilizzano!
Un tipico caso della sindrome di “panico da falso disabile” che profuma di paradosso. Perché, come giustamente si chiede Leonardo, c’è ancora bisogno di ribattere a certe accuse? I tempi di crisi, si sa, favoriscono la guerra dei poveri, la diffidenza e il sospetto e di certo i media ci vanno a nozze…
Chissà quante volte anche voi siete stati protagonisti o testimoni di dialoghi assurdi…Me li raccontate? Scrivete a claudio@accaparlante.it o sulla mia pagina facebook.