La zappa dell'integrazione, Superabile, Ottobre 2013

28/10/2013 - Claudio Imprudente
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La mania della verdura fai da te sta sbucando un po' dappertutto. Sarà la crisi, saranno le esigenze della dieta mediterranea ma sempre più di frequente capita di vedere del verde sui tetti, i terrazzi, ovunque sia possibile dentro e fuori gli appartamenti. Perfino il presidente Obama, nella casa che simboleggia il potere, la Casa Bianca, è da un po' che ha iniziato a coltivare il suo orticello.Anche a me ultimamente sta prendendo il pollice verde, non perché sia particolarmente amante di pomodori o cipolle, ma semplicemente sto scoprendo sempre di più come l'orto, la terra, la natura possano essere strumenti d'integrazione inaspettati.

Alcuni giorni fa, proprio su SuperAbile, ho letto di un bellissimo viaggio tra fattorie sociali nella zona di Roma, dove l'obiettivo non è semplicemente quello di vedere crescere ciliegie o zucchine ma aumentare l'autostima e le abilità delle persone con disabilità. Un approccio terapeutico, leggo, in grande ascesa... eh già!

Noi da alcuni anni promuoviamo un'esperienza molto simile. L'associazione Streccapogn di Monteveglio (Bo), promossa dalla cooperativa sociale "Accaparlante" e da "Monteveglio Città di transizione", si occupa proprio della cura di diverse porzioni di territorio agricolo e gestisce le attività di produzione, trasformazione e distribuzione dei prodotti. In questo contesto vengono impiegati lavoratori con disabilità, chiaramente inseriti in situazioni diverse a seconda delle difficoltà. Dietro una melanzana si nasconde un discorso pedagogico molto più profondo. Ho molte volte scritto (anche su questa rubrica) di come lo sport e l'arte possano essere strumenti integrativi importanti. Lo stesso discorso può valere, come abbiamo appena visto, per l'agricoltura.

Ricordando sempre che ciò che conta è l'approccio e solo di conseguenza lo strumento che si utilizza.

Inizia a fare freddo, che ne dite di un bel passato di verdure? Scrivete a claudio@accaparlante.it o sulla mia pagina facebook. (Claudio Imprudente)