Il pallone è rotondo, il razzismo è quadrato, Superabile, Ottobre 2013

02/10/2013 - Claudio Imprudente
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Ma voi siete mai entrati nello stadio più antico d'Italia?
A me è successo giovedì scorso, il 26 settembre, quando ho solcato con le mie ruote la pista dell'Arena Civica di Milano, sorta sotto la bandiera napoleonica e dal 2002 dedicata alla memoria del grande giornalista sportivo Gianni Brera.
Una testimonianza, quella che vi propongo, legata a una giornata storica per il gioco del calcio e per la lotta al razzismo, organizzata nell'ambito del progetto "W il Calcio!", promosso dalla cooperativa sociale Accaparlante e dall'associazione Bandiera Gialla. Un vero e proprio torneo, il primo, intitolato a Arpard Weiz, ebreo ungherese ex allenatore e vincitore con Bologna e Inter di tre scudetti e una coppa internazionale, vittima nel 1944 delle leggi razziali che lo costrinsero all'esilio e uccisero lui e la sua famiglia.
A riprenderne la storia le belle immagini del racconto a fumetti di Matteo Matteucci già autore di "Storie brevi di argomento calcistico".
Così su questo sfondo epico e simbolico si sono sfidate le squadre di "W il Calcio!" e della Camera del Lavoro di Milano/Consiglio Comunale/Radiopopolare in una partita senza esclusione di colpi per due formazioni veramente "inclusive", composte da disabili, giovani e meno giovani, ragazze e stranieri.
Al di là del dignitoso 5 a 2 con cui ne siamo usciti, mentre osservavo la partita, ho riconosciuto un'immagine piuttosto interessante che si può riassumere in una frase: il pallone è rotondo, il razzismo è quadrato.
Se il pallone è avvolgente infatti, cerchio che unisce e che ingloba, il razzismo è pieno di spigoli, divide, inquadra le persone e crea distanze incapaci di incontrarsi...
Interessante, non credete? E voi, siete rotondi o quadrati? Scrivete a caludio@accaparlante.it o sulla mia pagina facebook.

Claudio Imprudente