Fossi figo... , Superabile, Settembre 2013

19/09/2013 - Claudio Imprudente
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Non mi piace annoiare i miei lettori. Ma i temi del corpo, dell'estetica e della sessualità sono, nel mondo della disabilità (e non solo), argomenti scomodi, delicati e complessi su cui è praticamente impossibile mettere fine alla discussione. L'esperienza concreta è come sempre l'aspetto più interessante.

Ce lo dimostrano alcune testimonianze che qualche tempo fa ho raccolto nel dialogo con alcuni colleghi del Centro Documentazione Handicap di Bologna, a cui ho proposto una serie di miei articoli che hanno aperto stimolanti variazioni sul tema. Tra queste l'immagine e la percezione del proprio corpo fino al rapporto con quello dell'altro che ha spinto tutti a ripartire dal proprio vissuto.

Il convegno Erickson di Novembre, come già annunciato, è alle porte e questi saranno senz'altro punti di discussione indispensabili . Senza la conoscenza del proprio corpo infatti è impossibile rapportarsi con quello degli altri, così come avere consapevolezza dei proprio limiti e delle proprie qualità.

Le disabilità e le carte anagrafiche dei miei colleghi sono le più varie. La maggior parte però, ha raccolto e affrontato la sfida di raccontarsi con ironia e sincerità, con tutte le difficoltà del caso, perché parlare del proprio corpo, soprattutto quando è così "diverso" dai canoni mediatici, è comunque un'impresa.

Stefania Baiesi, ad esempio, una delle mie storiche colleghe con disabilità, ci offre una testimonianza che fa proprio al caso nostro.

Le sue considerazioni partono dall'atteggiamento e dalla relazione vissute con l'altro sesso: "Non mi sono mai sentita provocante - scrive Stefania- sono sempre stata convinta di non avere fascino e di conseguenza facevo fatica a rapportarmi con l'altro sesso". Per poi gettare uno sguardo sul proprio aspetto e la propria estetica, dalla difficoltà a accettare il busto, brutto ma necessario per vivere: "...Come accettare un busto che è antiestetico di per sé, come posso non farlo vedere?..." alla ricerca della soluzione "...alla fine ho trovato delle spille che hanno una doppia funzione: chiudono i vestiti, coprono il busto, e sono molto carine!".

"...Da piccola in famiglia- prosegue- mi costringevano a tenere i capelli corti, per una questione di comodità... Il mio primo parrucchiere l'ho conosciuto a più di vent'anni, quando sono andata fuori casa, in una struttura semiresidenziale, dove, per la prima volta, ho avuto l'occasione di scegliere taglio e colore..."

E si potrebbe andare avanti a lungo... Molti gli elementi messi sul piatto, dal diritto/dovere di chiedere (anzi, in certi casi pretendere) una propria autonomia estetica fino all'accettazione di se stessi, attraverso un difficile percorso di crescita e di lavoro sull'autostima.

Personalmente credo che divulgare certe esperienze sia fondamentale, specie per tanti giovani, con disabilità o meno, che stanno scoprendo il proprio corpo e possono capire e immedesimarsi in certe situazioni di vita.

E voi vi sentite provocanti? Come curate il vostro corpo? Scrivete a claudio@accaparlante.it o sulla mia pagina Facebook.