Bes o non bes? Questo è il problema?, Superabile, Luglio 2013

01/07/2013 - Claudio Imprudente
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Scuole chiuse, dibattiti aperti.
Per la gioia di molti studenti anche per quest’anno è andata. La scuola è finita, rimane qualche maturando alle prese con gli orali, poi i nostri ragazzi penseranno a godersi questa caldissima estate. Ancora una volta ci troviamo a tirare le somme, a fare considerazioni. Lo scorso settembre avevo scritto alcune riflessioni sulla drammatica situazione economica della scuola pubblica italiana, proponendo la creatività come strumento anticrisi.
Ora a far discutere c’è una novità importante. Con la circolare n.8 del 6 marzo scorso sono arrivate indicazioni concrete per l’attuazione della direttiva ministeriale sui bisogni educativi speciali, i cosiddetti “BES”.
La direttiva riguarda chiaramente gli alunni con disabilità ma non solo, i “BES” comprendono persone in situazioni di difficoltà eterogenee, dallo svantaggio linguistico a quello culturale o sociale. Qui si è già aperto un confronto. In molti temono che il provvedimento porterà ad un sostanziale taglio degli insegnanti di sostegno tanto che l’acronimo “BES” è già stato trasformato da alcuni in “bisogna eliminare il sostegno”.
Scuole chiuse dunque, ma dibattiti più che mai aperti.
La prima impressione che mi ha dato la circolare è buona. Ma aspetto a fare delle valutazioni, troppe volte ho scritto e parlato della centralità, dell’importanza vitale che ha il ruolo dell’insegnante di sostegno nel percorso educativo e formativo degli alunni con disabilità. La definizione stessa di “insegnante di sostegno” andrebbe a mio parere rivista, indicatrice com’è di una differenza che troppo spesso finisce per escludere insegnante e alunno disabile dai percorsi e dalla vita della classe, di cui finisce per fare parallelamente parte. Non è su questo principio che, negli anni Settanta, prese avvio la Legge sull’integrazione.
Gli addetti ai lavori sono più che mai divisi. Carlo Scataglini, professore dell’università dell’Aquila ed insegnante di sostegno, ha addirittura lanciato una petizione per bloccare gli effetti della riforma.
Altri esperti come Salvatore Nocera, vice presidente della FISH, e Dario Ianes, professore e fondatore del centro studi Erickson, sono invece fiduciosi sulla qualità e la forza inclusiva della direttiva.
La stessa Erickson, come ogni biennio, dall’8 al 10 novembre organizzerà a Rimini il consueto importante convegno sull’integrazione scolastica. Parteciperemo anche noi del Centro Documentazione Handicap con un workshop, e sarà l’occasione per guardarci in faccia e discutere liberamente, tra le tante, la questione BES.
In attesa della prova del nove, che avremo a settembre con l’avvio dell’anno scolastico, mi piacerebbe conoscere la vostra posizione…
Scrivete a claudio@accaparlante.it o sulla mia pagina facebook.

Claudio Imprudente

 

Parole chiave:
Scuola ed educazione