Corri fratello! Superabile, Aprile 2013

24/04/2013 - Claudio Imprudente
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Sono venuto a conoscenza dell'incredibile storia dei due fratellini statunitensi, Conner e Cayden Long solo alcuni giorni fa, grazie a un bell'articolo del mio amico Claudio Arrigoni, pubblicato sul blog Invisibili del Corriere della Sera. Ho pensato alle numerose iniziative, proposte e impegni che in questi ultimi anni abbiamo speso sul tema dei siblings, fratelli e sorelle di persone con disabilità.

Soprattutto mi è tornata in mente una vivace corrispondenza, tenuta lo scorso anno con un lettore, un insegnante di sostegno, a proposito del Team Hoyt, esperienza sportiva che molto si avvicina al Team Long, la squadra per l'appunto dei giovanissimi Conner e Cayden.

La loro storia di siblings è quasi commovente, basta guardarli nella foto che li ritrae al traguardo, per capire con quale soddisfazione e divertimento i due piccoli abbiano affrontato insieme l'impresa (il triathlon è davvero uno sport durissimo!). Una sfida nutrita dall'amore, che rende palese un rapporto empatico forte e superfluo e retorico qualsiasi altro discorso su bontà d'animo e altruismo.

Non mancano tuttavia, a mio parere, alcune piccole ambiguità...

Per questo accennavo prima al Team Hoyt e al mio vecchio trascorso "epistolare". Mi si chiedeva un parere sull'utilità di questo sport (anche in questo caso competizioni di triathlon e maratone) allora praticato con impegno dal giovane Rick, ragazzo con disabilità e da suo padre. Prima di rispondere mi informai un po' di più e quando mi imbattei in internet nel loro video espressi delle perplessità, tanto per cominciare sul filmato stesso, costruito con un pietismo all'americana decisamente eccessivo.

Mi chiedevo allora quale fosse il compito di Rick, che, senza un'idea creativa, rischiava di rivestire un ruolo passivo, trascinato unicamente nella corsa dalla forza del padre. Solo se Rick avesse avuto la possibilità con qualche ausilio di dirigere quella corsa, risposi al mio lettore, ci saremmo davvero trovati di fronte a qualcosa di interessante, capace di andare oltre al puro atto liberatorio.

Sono questi rischi purtroppo molto diffusi, anche quando le esperienze partono da totale buona fede.

Certo è che la foto di Conner e Cayden rende difficile ogni polemica osservazione... la loro è gioia pura, è fratellanza nel senso più alto del termine. E voi cosa ne pensate? Scrivete a claudio@accaparlante.it o sulla mia pagina facebook.