Amare e essere amati, Superabile, Gennaio 2013

23/01/2013 - Claudio Imprudente
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Bisogno di amare, bisogno di essere amati. La tenerezza e l’intimità nel mondo della disabilità fanno sempre discutere, oggi, forse, più di prima. Un bene che se ne parli, visto che siamo partiti praticamente da zero. Fino a trent’anni fa erano impensabili convegni, articoli e film riguardanti questo tema.
Si trattava di un vero e proprio tabù, così come era tabù la disabilità in sé… Figurarsi la sessualità delle persone con disabilità!
Recentemente ho scritto un articolo sul film “The sessions”, in uscita a febbraio nelle sale italiane proprio il giorno di San Valentino e sul documentario “Sesso, amore e disabilità” presentato lo scorso novembre. Mi sono soffermato non tanto sulla qualità di questi prodotti, non essendo un critico cinematografico, ma sul dibattito culturale che, fortunatamente, sono stati capaci di scatenare. Sabato 26 gennaio, inoltre, porterò a Milano il mio contributo, al convegno “Bisogno di amare e di essere amati”, promosso dall’associazione italiana “X-Fragile” e dal “Forum della solidarietà della Lombardia”, con il patrocinio dell’assessorato alle politiche sociali e alla cultura del capoluogo meneghino.
Di che parlerò? Penso che comincerò con lo sfatare un preconcetto diffuso sul connubio disabilità-sessualità: non esiste una sessualità dei disabili e una sessualità dei normodotati. Esiste invece la sessualità, un vocabolo ampio, che spesso viene frainteso e circoscritto al puro atto sessuale. La sessualità invece è molto di più, è comunicazione, empatia, relazione e cura di sé. Poi certo, come ci suggerisce l’etimologia del lemma, c’è anche il sesso in senso stretto e, a volte, la procreazione.
L’immagine che ci ha tormentato per decenni, quella del disabile angelico e immacolato, privo di identità e di conseguenza di sessualità, inizia finalmente a stravolgersi. Non a caso quando si incontra una coppia formata da un disabile e da un normodotato, l’associazione di idee più naturale è pensare automaticamente a un rapporto univoco, al rapporto assistente-assistito, badante-badato, educatore-educato.
Il discorso è delicato e pieno di contraddizioni, potremmo continuare all’infinito…Per ora mi limito a sottolineare quanto sia necessario continuare a insistere sul dibattito, specie nella nostra amata penisola, dove rispetto al resto d’occidente siamo, tanto per cambiare, piuttosto indietro. Altri paesi europei, come per esempio l’Inghilterra, concedono al disabile un rimborso spese qualora questi scelga di rivolgersi a un’assistente sessuale, una figura a metà tra la riabilitazione e il sanitario.
Speriamo che, anche in questo senso, il prossimo convegno di Milano sia l’occasione per scambiarci informazioni, pensieri e perché no qualche utile provocazione per alimentare le braci.
Scrivete a claudio@accaparlante.it o sulla mia pagina facebook.

Claudio Imprudente