Albeggiando sulle Dolomiti... , Superabile, Dicembre 2012

17/12/2012 - Claudio Imprudente
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La giornata internazionale della disabilità è ancora importante, come scrive il mio amico Franco Bomprezzi. "Sono convinto che le parole servono, che i momenti di riflessione aiutano a serrare le fila, e a fare rete... e per la memoria, per ricordarci come eravamo e quanto abbiamo sofferto e combattuto...". Per questo vorrei essere ovunque a comunicare, a promuovere una prospettiva diversa, una cultura della disabilità comprensibile e divulgabile alle nuove generazioni. Così in pochi giorni mi ritrovo prima ad essere Re 33 a Granarolo dell'Emilia, poi a "parlare" alle scuole e alle associazioni della provincia di Belluno, in una giornata, nell'ambito anche della Giornata europea del volontariato, organizzata dalle associazioni del progetto "Tutti in rete per l'accoglienza" (Primavera, Aitsam, Aipd, Assi e Anglat).

L'alzataccia alle sei e mezza della mattina ci ha offerto un panorama mozzafiato, uno sguardo sulle meravigliose montagne, le dolomiti innevate... Così ho pensato ad Heidi. Chissà come se la passa con la pesante pedagogia della signora Rottenmeier? Soprattutto ho pensato a Klara, l'amica in carrozzina e alla loro relazione. Bella, ma forse troppo unilaterale? Heidi aiutava la sua amica? E Klara aiutava lei?

Con queste domande sono salito sul palco aiutando i ragazzi a comprendere come non bastano buonismo e filantropia per fare relazione e integrazione. Serve reale voglia di confronto, guardarsi negli occhi, mettersi in gioco. Cose che spiego spesso, magari con altri esempi meno efficaci...

Tra i ragazzi, ad ascoltarci, c'era un'altra "Klara", anche se poco mitteleuropea e molto mediterranea. Una ragazzina marocchina con disabilità che comunica con una tavoletta trasparente molto simile alla mia. Tra i meno giovani presenti invece, con mio enorme piacere e stupore, ho notato Oscar De Pellegrin, il portabandiera azzurro alle Paralimpiadi londinesi. Scambiando quattro chiacchiere con lui ho visto tutto il suo coraggio e la sua forza. Un uomo tenace. Un esempio per tutti.

Sull'autostrada che ci accompagnava verso casa ho ripensato alla ragazzina maghrebina e al suo ausilio per la comunicazione. Ho pensato al mondo. Ho pensato alle altre culture. E ho iniziato ad immaginare l'handicap fuori dal contesto occidentale che viviamo e di cui parliamo sempre noi. Ma questo è un altro discorso che approfondirò in una prossima rubrica...

Scrivete a claudio@accaparlante.it o sulla mia pagina facebook. (Claudio Imprudente)