Con i guanti bianchi la musica passa per la disabilità

20/09/2012 - a cura di Emanuela Marasca

Il programma di Educazione del Sistema Nazionale di Orchestra Giovanile e Infantile del Venezuela è un progetto nazionale creato dal maestro Josè Antonio Abreu, venezuelano che ha meritato il riconoscimento mondiale per lo sviluppo dell’azione sociale attraverso la musica.

Il progetto è sostenuto dalla convinzione che la musica orientata verso l’educazione speciale è una sfida dalle molteplici possibilità di successo per arrivare a una elevata idea di eccellenza musicale, in cui l’educazione impartita include differenti tecniche strumentali per realizzare lo sviluppo delle potenzialità. Questo permette l’integrazione di bambini, bambine, giovani con difficoltà auditive, visive, cognitive, motorie, difficoltà di apprendimento e autismo, come pure per tutte le persone senzadisabilità, fornendo un esempio perildirittoche tutti noi abbiamodi partecipare alla società.
L’idea riguardo il programma di educazione speciale nacque 32 anni fa. Jhonny Gomez ricorda che durante il primo incontro orchestrale nell’anno 1978, il Maestro Josè Antonio Abreu riunì circa 200 bambini e giovani da tutto il paese; con l’idea di eseguire un grande concerto. “Noi ci incontrammo durante una prova”, commenta Gomez e quando il maestro Francisco Di Polo primo violino dell’orchestra propose un video del concerto per violino e orchestra di Tchaikovsky, la mia sorpresa è che il musicista che stava interpretando questo concerto si trovava in sedia a rotelle. Era il Maestro Itzhak Perlman, stimato violinista a livello mondiale il quale soffriva di poliomelite da bambino. Allora mi sorse una domanda: ‘Per quale motivo attorno a me non c’erano bambini e giovani in sedia a rotelle a fare musica?’”.
Da questa impressione cominciò a svilupparsi l’idea di includere bambini e giovani con disabilità nell’orchestra che in quel momento dirigevo nello stesso momento in cui mi preparavo per l’educazione specializzata. Nell’orchestra sopra menzionata integrai sette bambini con difficoltà di apprendimento e sei con difficoltà visive. Mentre si andava consolidando il sistema dell’orchestra nel Estado Lara, vennero introdotte ulteriori aree dell’educazione speciale come l’autismo, deficit cognitivo e difficoltà motorie.
Nell’anno 1999 aggiungemmo il deficit uditivo, cosa che suscitò numerosi interrogativi tra i musicisti, in quanto è sempre esistito il paradigma “per studiare musica bisogna avere udito”. Di fatto per studiare musica in qualsiasi conservatorio del mondo si tengono esami di ammissione per stabilire se la persona ha orecchio musicale. Questa fu l’area più difficile da integrare.
Nel 2009 ci fece visita il virtuoso violinista Itzhak Perlman, il quale descrisse il concerto che gli venne offerto dal Coro delle Mani Bianche tra altri gruppi, come la più grande e meravigliosa esperienza vissuta, ammirando la precisa e magistrale interpretazione dei bambini e giovani musicisti. “Per noi del Programma di Educazione Speciale, fu molto significativo conoscere questo grande musicista, che ci ispirò, senza saperlo, attraverso un video verso l’integrazione di persone con disabilità motorie nel movimento dell’orchestra venezuelana”, conclude Gomez.
Nel suo percorso il Coro delle Mani Bianche ha realizzato registrazioni per le televisioni Svizzera, Francese, Spagnola, Tedesca e televisioni venezuelane, le quali le hanno permesso di diffondere la sua eccellente capacità interpretativa nell’ambito nazionale e internazionale. Allo stesso modo, le è stata data la Orden Ciudad di Barquisimeto, 2° Classe, anno 2001, Orden Antonio Carillo, anno 2007; Orden “General Juan Jacinto Lara” 1° Classe, anno 2009 e il premio internazionale Nonino 2010, in Friuli, Italia e l’Oscar della Lirica 2010 a Verona sempre in Italia, evento, questo, che premia i principali protagonisti dell’opera mondiale.
 
I campi di applicazione senza limite
Sono mille e ottocento bambini, bambine e giovani con difficoltà uditive, visive, difficoltà di apprendimento, cognitivo e difficoltà motorie, che hanno trovato nella musica il cammino più piacevole per arricchire la loro vita. Jhonny Gomez, fondatore e direttore generale del programma a livello nazionale, dice che è stato un lavoro duro ma gratificante, in quanto questo esempio si è moltiplicato in 27 gruppi. “Il nostro obiettivo è che in ogni angolo del Venezuela le persone con handicap si integrino a questo grande movimento orchestrale”, si augura questo clarinettista che appartiene al circuito Fesnojiv, dall’anno 1977.
Tanto Gomez così come sua moglie, Naybeth García, direttrice del Coro delle Mani Bianche, assicurano che la vita di molti piccoli e giovani speciali ha avuto un capovolgimento meraviglioso per immergersi nelle note dei grandi compositori. Attualmente studiano in questo circuito fino a che hanno ottenuto risultati accademici ma anche per trovare la forza spirituale per vedere la propria condizione come possibilità di crescita.
Gli studenti imparano a essere costanti e perseveranti raggiungendo una grande capacità interpretativa. Secondo i professori questa arte gli permette di integrarsi nella società, ottenendo il giusto rispetto. “Gli applausi sono il regalo più bello per andare avanti nella lotta per conquistare l’arte, loro hanno un talento innato per la musica che a molti di noi manca, senza paura di sbagliare”, commenta Gomez.
I guanti bianchi sono una delle caratteristiche dei cori di questo programma, il quale si divide tra coloro che eseguono la performance attraverso il linguaggio dei segni e quelli che lo fanno attraverso il linguaggio di espressione orale. I coristi vanno in giro con l’orchestra del Sistema in ognuna delle regioni. “Stiamo esportando più che musica, si sta mostrando al mondo anche la spiritualità, la forza interna, nuovi atteggiamenti nei confronti delle sfide della vita”, dice Gomez. Veder suonare gli strumenti e interpretare il loro repertorio è un gran privilegio che ha commosso una lunga lista di grandi della musica.
In precedenza, ad esempio,  non si capiva come una persona sorda potesse far parte di un’istituzione musicale. Oggi è una realtà che sta arrivando in diversi punti del mondo come Italia e Inghilterra. La vocazione a credere nell’essere umano e insegnare la musica come strumento per raggiungere la pace, sono le premesse di questo programma che porta felicità a molti esclusi dalla maggior parte della società.
 
“Barquisimeto è la capitale musicale del mondo”
Michael Landenburger, rappresentante del Museo Casa Natale di Beethoven (Bonn, Germania),  apprezzando la rappresentazione del Coro delle Mani Bianche non esitò ad affermare che Barquisimeto non è la capitale musicale del Venezuela ma del mondo, per la qualità della formazione dei suoi musicisti.
Affermò che allo stesso modo se l’incompreso Ludwig Van Beethoven fosse vivo, forse scriverebbe la più brillante composizione per i componenti del Coro delle Mani Bianche di Barquisimeto e gli altri gruppi che fanno parte del programma di educazione speciale. Questo bel complimento venne espresso dal musicista dopo un concerto emozionante che utilizzò come motivo del suo viaggio in Venezuela nel 2004 per osservare più da vicino l’esperienza del Sistema.
In questa occasione i membri del Coro consegnarono un paio di guanti bianchi in una scatola di vetro e legno che attualmente si trova, con orgoglio di tutti, nella cassaforte dove stanno gli averi di Beethoven.
La scatola trasparente con i delicati guanti è in un luogo in cui tutta l’umanità lo vedrà per sempre, “Mi sento molto unito a voi, la musica non è tutto, però aiuta la gente a vivere una vita piena, io vedo in voi ciò che non vedo nel resto del mondo, per questo sono molto grato per avermi fatto sentire parte della vostra famiglia”, disse questo musicista tedesco ai bambini del programma di educazione speciale del sistema orchestra.
 
Trascrizione raccolta da una conversazione con Jhonny Gomez. Per saperne di più:
 
Pubblicato su HP:
2011/2