Informazione sociale - Un nuovo fumetto e una fiction: la disabilità viene raccontata dalla Siria

10/09/2012 - di Lubna Ammoune - Nata in Italia di origini siriane tiene un blog su www.vita.it

Dalla tv satellitare mi è capitato di seguire un programma molto interessante su un canale siriano. Il tema centrale riguardava le associazioni che si occupano di bambini diversamente abili, motivo molto attuale di questi tempi in Siria. Nel periodo sacro di Ramadan (mese di digiuno per i credenti musulmani), infatti, un gruppo di ragazzi disabili, alcuni siriani, altri americani, si sono incontrati a Damasco per un progetto editoriale.

 Si tratta di scrivere dei fumetti in cui il supereroe, un ragazzo musulmano costretto sulla sedia a rotelle per lo scoppio di una mina anti-uomo e il cui nome è Silver Scorpion, Scorpione d’Argento, come il metallo di cui è fatta la sedia da cui non può alzarsi, ha dei poteri che gli permettono di muovere il metallo con la sola forza della mente. Ai ragazzi, i quali in parte hanno scritto le storie del fumetto e che sono alcuni costretti sulla sedia a rotelle, altri autistici e altri affetti dalla sindrome di Down, è stata rivolta questa domanda: “Se poteste avere un qualsiasi superpotere quale vorreste?”.  “Ho già fatto questa domanda in passato a molti gruppi differenti e le risposte tipiche sono sempre quelle che ci si aspetta: leggere il pensiero, volare o essere invincibili”, racconta il responsabile del progetto. “Tuttavia, – ha aggiunto, – la cosa sorprendente di questo gruppo è che non credo di aver sentito nessuna delle tre. Se una delle ragazze ha detto che avrebbe voluto poter unire l’energia della luna con quella del sole, nessuno ha espresso il desiderio di possedere superpoteri in grado di curare il loro handicap”. Il progetto, che vedrà la luce verso fine anno con la pubblicazione e la distribuzione delle prime copie dei fumetti, rientra in realtà in una campagna di sensibilizzazione più ampia. Nel programma che mi è capitato di seguire è stata spiegata questa intenzionalità di avvicinare il pubblico siriano, ma non solo, alla questione della disabilità. Con questo spirito, difatti, è nata una delle fiction più seguite nel mese di Ramadan e che contempla in questi giorni diverse repliche su diversi palinsesti. La serie, che conta trenta puntate, dal titolo Wara’ al shams, Dietro il sole, tratta in modo splendido questo tema che fino a poco tempo fa si poteva considerare a pieno titolo un motivo tabù. Nella fiction si seguono le vicende di tre famiglie dalle storie intrecciate e molte di queste girano intorno alla storia di una giovane e bella coppia sposata da poco, ma il cui equilibrio si rompe sin dalle prime puntate per via del bambino che la donna porta in grembo. L’annuncio del bambino affetto da sindrome di Down cambierà totalmente la loro vita coniugale e ciò che dividerà e riunirà i due innamorati sarà la decisione di tenerlo o meno. Il vero protagonista, in realtà, è un ragazzo autistico, Badr, che ha una capacità innata impressionante di riparare orologi di qualsiasi natura (ricorda molto Raymond, interpretato da Dustin Hoffman nel film Rain Man), interpretato da Bassam Kousa, attore di grande talento. Dietro il sole si è rivelata una fiction ricca e avvincente che scava nelle anime dei suoi personaggi, di cui ne segue i tormenti e le scelte difficili che sono chiamati a prendere. Vengono messe in scena situazioni improbe dei caratteri che rivelano però personalità forti, ognuna con la sua peculiarità, la sua unicità e il suo senso della vita e dell’altro. Ne emerge uno spaccato vero, reale, toccante e solido della società. Una fiction che però non cade nel sentimentalismo e in cui nessuna scelta, giusta o sbagliata che sia, vuole far emergere un senso riduttivo del moralismo.