Controtempo - Migliorare il tenore di vita… “sentendo” meglio

10/09/2012 - di Luca Merlini - Terapista Audio-Psico-Fonologico
 
Il Metodo Tomatis, o metodo audio-psico-fonologico, è stato ideato dal prof. Alfred Tomatis, otorinolaringoiatra e chirurgo, nato a Nizza nel 1920 da genitori italiani. Fin dal 1945 il prof. Tomatis ha dedicato la sua vita, prima in Francia, poi all’estero (Canada, Stati Uniti, Europa, dove le sue teorie e le loro applicazioni sono ampiamente diffuse), alle ricerche sull’audizione, il linguaggio e la comunicazione, evidenziando così la relazione esistente tra orecchio, linguaggio e psiche.
Tomatis condusse le sue ricerche dapprima nel laboratorio d’audiologia dell’Aeronautica Francese e successivamente nel suo centro di audiologia medica. Analizzando un campione di soggetti che svolgevano le proprie attività lavorative in ambienti particolarmente rumorosi (banco di prova per motori a reazione, banco di prova per motori a scoppio, ribattitura di lamiere in cantieri navali, martello pneumatico, ecc.), osservò che le frequenze dei suoni che l’orecchio non riusciva a percepire, erano le stesse che la voce non riusciva a emettere.
Proseguendo le sue ricerche su un campione di soggetti più grande e variegato (tra cui anche i cantanti), Tomatis dedusse che questa era una caratteristica generale valida per qualsiasi soggetto: la persona non è in grado di riprodurre con la voce quelle frequenze che non è in grado di udire. Inoltre, in laboratorio venne provato che ogni modificazione dello schema uditivo comportava una modificazione dello schema vocale: questo venne chiamato "Effetto Tomatis". A partire da questa intuizione, Tomatis portò avanti le sue ricerche su un piano multidisciplinare, avvalendosi di studi di audiologia, fonologia e psicologia. Nacque il metodo audio-psico-fonologico o metodo Tomatis, presentato poi all’Accademia delle Scienze e all’Accademia di Medicina di Parigi (1957-1960).
Il metodo Tomatis è una tecnica di stimolazione sonora e un intervento pedagogico col fine di migliorare il funzionamento dell’orecchio, la comunicazione verbale, il desiderio di comunicare e imparare, la consapevolezza dell’immagine corporea, il controllo audiovocale e quello motorio.
Il bilancio iniziale viene effettuato da un Terapista audio-psico-fonologico formato alla scuola di Tomatis. Il bilancio prevede dei test d’ascolto, di dominanza laterale e dei disegni di figure integrati da un’anamnesi personale.
L’orecchio umano ha la capacità di svolgere, normalmente, le seguenti funzioni:
1) percepire i suoni;
2) elaborare i suoni senza distorsione;
3) distinguere suoni alti e bassi;
4) percepire l’origine spaziale dei suoni;
5) prestare attenzione ai suoni che si vogliono ascoltare ed evitare quelli che non si vogliono ascoltare (concentrazione);
6) trasmettere energia al cervello tramite il segnale nervoso del suono (ricarica corticale);
7) integrare e coordinare le informazioni provenienti dai movimenti dei muscoli;
8) mantenere l’equilibrio e il rapporto con la gravità;
9) stimolare e mantenere l’equilibrio neurovegetativo;
10) controllare la fonazione;
11) controllare l’abilità musicale.
Queste funzioni possono essere alterate a qualsiasi età a causa di incidenti, malattie o traumi emotivi. Attraverso l’uso delle tecniche sviluppate Tomatis è possibile ridare all’orecchio la sua efficienza essenziale, quando la causa non è conduttiva o un danno sensoneurale. Spesso quello che sembra essere una difficoltà organica o sensoneurale è, almeno in parte, dovuto a uno scarso funzionamento, ritardato sviluppo o a cause emozionali. A questo cattivo utilizzo dell’orecchio possono conseguire difficoltà d’apprendimento, mancanza di motivazione, facile stancabilità e in certi casi depressione.
Un orecchio che funziona bene è descritto come un orecchio che ascolta bene, che può in pratica concentrarsi tra tutti i suoni della gamma dell’udibile, su quelli che vuole ascoltare e tagliare fuori, momentaneamente, quelli che non interessano; esso può percepire e analizzare ogni parte dello spettro sonoro con il massimo di velocità e precisione e integrare i movimenti muscolari di tutto il corpo.
Un buon orecchio ha la sua controparte in una voce di buona qualità e tonalità. Vale a dire una buona voce riflette un buon orecchio. Noi ascoltiamo, parliamo, cantiamo, leggiamo, scriviamo e impariamo con il nostro orecchio.
Il bilancio iniziale di ascolto identifica le capacità funzionali dell’orecchio diagnosticandone forze e debolezze. Il test di ascolto fornisce una comparazione dell’ascolto della persona con un orecchio ideale ben funzionante basata sui seguenti requisiti:
1) una soglia d’udibilità dentro la norma;
2) una selettività uditiva aperta per l’analisi e la comparazione dei suoni per determinare la loro differenza l’uno dall’altro e la direzione di questa differenza (toni più alti e toni più bassi);
3) una precisa spazializzazione dei suoni per l’identificazione della direzione della sorgente sonora; 
4) una curva d’ascolto ascendente fino a 3000-4000 Hz con una stabilizzazione a questo livello e una leggera caduta nelle frequenze più alte, per permettere una più facile discriminazione fra i suoni;
5) un’attenzione maggiore ai suoni che si vogliono ascoltare rispetto agli altri;
6) uniformità di ricezione e un’assenza di distorsione nella curva di risposta dell’orecchio; 
7) un equilibrio tra conduzione ossea e conduzione aerea in ogni orecchio e tra i due orecchi; 
8) una dominanza audiovocale destra per un controllo neurologicamente efficiente dell’analisi del suono direttamente dall’orecchio destro al centro del linguaggio dell’emisfero sinistro;
9) integrazione vestibolare delle informazioni muscolari e sensorie per un effettivo controllo motorio;
10) percezione dei suoni ad alta frequenza per energizzare e ricaricare il cervello.
Il venir meno di uno o più di questi parametri produce una percezione disarmonica che si traduce in un ascolto non equilibrato e, di conseguenza, in un cattivo apprendimento e insicurezza.
Al fine di aiutare l’orecchio umano a stabilire o ristabilire il suo pieno potenziale ed equilibrio, Tomatis ha sviluppato un metodo di rieducazione all’ascolto che utilizza musiche elaborate da una speciale apparecchiatura chiamata Orecchio Elettronico.
Questa apparecchiatura è un complesso elettronico comportante degli amplificatori, dei filtri e un gioco di basculle elettroniche.
L’Orecchio Elettronico agisce, modellando l’informazione sonora per una percezione e un’analisi delle frequenze, che la compongono, di qualità ottimale, e facendo una microginnastica protratta nel certo tempo.
La stimolazione dell’orecchio tramite la musica filtrata dall’Orecchio Elettronico agisce sull’immagine corporea migliorando la consapevolezza e il controllo di tutti i segmenti corporei. Inoltre il sistema vestibolare controlla la consapevolezza temporo-spaziale richiesta nel ritmo e nell’equilibrio. Molti sportivi, soprattutto sciatori, anche famosi, integrano gli allenamenti con sedute d’ascolto.
Le sedute di rieducazione e i test progressivi di controllo e le consultazioni vengono programmati dopo il bilancio iniziale (bilancio audio-psico-fonologico).
Mentre molti ricercatori stanno iniziando a investigare l’importanza dell’orecchio nella nostra vita, il Metodo Tomatis offre un programma appositamente studiato per lavorare alla sorgente di molti problemi funzionali, emozionali e relazionali, legati a un cattivo utilizzo dell’ascolto. Un metodo sorprendentemente veloce che ha un impatto a largo raggio sulla salute e il benessere della persona.
Io che mi sono diplomato nel giugno del 2009 presso la Scuola di Formazione di Verona, sotto la Direzione del Dott. Concetto Campo, ho rivolto l’esercizio di questa professione (Terapista Audio-Psico-Fonologico) al mio campo specifico di lavoro quotidiano, che consiste nell’essere Educatore Professionale con i ragazzi disabili. In questo anno e mezzo ho potuto verificare la straordinarietà del Metodo Tomatis applicato a patologie assai gravi e invalidanti (pazienti affetti da Lissencefalia Totale e Parziale, Autismi propriamente definiti e Autismi atipici, problematiche relative a turbe del comportamento e problemi di concentrazione, schizofrenie, ecc). Tutti questi casi hanno manifestato un miglioramento nel tenore di vita, nel modo di affrontare le enormi difficoltà che si presentano giornalmente. 
Tutto questo cercando di non costruire castelli in aria, perché non si può parlare di questo metodo mettendolo sullo stesso piano di un intervento divino miracoloso; si tratta semplicemente, attraverso un lavoro serio e meticoloso, di aiutare queste persone a migliorare “sentendo meglio”.
Certo ci vuole pazienza, costanza e soprattutto fiducia.
 
Per informazioni:
Luca Merlini
E-mail: mlc25@libero.it
Sito: www.tomatis.it