Un tuffo dove l'acqua è più blu, Superabile, Agosto 2012

29/08/2012 - Claudio Imprudente
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"Getta le tue reti/buona pesca ci sarà/ e canta le tue canzoni/ che burrasca calmerà"... Così cantava Pierangelo Bertoli e così ho pensato mentre leggevo un articolo del mio amico Claudio Arrigoni, di recente apparso sul blog del Corriere della Sera Gli invisibili. Gli Italiani, si sa, sono un popolo di poeti e di navigatori, sempre capaci di ingegnarsi e di tirar fuori la loro creatività anche di fronte agli imprevisti e al mare mosso. È proprio quello che sono riusciti a fare sulle meravigliose spiagge della Sicilia la giovane Daniela Rullo e il signor Aurelio, ex pescatore di Salina nelle isole Eolie. Da anni conviventi con la sclerosi multipla i due erano purtroppo costretti a vedere il loro amato mare da lontano, a causa più che della malattia dell'inaccessibilità dei lidi limitrofi.

Come fare a tornare a fare castelli di sabbia, piste, giocare a beach volley e spaparanzarsi al sole? E, soprattutto, come dare a tutti la possibilità di lasciare sotto l'ombrellone la carrozzina e di tuffarsi in mare? Se una cosa non c'è, si sono risposti Daniela e Aurelio, bisogna inventarsela. Così a Milazzo nel 2007 è nata La Fenice, un lido accogliente e accessibile e un'associazione, composta ormai da più di trecento soci, condotta e animata anche da persone con disabilità. Qui non solo è possibile farsi un tuffo dove l'acqua è più blu ma anche guardare il tramonto in compagnia durante le selezioni del Grande Fratello e sorseggiarsi in pieno relax un bel cuba libre con cubetti di ghiaccio... A La Fenice, insomma, non ci si annoia mai e c'è sempre un grande via e vai...Daniela e Aurelio hanno dato vita così, con molta leggerezza, a uno dei principi a me più cari: una location accogliente e accessibile vale per tutti.

Altri lidi sono sorti di recente sull'onda di Daniela e Aurelio, come quello di Giulianova, in Abruzzo e speriamo davvero che presto li seguano in tanti. Scovare soluzioni creative e inaspettate per consentire a tutti una degna abbronzatura è infatti per la maggior parte delle spiagge del Bel Paese ancora a discrezione dei singoli lidi... L'esperienza de La Fenice ci indica però un cambiamento importante: il disabile passa da inciampo e spesa a cliente, con tutto l'indotto che ne deriva. Anche questa, una piccola rivoluzione. Daniela e Aurelio, da bravi poeti, che come ci dice l'etimo della parola sono le "persone che fanno", hanno davvero messo in pratica il mito egizio de La Fenice cantato da Ovidio, Dante e Borges, sono risorti cioè dalle loro ceneri e le hanno trasformate in morbida sabbia. A furia di parlare di mare e di spiagge però ora mi è venuta proprio voglia di andare a farmi un bel tuffo... là, dove l'acqua è più blu... che ne dite? E voi che lidi frequentate? Accessibili o irti di scogli? Scrivetelo a claudio@accaparlante.it o sulla mia pagina facebook.

Claudio Imprudente