Il diavolo del mare, Superabile, Agosto 2012

07/08/2012 - Claudio Imprudente
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E lo chiamavano il "Pistorius degli abissi", poi lo chiamavano "il subacqueo disabile più resistente al mondo", per gli amici era e resta "il diavolo del mare"...ma lui è semplicemente Paolo De Vizzi, trentottenne tarantino, immobilizzato alle gambe dall'età di ventidue anni, che ha sfidato le leggi della fisica immergendosi per venti ore a nove metri di profondità.

Se fuori dall'acqua per una persona con disabilità anche leggere un libro a fumetti, fare fotografie o bersi un caffè in compagnia può risultare difficile, in mare ogni cosa, racconta il nostro subacqueo, è possibile, come rendersi conto che lì sotto, in un luogo apparentemente lontano ed ostile, in realtà non ci sono barriere ma solo mondi da scoprire. Sì, proprio laggiù, in fondo al mar. In acqua, insomma, siamo tutti sullo stesso piano perché, prima di tutto, più liberi.

Ho letto questa notizia su La Gazzetta del Mezzogiorno e l'ho trovata subito molto curiosa, non tanto per il fatto in sé ma per lo spirito con cui Paolo ogni giorno abita e ci racconta del mare.

La vita di un disabile, talvolta, può diventare quella di un pesce fuor d'acqua, privo di spazio e della giusta dose d'ossigeno. Negli abissi invece, ci ricorda l'impresa del nostro "diavolo", i limiti diventano altri come la forza di volontà e la determinazione nell'affrontare sfide prevedibili o inaspettate.

È un vecchio discorso...bisogna modificare il contesto-ambiente per diminuire l'handicap. Un discorso che vale per tutti, dalle Alpi al profondo degli Oceani.

Chissà, caro Lucio Dalla, se quando avevi scritto Com'è profondo il mare, avevi pensato a uno come Paolo....E voi, avete mai avuto il coraggio di immergervi in un mondo senza barriere? Scrivete a claudio@accaparlante.it o sulla mia pagina facebook. (Claudio Imprudente)