Con Calimero aumenta il Pil, Superabile, Luglio 2012

02/07/2012 - Claudio Imprudente
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Come recitava l’Olandesina a Calimero nel noto Carosello degli anni Sessanta: “Siamo alle solite…”.  Nonostante quest’anno scolastico si sia chiuso con nuove e gravi difficoltà, dall’attentato di Brindisi al terremoto in Emilia Romagna, restano ancora in ballo vecchi e irrisolti quesiti. Tra questi l’ormai storica e annosa domanda: la disabilità è una risorsa o un peso per la collettività?
La scuola è ovviamente la prima cartina tornasole della risposta, come sempre emanazione diretta degli sguardi pubblici e politici che la dirigono e sostanziano. Da questo punto di vista, tuttavia, la situazione attuale è piuttosto schizofrenica.
Benché ogni giorno, infatti, riceva numerose lettere da parte di insegnanti di sostegno capaci di mettere la disabilità al centro del gruppo classe, i segnali che l’informazione ci fornisce vanno spesso in direzione diametralmente opposta.
Parlo di questo non solo rispetto alla riduzione del corpo docente, ma a tutte quelle risorse economiche che permettono di mettere in campo, dentro e fuori la scuola, progettualità innovative e durature.
Tutto ciò è risultato del solito pregiudizio: il contributo della persona disabile è antieconomico. Si fa ancora fatica a riconoscere cioè quelle che sono le potenzialità che anche chi ha un deficit può mettere in campo, dimenticandosi, ad esempio, del suo concorso fondamentale all’aumento e alla stabilità del Pil. Un disabile che il più delle volte ha bisogno di un aiuto esterno o di essere affiancato è già infatti di per sé un ufficio di collocamento vivente.
Insieme a questo si sottovaluta poi come il miglioramento della qualità della vita di una persona in situazione di handicap possa di fatto influire su quello generale. Vi faccio un esempio semplice. Quando siete al bar e avete bisogno di recarvi alla toilette, preferite entrare in un bagno largo ottanta centimetri o in uno largo tre metri? Disabili o non, la risposta è ovviamente la stessa: un bagno accogliente migliora la vita e la comodità di tutti.
Nonostante i grandi passi avanti, merito della legge sull’integrazione, sembra oggi che la crisi ci costringa un po’ a indietreggiare, a ripercorrere e a portare avanti diritti che si speravano ormai dati per scontati e acquisiti.
In tempi come questi dunque, credo che oltre a manifestare sia necessario riorganizzarsi, a cominciare dall’interno dell’istituzione scolastica e dai suoi insegnanti, che dovranno così ricominciare a impegnarsi di persona su questi fronti oltre che in un’ottica alternativa di rete. La scuola, insomma, ci pare abbia bisogno di una ripulita per tornare a parlare con più forza dei suoi temi.
Chissà, forse ha ragione il nostro Calimero piccolo e nero…bisognerebbe dare ascolto alla bella Olandesina e trovare la giusta tinozza in cui immergersi. Come fare?
Ci vorrebbe proprio un nuovo detersivo o forse basterebbe un nuovo ammorbidente….Che ne dite? Voi cosa consigliate? Scrivete a claudio@accaparlante.it o sulla mia pagina facebook.
Io, intanto, con questo caldo, vado alla ricerca della bella Olandesina…

Claudio Imprudente

 

Parole chiave:
Cultura, Scuola ed educazione