Belle e impossibili, Superabile, Giugno 2012

18/06/2012 - Claudio Imprudente
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Alcuni giorni fa cercavo pace nel giardino di Maranà-tha, per stigmatizzare l’ansia da nuove scosse, controllando con frenesia il mio lap-top in attesa di news.
Fortunatamente la scossa in cui mi sono imbattuto non era frutto dell’ennesimo movimento tellurico, ma nasceva dalla cultura che cambia, e che spesso ha il potere di scuotere le nostre prospettive.
È il caso di una nuova docu-fiction sulla disabilità, più nello specifico sul concetto di estetica e sul percorso di emancipazione di alcune donne in sedia a rotelle.
Ecco alcuni stralci dell’articolo che Anna Lupini di repubblica.it ha pubblicato, per illustrarvi meglio di cosa si tratta: Push Girls, la nuova docu-serie racconta la vita di cinque donne sexy, desiderabili, allegre. Con un dettaglio: hanno perso l'uso delle gambe. E raccontano in tv, come mai prima, come hanno superato l'ostacolo. Prodotta da Gay Rosenthal, la docu-serie traccia un ritratto di cinque donne bellissime e dinamiche, che per incidente o malattia hanno perso l'uso delle gambe. "Uno sguardo realistico e senza censure su cosa significa essere sexy e ambiziose e vivere su una sedia a rotelle a Hollywood", recita il claim della trasmissione bandendo ogni falso pudore.
In questo caso, però, sorprende il punto di vista di queste signore che affrontano la vita a testa alta, ma anche scoprire quanto sia vero quello che affermano le "push girls", ovvero che più che la sedia a rotelle si nota la forza di chi ci vive sopra.
Prima di tutto sono soddisfatto. Soddisfatto, perché in un momento economicamente difficile come quello che stiamo vivendo ora, è positivo sapere che si investe su prodotti nuovi, soprattutto su argomenti delicati e spesso un po’ tenuti al margine come quello della disabilità.
La mia perplessità, a dire il vero, è tuttavia più sui contenuti che ci apprestiamo a vedere.
Le serie prodotte ad Hollywood mostrano spesso stili di vita troppo lontani dai nostri: donne meravigliose, macchine costose, abiti di lusso e posti incantevoli. Ci mettono di fronte a situazioni che vorremmo emulare, ma, essendo le distanze eccessive tra la fiction e quello che ci circonda, finiscono solo per illudere, creando in chi li guarda miti irraggiungibili.
Speriamo che questa nuova serie, così scomoda e provocatoria sia più attinente alla realtà, volta semplicemente a mostrare che la vita, anche in carrozzina, va sempre vissuta a testa alta, e che, con caparbietà e fiducia c’è la possibilità, come ripeto spesso, di trasformare una sfiga in un’avvincente sfida.
Voi cosa ne pensate?

Scrivete a claudio@accaparlante.it o sul mio profilo facebook.

Claudio Imprudente