La pedagogista Littizzetto, Superabile, Maggio 2012

21/05/2012 - Claudio Imprudente
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Che bello vedere la televisione a letto, specialmente quando sei stanco! Il problema è che non sempre è semplice trovare qualcosa di piacevole e sano... Per fortuna Fabio Fazio è passato a la7 e ha portato con sé Roberto Saviano e Luciana Litizzetto in una nuova trasmissione dal titolo Quello che (non) ho. Già dal titolo, oltre a ricordarmi subito di Fabrizio De Andrè, ho intuito che non si sarebbe trattata della solita trasmissione "sciacquacervelli" in prima serata...Martedì 15 Maggio mi sono infatti imbattuto con grande piacere nel monologo di Lucianina, questa volta incentrato, senza peli sulla lingua, sulla parola "stronzo". Un monologo che ha fatto un record di ascolti, in cui qualcuno ha avuto finalmente il coraggio di parlare apertamente del buonismo, delle ipocrisie e dei pregiudizi che ancora circondano le persone con disabilità.

Non ho mai sentito in televisione un intervento così ironico, spietato e onesto sul tema dell'handicap. Sembrava quasi un mio discorso! Spunto dello show è stato il triste caso di Cerrie Burnell, conduttrice televisiva di un programma per bambini della BBC, attaccata dai genitori dei piccoli spettatori perché con un solo braccio e quindi, secondo loro, spaventosa agli occhi dei figli.

Peccato che, come ci dice Lucianina, "i bambini fin da piccoli sono capaci di accettare la disabilità con leggerezza. Il problema, piuttosto, è degli adulti". Il fatto è che, continua la Litizzetto, i presentatori con l'handicap di solito non li vogliamo, così come le babysitter straniere... Scelte, queste, mi sento di aggiungere, che non appartengono solo allo show business ma che incontriamo ogni giorno nella nostra quotidianità, a partire proprio dagli ambienti educativi e dalla scuola. Il rischio del pietismo, tanto per cominciare, è sempre in agguato proprio come, con estrema lucidità, prosegue la comica torinese: "Il compagno di scuola down? Che tenerezza! Ma meglio non invitarlo alle feste di compleanno se no, poverino, si sente a disagio!".

In poche parole e nel giro di cinque minuti, ve lo garantisco, è stato compiuto con queste affermazioni un salto culturale che in trent'anni non mi era ancora capitato di vedere, di certo non in prima serata. L'apice del salto, a mio parere, è stato quando con forte provocazione l'artista ha affermato: "Perché non ce la prendiamo con una deformazione volontaria? Perché una con le tette che sembrano la cupola di San Pietro rientra nel concetto di normalità e una persona senza braccio no? Non si capisce!" È vero, Lucianina, proprio non si capisce perché ci ostiniamo a considerare normale un'idea di perfezione imposta dall'alto, dalla pubblicità, dai media ma anche dai nostri luoghi comuni. Senza saperlo sei riuscita a regalarci una bella lezione di pedagogia. E voi, avete visto la trasmissione? Scrivete le vostre impressioni a claudio@accaparlante.it o sulla mia pagina facebook.

Claudio Imprudente