La Quinta Parete: a Carpi il Festival delle abilità differenti, Superabile, Maggio 2012

10/05/2012 - Claudio Imprudente
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In questi giorni, come ogni anno, si sta svolgendo a Carpi una manifestazione interessante, a cui consiglio a tutti di partecipare: il Festival Internazionale delle Abilità Differenti. Spettacoli di danza, musica e teatro si susseguiranno in una colorata kermesse che ci parlerà di integrazione, mettendo al centro del palco persone per l'appunto con "abilità differenti", persone ovvero con vari tipi di disabilità. Quando vedo o partecipo a queste manifestazioni mi faccio spesso una domanda, che anche il Centro Documentazione Handicap di Bologna si è posto, proprio a proposito del rapporto con il teatro e l'arte spettacolare in genere: oltre alle quattro pareti della scatola-teatro, quello spazio intercorrente cioè, secondo la nota definizione di Stanivslaskij tra la scena e il pubblico, tra il gioco della finzione e quello della realtà, ce n'è anche una quinta? E ancora, un curioso paradosso, perché a teatro è più facile trovare un disabile sul palco che in platea?
Il Teatro del Novecento è vissuto cercando di bucare e oltrepassare la quarta parete ma la sfida oggi è forse un'altra: parlare di integrazione a partire dal basso, dalla quotidianità. Non solo cioè dal palco ma dalla platea.

Di certo rendere un disabile protagonista di uno spettacolo, rendendolo partecipe di attività artistiche e ludiche è divertente, necessario e importante, considerando anche il fatto che la maggior parte di queste attività hanno finalità terapeutiche ed inclusive. Ciò non toglie, tuttavia, il rischio, seppur in buona fede, di sottolineare un'eccezionalità. Senza falsi buonismi abbiamo così cercato e stiamo cercando di capire le ragioni di questa prassi e di offrire a un pubblico che vuole restare "qualsiasi" gli strumenti per godere appieno anche di questa condizione. Perché, allora, ci siamo detti, non cominciamo a parlare in modo diverso di accessibilità culturale? La vera accessibilità infatti, non passa dalla semplice entrata nel luogo deputato ma dalla possibilità di lasciare alla cittadinanza tutta le tracce di un passaggio che possa effettivamente dirsi consapevole.

Quest'ultimo, la consapevolezza e la responsabilità dei fruitori sulla scelta di entrare in un luogo e non in un altro, è uno step di riflessione in più e ancora non del tutto esplorato. Molti e troppi infatti sono i gruppi di accompagnamento al tempo libero che conducono gli utenti disabili a vedere spettacoli di scarsa qualità, senza interesse né conoscenza alcuna, sui contenuti e le forme di quanto si apprestano a vedere. Si dimentica cioè che accedere all'arte è prima di tutto accedere alla possibilità di fare esperienza di un linguaggio e di portare all'esterno quest'esperienza. Per questi motivi, in collaborazione con due teatri bolognesi il CDH ha avviato un progetto, dal titolo La Quinta Parete, un blog e una piccola redazione, composta da un gruppo integrato di disabili e non, che sta discutendo, scrivendo e creando echi di partecipazione prima e dopo la visione di alcuni spettacoli proposti dai teatri con il supporto di critici teatrali e degli artisti stessi. Dal punto di vista educativo questo ci offre ovviamente due pretesti: quello di vivere un'occasione festiva immersi nella cittadinanza andando a macchiarla con la nostra presenza, e quello di riflettere su temi per un disabile difficili da incontrare in un modo completamente diverso, quello cioè della messa in crisi, dell'emozione e della fantasia propri del teatro. Il blog, a cura di Lucia Cominoli, membro del gruppo Calamaio del CDH e redattrice del trimestrale di teatro e spettacolo Hystrio e della redazione intermittente sulle arti sceniche contemporanee Altre Velocità, è visionabile sul sito dei teatri e della Cooperativa Accaparlante. Vi invito a darci un'occhiata e a lasciare un commento!

Claudio Imprudente

 

Parole chiave:
Creatività, Cultura, Teatro