Se telefonando... Superabile, Marzo 2012

29/03/2012 - Claudio Imprudente
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Il signor R. mi ha raccontato in una lettera piena di pathos della sua rabbia e della sua frustrazione nei confronti dei colleghi del sindacato, da anni coscienti della sua disabilità, i quali, in una normale giornata di lavoro, per trasmettergli alcune informazioni hanno ben pensato di tempestarlo di telefonate. R. ovviamente, a causa del suo ben noto deficit, non poteva rispondere, e li ha così tempestivamente esortati a inviargli un sms. Richiesta totalmente ignorata, le telefonate sono continuate finché, R., ormai esasperato, ha deciso di passare il telefono al vicino, il quale non ha potuto che confermare la stessa soluzione. "Va beh che non sente ma almeno parla!" è stata la risposta che ne è seguita dall'altro lato della cornetta. Che dire? Cito direttamente le parole di R.: "Questo aspetto mi ha mostrato in tutta la sua crudezza come il mio impegno sulla disabilità è incredibilmente difficoltoso se si considera che, oltre a lottare per i diritti e la giustizia per le persone con disabilità, ti trovi di fronte a quelli che dovrebbero essere i tuoi compagni di viaggio e invece ti accorgi che con tutta probabilità non comprenderanno mai completamente cosa sia la disabilità!".

È difficile per me esprimere un parere obiettivo, anche perché non conosco personalmente né R. né i suoi colleghi, quello che però di certo emerge è il fatto che ancora, anche in territori considerati sensibili e culturalmente preparati, persiste la necessità di sottolineare la differenza tra lavoratore persona e lavoratore disabile. E voi quante volte vi siete trovati, insieme ai vostri compagni di viaggio, a inciampare in questo rischio? Scrivete a claudio@accaparlante.it o sulla mia pagina Facebook. (Claudio Imprudente)

(26 marzo 2012)