Di chi è la colpa? Superabile, Marzo 2012

08/03/2012 - Claudio Imprudente
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Ci siamo sempre chiesti, qui al centro documentazione handicap di Bologna, come affrontare una delle sfide più delicate ed importanti: la costruzione della propria identità. La scorsa settimana partecipavo ad un nuovo laboratorio organizzato dal progetto calamaio, rivolto a dei giovani con disabilità che hanno appena terminato il proprio percorso scolastico. Le attività sono varie, da alcuni esercizi motori fino ai giochi di ruolo, e uno degli obiettivi finali è aumentare la consapevolezza di se stessi, indispensabile per il nostro lavoro nelle scuole. Nell'ultimo incontro con i ragazzi è saltato fuori un tema molto complesso: tutto è nato da un affermazione di una persona con disabilità, il quale ha affermato che diverse volte nel corso della sua vita, sentendosi un peso per la famiglia e inutile per la società, ha pensato al suicidio. Il clima, solitamente allegro e spensierato, è subito divenuto cupo. Chiaramente era una forzatura, una provocazione che ha scosso il gruppo, scatenando un dibattito. Perché proprio a me? Di chi è la colpa? Perché non posso avere una vita come gli altri? Quante volte, tra convegni, percorsi e formazioni ho sentito queste domande nella mia vita... Questi interrogativi sono un passaggio obbligatorio e fondamentale nel processo di costruzione di un'identità adulta, acquisire consapevolezza dei propri limiti e delle proprie risorse rappresenta una sfida che tutti dobbiamo affrontare, indipendentemente dalla disabilità. Argomenti pesanti, di cui è complicato parlare. Allora concludiamo con un sorriso e ascoltiamo cosa aveva da dire Bennato... E voi cosa avete da dire in proposito? Scrivete come sempre a claudio@accaparlante.it o sul mio profilo di Facebook. (Claudio Imprudente)