Donne con le gonne - Un laboratorio di idee

03/10/2011 - di Annalisa Bolognesi

Nel tragitto per arrivare a Prato allo sportello informativo “Anna Informadonna” mi domandavo in che tipo di struttura sarei approdata e dove fosse collocato.
Devo dire però che la costruzione che mi sono trovata davanti al mio arrivo era ben diversa da come me l’aspettavo: non era di certo quello che intendiamo un “ufficio”, bensì un capannone di vistose dimensioni, uno spazio aperto e in movimento.
Tutto parte come nelle più belle esperienze, attraverso la conoscenza delle persone che ti sanno trasportare, mediante le loro parole, nelle loro realtà: Solidea e Paola. Sono loro ad accogliermi e a condurmi nel vivo del progetto.
Con Solidea, operatrice dello sportello Informadonna, faccio un primo giro di conoscenza della struttura. Immaginatevi, appena entrati, di trovarvi di fronte un punto di ricevimento: lo sportello Informadonna; sulla sinistra invece una cucina, con a fianco una saletta giochi per bambini; mentre sulla destra un ampio spazio destinato a diverse postazioni pc. Tutto ciò solo a una prima occhiata.
“L’Informadonna non è la sola realtà presente in questa struttura – mi spiega Solidea –. Siamo all’interno del Laboratorio del Tempo”.
Per capire bene quindi cos’è e come opera “Anna Informadonna” bisogna avere chiaro che non opera da solo, ma all’interno di un particolare meccanismo.

Il Laboratorio del Tempo
La struttura del Laboratorio del Tempo è una tra i tanti progetti e realtà che vi sono all’interno.
Pensiamo a un luogo dove ambiti di natura diversa cercano l’uno nell’altro il miglioramento, la proficua collaborazione, l’ampliamento e l’interesse reciproco.
“Il Laboratorio del Tempo è un progetto del Comune di Prato nato come spazio nell’ambito di un progetto europeo Equal negli anni tra il 2000 e il 2004, con l’obiettivo di dar vita ad attività volte a valorizzare il tempo libero delle donne – spiega Paola, coordinatrice del Laboratorio –. Al termine di questa prima esperienza le utenti del laboratorio hanno deciso di costituirsi ad associazione per diventare così un interlocutore stabile del Comune e garantire la continuità delle proprie attività. A questa si sono unite, dal 2004 ad oggi, altre associazioni, come la ‘Banca del tempo’, o realtà associative nate dall’integrazione delle comunità straniere, come ad esempio l’associazione delle donne del Camerun e dell’Honduras. Si è creato così un tavolo di programmazione in cui il Comune interloquisce con le associazioni e vengono concordate le attività del laboratorio, attraverso una sinergia tra i servizi promossi direttamente dal Comune, come l’Informadonna, e le attività e i supporti che ci possono offrire le associazioni attive all’interno del laboratorio, che promuovono corsi, attività formative e aggregative”.
Il Laboratorio del Tempo nasce quindi dalla sinergia di più realtà, che operano in ambito sociale e culturale ed è qui che strategicamente è stato collocato lo sportello informativo “Anna Informadonna”.

Lo sportello Informadonna
“Il percorso di Anna Informadonna – racconta Paola – nasce già alla fine degli anni ’90, sulla base di un protocollo d’intesa tra i soggetti istituzionali presenti sul territorio, il Comune, la Provincia, la Prefettura, la Questura, e l’ASL, con il fine di promuovere informazioni e servizi in rete, dando così vita a uno sportello telematico. Naturalmente uno strumento di comunicazione di questo tipo era principalmente utilizzato da chi, operando nel sociale o lavorando in strutture legate alle problematiche della donna, sapeva come utilizzarlo e renderlo proficuo. Ma vi era anche l’intenzione di far muovere passi importanti alle possibili utenti dirette: al tempo internet era uno strumento ancora poco utilizzato e si cercava di fare i primi passi verso il superamento del digital divide; l’utilizzo di uno sportello telematico doveva quindi migliorare il problema del gap tecnologico femminile”.
Poi con la nascita del Laboratorio del Tempo si creò l’opportunità di far incontrare direttamente l’Informadonna e le proprie utenti, costituendo lo sportello fisico e riorganizzando le informazioni in maniera più radicata e strutturata sul territorio pratese. Se prima infatti il sito dava informazioni su quelli che erano gli approcci a livello nazionale (normative, diritti, pari opportunità, diritti delle donne lavoratrici), con la nascita dello sportello si è scelto di territorializzare le informazioni, valorizzando quello che il territorio pratese poteva offrire. Le informazioni sono state così organizzate per aree tematiche e per ogni area sono stati evidenziati i servizi presenti, tutto ciò che nella provincia di Prato potesse essere offerto alla donna per superare le sue difficoltà. “La parte più innovativa è certamente quella legata ai servizi di cura – spiega Paola – per cui abbiamo svolto un importante lavoro di ricerca assieme al consorzio cooperativo Astir per fare una ricognizione di tutti quelli che erano i servizi che potevano essere classificati come servizi di sostegno alle famiglie, in un’ottica di conciliazione dei tempi. Per esempio, nel caso degli anziani, non tanto le case di riposo, quanto piuttosto i servizi di assistenza diurna, le vacanze anziani, l’assistenza domiciliare, quindi tutto quello che poteva aiutare le famiglie e in particolare la donna, che è sempre la figura su cui più gravano questi compiti di cura. L’obiettivo era infatti quello di offrire un supporto alla conduzione dell’assistenza familiare e alleggerire così la donna da questi compiti, permettendole quindi di cercare lavoro, di avere tempo per sé, di non essere l’unico soggetto su cui gravano questo genere di incombenze. Questo monitoraggio è stato fatto su tutti e tre i soggetti che potevano comportare servizi di cura: anziani, disabili, bambini. Con la stessa logica di cercare quello che il territorio offre abbiamo iniziato a lavorare sulle altre sezioni del sito”.

Incontri e sinergie
Per arrivare a capire fino infondo quanto sia capillare e completo l’Informadonna è necessario sapere perché è stato volutamente inserito all’interno del Laboratorio del Tempo.
Il motivo per cui si è deciso di inserire questo sportello nel Laboratorio del Tempo viene incontro all’obiettivo di integrare questo tipo di servizio con gli altri offerti dal Laboratorio, sempre in un’ottica di conciliazione dei tempi e di valorizzazione del tempo libero della donna.
Se ad esempio una donna si reca presso il Laboratorio per effettuare un colloquio di orientamento al lavoro – servizio presente nella struttura tutti i lunedì mattina – potrà al tempo stesso trovare risoluzione al problema dei figli. La possibilità infatti di avere insieme queste realtà nello stesso spazio fisico consente a entrambe di operare nel loro canale e di aiutare su entrambi i fronti la donna, senza la dispersione di tempo ed energie.
Allo stesso modo coloro che si recano a un corso promosso dalle associazioni del Laboratorio possono essere aiutate nella conciliazione dei tempi, affidando i propri bambini a volontari che li accudiranno nella saletta giochi predisposta per loro.
Ma le importanti sinergie create all’interno e con le realtà esterne al Laboratorio consentono anche a molte donne di uscire dall’isolamento attraverso la partecipazione ad attività aggregative e formative. “Il Laboratorio del Tempo – aggiunge Paola – lavora molto con l’associazione La Nara, che gestisce il centro antiviolenza sulle donne e con Aurora che invece si occupa delle donne con tumore al seno. Entrambe le associazioni inseriscono delle donne nelle nostre attività proprio per attivare dei processi di integrazione ed evitare rischi di isolamento”.
E queste sono solo alcune delle grandi risorse del Laboratorio del Tempo: uno spazio in movimento e sempre aperto a nuove idee.

Per saperne di più: www.comune.prato.it/sport/labtempowww.informadonna.prato.it