Credere fortemente nelle abilità e nel talento

intervista di Massimiliano Rubbi

Se la tecnologia può fare molto per avvicinare le persone con disabilità alla pratica musicale, a volte bastano soluzioni più artigianali, e soprattutto l’impegno personale. La Coalition for Disabled Musicians (CDM) è nata nel 1986 a New York per aiutare i musicisti con disabilità a registrare ed esibirsi. Abbiamo intervistato Linda Jaeger, che nel 1997 è subentrata al fondatore, suo cognato Donald, nella gestione dell’organizzazione.

Come è nata la vostra esperienza come CDM?
Nel 1981 Donald Jaeger, un batterista dilettante di meno di trent’anni, ebbe un incidente sul lavoro e subì un grave danno al midollo spinale. Sua moglie Lynn, che aspettava il loro secondo figlio, dovette tornare al lavoro poco più tardi, lasciando Don a occuparsi dei bambini. Per cinque anni lui dovette confrontarsi con limitazioni fisiche che lo costringevano a letto per parecchie ore al giorno, e con la depressione. La sua grande passione per la batteria dovette essere messa da parte – Don esisteva solamente. Ma è il primo ad ammettere: “La depressione è molto contagiosa. Le altre persone la percepiscono e diventano depresse. È molto difficile”. Si avvalse con successo della terapia per farcela.
Nel 1986, Jaeger ritornò alla batteria, ma solo per sedute molto brevi. Non poteva tenere il passo con musicisti normodotati, il dolore era a volte intollerabile. Comunque, con il sostegno della sua famiglia, divenne di nuovo attivo e vivo. “Mi resi conto che potevo suonare ancora la batteria, ma ero limitato da un problema di resistenza a causa del dolore cronico. Avevo bisogno di trovare persone con cui suonare che capissero questo problema”, disse. Così nacque la Coalition for Disabled Musicians, Inc. (CDM).
Donald descrive così l’“effetto terapia” della CDM: “È uno sfogo molto buono. La maggior parte delle persone sarebbe a casa se questo non fosse a disposizione, non facendo nulla se non esistere. Io dimentico tutto quando sto suonando. Mi dimentico anche del mio dolore per un momento. È molto terapeutico”.
La CDM procedette a formare tre gruppi; il primo è una rock band chiamata “Range of Motion”, il secondo un’orchestra di persone più anziane, chiamata “CDM Orchestra”, che esegue i vecchi standard, jazz e swing, e il terzo è un gruppo rock e hard rock chiamato “Rockin’ Chair”. I musicisti variano in età dai 15 agli 80 anni. Come varie sono le loro età, così le loro disabilità, che includono distrofia muscolare, paralisi cerebrale, sclerosi multipla, menomazioni visive e uditive, diabete, ictus, danni al midollo spinale e altre.

Quali sono le principali difficoltà che un musicista o gruppo con disabilità deve affrontare per la propria attività artistica?
I musicisti con disabilità possono affrontare diversi ostacoli. Devono essere sempre considerati il trasporto del musicista, il trasporto dell’attrezzatura musicale, il trovare persone che possano assistere nell’allestimento del palco, il dolore da movimenti ripetitivi dovuto alla disabilità, i problemi di resistenza (affaticarsi facilmente), e il superare la percezione del pubblico rispetto alle persone con una disabilità.

In che modo la tecnologia ha agevolato, o al contrario complicato, il potenziale artistico dei musicisti con disabilità, sia nelle registrazioni che negli spettacoli dal vivo?
Ci sono molto modi in cui la tecnologia può assistere un musicista con disabilità. Con così tanti progressi nel mondo del computer e del digitale, molti musicisti possono produrre suoni musicali solo con la pressione di un tasto. Con l’attrezzatura giusta, intere composizioni musicali possono essere prodotte attraverso un computer portatile. Lo svantaggio di tutta questa meravigliosa attrezzatura è la spesa per acquistarla, mantenerla e aggiornarla.
Comunque, alcune sistemazioni per musicisti con disabilità non richiedono un equipaggiamento hi-tech: ad esempio, quando Don si confrontò con allievi di batteria con arti mancanti e condizioni spastiche che rendevano difficile tenere le bacchette, attrezzò ingegnosamente cinghie e altri aggeggi per permettere a questi ragazzi di fare presa. E quando John Rinaldo, ex bassista nei “Range of Motion”, perse progressivamente forza a causa della distrofia muscolare, Don assemblò una postazione che gli permetteva di stare in piedi dietro lo strumento e suonarlo senza reggerne il peso. Sul nostro sito web, si possono trovare altri esempi di come alcuni dei nostri musicisti hanno superato gli ostacoli attraverso attrezzature adattive e l’uso della tecnologia.

In base alla vostra esperienza, come vivono i musicisti la propria disabilità sul palco e in tour?
Si vive la propria vita come la propria vita. Che si sia un banchiere, una segretaria, una casalinga o un musicista, la propria disabilità è sempre una parte di sé, solo non bisogna lasciare che essa ci definisca. A volte si può avere bisogno di fare adattamenti a uno stile di vita o a un metodo per portare a termine una certa attività, ma la maggior parte delle persone con disabilità si sforzano di vivere una vita “normale”. Questa situazione continua nelle esibizioni sul palco e in tour. Bisogna assicurarsi di gestire tutti gli aspetti artistici di un’esibizione, ma anche che i bisogni fisici (es. l’accesso per carrozzine) siano soddisfatti.

Come affrontano i media negli USA le esibizioni artistiche dei musicisti con disabilità?
Sebbene sia sempre difficile attirare l’attenzione dei media su qualsiasi musicista, i mass media stanno lentamente iniziando a riconoscere e apprezzare i musicisti con disabilità. Ci vuole un sacco di ricerca e perseveranza per fare uscire il proprio nome là fuori. Sono felice di dire che “American Idol” [reality show statunitense analogo all’italiano “X Factor”, ndt] al momento ha un musicista con disabilità tra i suoi primi 11 concorrenti.

Quali questioni vedete come più centrali per la CDM nel prossimo futuro?
La CDM è una piccola organizzazione non-profit gestita da volontari. Lottiamo per sopravvivere, come la maggior parte delle piccole organizzazioni. Abbiamo una manciata di volontari grandi lavoratori, che credono fortemente nelle “abilità” di un musicista con disabilità di talento. Globalmente, continueremo al meglio della nostra capacità ad assistere i musicisti attraverso Internet con consigli e informazioni per “perseguire i loro sogni musicali”, e localmente continueremo a mandare la nostra prima band di rock and roll classico, “Range of Motion”, nella comunità e nella scuola per programmi di consapevolezza e educazione. Di certo abbiamo sempre il sogno, come ogni altro musicista, di farcela un giorno!

Per saperne di più:
Coalition for Disabled Musicians
www.disabled-musicians.org