Rielaborato da www.reggaerevolution.it/Artisti/ISRAEL_VIBRATION.htm

La storia di questo famoso gruppo comincia durante gli anni '50 quando in Jamaica imperversava l'epidemia della poliomelite. I tre componenti, allora bambini,si ammalarono e furono “rinchiusi” al Centro di Riabilitazione di Mona a Kingston vicino l'Università.
In seguito furono cacciati via a causa del loro credo Rastafariano, dato che i loro dreadlocks avevano preso una certa lunghezza e andavano contro il rigido regime d'insegnamento dell'università stessa. Da questo momento inizia il periodo più brutto per il gruppo, abbandonati a se stessi, girovagavano senza meta per l'isola riscontrando solo indifferenza, ostilità. Talvolta venivano brutalmente picchiati da balordi o da alcuni gunman. Vivevano in contrasto con le istituzioni locali di quel periodo e raccoglievano in certi casi qualche adepto pronto a seguirli nel credo Rastafari e nella vita in stile Roots'n'Culture.
La loro carriera musicale iniziò nel 1976 con l'aiuto dell'organizzazione delle "Twelve Tribe Of Israel", quando, per prova, registrarono allo studio della Treasure Isle la prima canzone Why Worry. Fu un successo incredibile: Why Worry risvegliò le coscienze di tutto il popolo jamaicano come una scossa elettrica e due anni più tardi, nel 1978, i fondatori della Inner Circle Band, con i fratelli Ian e Roger 'Fatman' Lewis registrarono il primo LP del trio vocale.
Il loro cammino musicale era appena iniziato suscitando molta curiosità ed un successo insperato. Nel 1980 registrarono un altro LP,Unconquered People, molto melodico nello stile roots, riscuotendo ancora un grande successo attraverso splendidi testi, che arrivano diritto al cuore e alla coscienza.
In tutta la loro storia musicale non hanno mai abbandonato la fondamentale e vecchia impronta roots. In ogni album troviamo sempre gli stessi temi fondamentali di una volta: pace, uguaglianza, fratellanza, giustizia e libertà, accennando a volte ai problemi della politica sporca e corrotta che sta inquinando il pianeta e di conseguenza le generazioni future. Per quanto riguarda la loro discografia, essi hanno al loro attivo ben 20 albums, più altri CD come compilations e bootlegs vari; la loro ultima produzione ufficiale è l'album  Jericho, uscito sempre per l'etichetta "RAS". Con la RAS gli Israel Vibration hanno firmato un contratto pluridecennale, data la loro amicizia con il proprietario e fondatore dell'etichetta Mr. Doctor Dread.
Il gruppo dal vivo ha sempre quel fascino che difficilmente su disco si riesce a percepire e colpisce per la sua grande carica di vitalità, soprattutto se si pensa alla grave malattia che colpì i tre membri; la forza e l'energia che sprigionano ad ogni loro canzone ballando solamente per mezzo delle proprie immancabili amiche-nemiche stampelle, sono straordinarie.
 

INTERVISTA ISRAEL VIBRATION
Avete cominciato a cantare insieme agli inizi degli anni '70. E' passato tanto tempo eppure non avete mai mollato
No mai. Ci prendiamo regolarmente dei periodi di riposo. C'è un tempo per il lavoro e un tempo per riposarsi. E quando si lavora bisogna dedicarsi completamente. Prendi il tour: ci sono le prove, il controllo del suono e poi il concerto. Un'impresa faticosa alla quale cerchiamo di porre rimedio rilassandoci in albergo tra una data e l'altra. Però di una cosa la gente può essere certa. Noi non molliamo fin quando il pubblico ci darà la forza per andare avanti.

 Cosa ve ne pare di questo ultimo tour?
Siamo contenti perché attraverso i concerti possiamo far conoscere il nostro nuovo album Stamina, proponendo alcuni estratti.

Come scegliete con chi collaborare per la vostra musica? Parlo dei musicisti, dei produttori e delle case discografiche.
Skelly: Solitamente quando dobbiamo fare un disco prepariamo ogni fase in Jamaica. Li trovi tutti i più grandi musicisti oltre che i migliori studios. I problemi principali li incontri nella scelta del produttore e della casa discografica. Non sempre riesci a lavorare con chi vorresti e come vorresti. E poi capita che il disco sia finito e non trovi chi voglia distribuirlo. Delle volte è imbarazzante non avere mai avuto dei riconoscimenti dai discografici. Per esempio non abbiamo mai avuto un Awards. E questo nonostante facciamo musica da così tanto tempo e il pubblico ci ama ancora molto.
Wiss: In verità l'Award non è poi così importante. Quello che è veramente fondamentale è che la gente ci segua e che si sentano meglio grazie alla nostra musica e alle nostre parole. D'altronde vincere un Grammy non contribuisce a elevarsi spiritualmente e moralmente. Anzi sembra che questo tipo di premio incoraggi il degrado della figura femminile e altri trucchi del genere.

E' da tempo che lavorate con Flabba Holt (mitico bassista della Roots Radics). Quali sono i legami che vi uniscono?
Wiss: Flabba è uno dei migliori musicisti in assoluto e lavorare con lui è un'esperienza unica. Mi va di ricordare un altro elemento originario della Roots Radics, Style Scott (batterista e fondatore dei Soul Syndicate), che proprio quest'anno è ritornato insieme a noi in tour.

Come scrivete le canzoni e quali sono le vostre fonti d'ispirazione?
Skelly: La vita di tutti i giorni. Scriviamo le cose che viviamo. Viaggiamo molto e osserviamo la gente e i loro stili di vita.
Wiss: La sofferenza è universale. Non esiste solo in Jamaica, è presente in ogni parte del mondo. Le cause di queste sofferenze non sono in ogni luogo le stesse. La si può osservare sotto diversi aspetti. Voglio dire che la gente non l'esteriorizza in maniera identica. Babylon è dappertutto. Il suo sistema corrotto si estende su tutto il globo. Ma anche Jah è presente in tutto l'universo. Ovunque sentiamo le sue vibrazioni e in ogni luogo Lui combatte babylon.

Pensate che questa sofferenza è una delle ragioni che fanno si che il reggae resti una musica così forte e universale?
Wiss: Si! La gente durante il loro percorso di vita fanno cose buone e cattive. Noi parliamo di questo.
Skelly: Ovunque ci sono delle maggioranze e delle minoranze. Dei ricchi, dei poveri. Tanta ingiustizia sociale separa il mondo.
Wiss: Il reggae descrive le ingiustizie in tutte le sue forme. Parla della gente e di coloro che soffrono, così che molti si possono riconoscere in quello che diciamo. Ma il reggae parla anche delle cose buone che si vedono in giro. Il reggae è la musica di Jah. Spinge la gente ad assumere atteggiamenti positivi.

E la vostra ispirazione musicale?
Wiss: Jah. E' nella musica reggae, forma e sostanza.

( Intervista realizzata il 2.07.2007 durante il tour francese degli Israel Vibration da Pascal e pubblicata su www.reggae-bordeaux.com )