Intervista a cura di Giovanna Di Pasquale e Emanuela Marasca

Intervista a Christian Guyot, percussionista e insegnante, animatore di un atelier musicale per persone con disabiltà uditive a Parigi (c.guyotmusique@orange.fr ; c.guyotmusique@wanadoo.fr)

Sono nato in Marocco, che sia venuto da lì l’amore per le percussioni?
Ci sono vissuto solo per un dozzina d’anni prima di venire in Francia, ho scoperto la musica verso i quindici anni con la pop music, Jimmy Hemdrix, ecc..poi un giorno verso i venti anni ho lasciato gli studi per dedicarmi seriamente alle percussioni. I miei prodigiosi maestri: James Grangereau (varietà), Kenny Clarke (jazz), Raymond Chazal (tamburo), Sylvio Gualda (classica) e Miguel Fiannaca (afro-cubana). In seguito ho lavorato all’Università di musicologia Paris 8, e dopo una dozzina d’anni di “apprendistato” ho ottenuto due primi premi come percussionista, la laurea della Fondazione di Francia, il diploma in musicologia, il diploma internazionale in percussioni al Centro Acanthe…tutti questi percorsi mi hanno permesso di ascoltare altri musicisti, di imparare prima di tutto la musica e di arricchirmi al livello dell’ascolto. E’ stato un percorso impegnativo e di lunga durata, che ha richiesto molta pazienza …e non è certo finito!

Dopo tutti questi anni di esperienze professionali la musica mi ha permesso di migliorare il linguaggio orale e l’ascolto degli altri. Io ho cominciato esattamente nel 1969, ed eccomi adesso quarant’anni dopo! Si continua ad evolvere perché non si ha mai finito di apprendere!

Con una sordità profonda si può arrivare a fare musica? E la musica che cosa è? E’ l’arte dei suoni. Nella vita professionale la scelta di essere percussionista è molto difficile soprattutto quando si tratta di stare in mezzo agli altri, non ci si può mostrare sordi.
Suonare in un orchestra è un’esperienza che non è sempre facile, per esempio suonare le parti dei timbali nei “Carmina Burana” di Carl Orff è stato un ruolo molto importante ma anche un’esperienza indimenticabile. Lo stesso per altre esecuzioni con orchestre molto diverse.

La musica è un linguaggio universale. Qualunque sia la disabilità, la religione, la razza delle persone si può sempre arrivare a creare un linguaggio musicale, teatrale, ritmico. Si possono usare giochi musicale, con oggetti concreti, colori, grafismi, quadri di pittori contemporanei, moderni, classici. Il fine è di creare un opera o un insieme, la cosa più importante + però il piacere di suonare, il piacere di essere insieme.

Nel 1987 ho aperto un atelier di percussioni per persone sorde o con disabilità uditive in un conservatorio nella città di Sursnes, poi qualche anno dopo presso la Schola Cantorum a Parigi.
Abbiamo una pedagogia molto diversa dagli altri conservatori. Lo scopo di questo atelier è di imparare ad ascoltare i suoni attraverso dei giochi musicali, degli ensemble, il teatro musicale..fino allo sbocciare completo di tutte le persone.

Il pubblico, che cosa è? Persone venute per ascoltare e scoprire il mio vissuto attraverso la mia musica, io trasmetto tutti i giorni le emozioni al pubblico con la musica come succede anche attualmente nel mio recital di percussioni dal titolo “Christian Guyot, il musicista del silenzio