Europa Europa - Corpi per ballo: idee di integrazione e progetti formativi della compagnia di danza Candoco

13/09/2011 - di Massimiliano Rubbi

Quale disciplina artistica è più fisica della danza? E pertanto, quale ambito estetico sembrerebbe più inaccessibile alle persone con disabilità motorie o sensoriali? Da quasi vent’anni la compagnia britannica Candoco costituisce la negazione di questa apparenza e lo spostamento dei confini della danza, con la sua pratica di integrazione di ballerini con diverse abilità in esibizioni professionistiche di forte impatto innovativo, e con un ricco programma di formazione coreutica per tutti. Ne abbiamo discusso con Stine Nilsen, co-direttrice artistica della compagnia dal 2007.

Può descrivere brevemente la storia e la mission della Candoco Dance Company?
Candoco è una compagnia di danza contemporanea composta di ballerini disabili e non, che intende produrre esibizioni di danza creativamente ambiziose, che divertano e ispirino il pubblico.
Uno degli scopi principali di Candoco è forzare i confini della danza contemporanea e ampliare la percezione delle persone di cosa è la danza e chi può danzare, mostrando come “il virtuosismo non è limitato ai ballerini normodotati”. Candoco vuole eccitare essendo audace, ispirare essendo eccellente e mettere in dubbio essendo diversa.
Candoco è stata fondata nel 1991 da Celeste Dandeker e Adam Benjamin. La compagnia si è sviluppata da seminari guidati da Celeste e Adam, ed è rapidamente cresciuta fino a diventare il primo soggetto nel Regno Unito a essere una compagnia professionistica di danza specializzata nell’integrazione di ballerini disabili e non.
La compagnia ha conquistato forte acclamazione dalla stampa, dal pubblico e da colleghi nei mondi di danza ed educazione. La richiesta per l’opera della compagnia ha portato a un formidabile programma di spettacoli, sia nel Regno Unito che all’estero – con visite in oltre 50 Paesi, in Europa, Australia, America del Nord e del Sud, Asia e Africa. La compagnia attualmente è in tour per circa 20 date ogni anno nel Regno Unito, e per un certo numero di date internazionali attraverso il British Council e promoter indipendenti.
La direttrice artistica Celeste Dandeker (nominata Ufficiale dell’Ordine dell’Impero Britannico), che si è ritirata da questo ruolo nel 2007, ha commissionato 30 nuove opere di esibizione per la compagnia a coreografi del Regno Unito e degli USA, rinomati a livello internazionale. Questa ambiziosa politica di committenza è la spina dorsale del successo della compagnia, e continua nel 2008/09, con i nuovi co-direttori artistici Stine Nilsen e Pedro Machado che hanno commissionato opere a Hofesh Shechter e Nigel Charnock.
Di pari importanza per Candoco è il suo estensivo programma educativo, che viene tenuto dai ballerini della compagnia e da un team di artisti associati alla compagnia, il che rende Candoco un’esponente di spicco della pratica di danza inclusiva. La filosofia della compagnia è che la danza è accessibile a tutti. Migliaia di persone in scuole, università e nella comunità più ampia partecipano ogni anno al programma educativo di Candoco nel Regno Unito. Il repertorio di esibizioni della compagnia mostra alle persone cosa si può realizzare, e il suo lavoro educativo le invita a realizzarlo loro stesse. Questa si è dimostrata una combinazione vincente.
Il lavoro pionieristico di Candoco ha portato a una proliferazione di gruppi integrati nel Regno Unito e ha creato una richiesta alle strutture educative di aprire i loro corsi a studenti disabili. Il Corso di Danza della Fondazione Candoco per studenti disabili, il primo nel suo genere nel Regno Unito, è cominciato nel settembre 2004 ed è stato attivo per tre anni, La compagnia è ancora impegnata nel fornire strade alternative perché persone disabili si formino professionalmente, ed è ora finanziata su progetti dal Learning and Skills Council per lavorare con scuole di orientamento professionale allo sviluppo di formazione accessibile all’orientamento.
La compagnia ha sede a Londra, con un ufficio ad Islington e una sala di studio ubicata in ASPIRE (il Centro Nazionale di Formazione presso il Royal National Orthopaedic Hospital) nel quartiere suburbano di Stanmore.

Come vengono vissuti i vostri programmi di esibizione e educazione dagli studenti e dal pubblico giovanile?
Stiamo gestendo tre compagnie giovanili di danza per giovani disabili e non, dai 14 ai 25 anni. Sono un’eccitante opportunità di lavorare fianco a fianco con i ballerini professionisti di Candoco e con coreografi ospiti. In particolare, Cando 2, la compagnia giovanile di danza “ammiraglia” di Candoco, è in attività con successo da oltre cinque anni, e in questo periodo la compagnia si è esibita a festival di danza ed eventi come il lancio di Youth Dance England [l’organizzazione nazionale di danza giovanile, ndt], e al fianco della compagnia principale Candoco alla Royal Festival Hall.
Stiamo anche tenendo seminari educativi in scuole e università, per sostenere il nostro lavoro di esibizione e impegnarci con i giovani e i loro insegnanti per consentire loro di contestualizzare la pratica di Candoco, che cosa facciamo, chi siamo e il lavoro che produciamo. Candoco celebra gli individui e il loro potenziale creativo, cercando di coltivare lo sviluppo di ballerini e coreografi di tutte le età, esperienze e abilità.
Uno dei corsi che offriamo è un programma residenziale di coreografia. Alcuni mesi fa, due dei nostri ballerini hanno lavorato con 15 ragazzi dai 12 ai 15 anni, per tre giorni. Hanno realizzato un pezzo di 5 minuti, che è stato mostrato subito prima dell’esibizione di Candoco, sullo stesso palco. La risposta dei ragazzi è stata grande, è piaciuto loro fare il pezzo che avevano realizzato insieme con i ballerini (basato su esercizi creativi ispirati dallo spettacolo in programma). Il riscontro del loro insegnante è stato che non li aveva mai visti concentrati così duramente e così a lungo (oltre un’ora senza fare pause!). L’insegnante era anche impressionato dalla disciplina e dalla professionalità che i ballerini avevano instillato negli studenti.

Ci potete parlare di buone (e cattive) esperienze e pratiche tra ballerini e persone disabili e non nelle prove e nelle rappresentazioni? Avete colto indizi in queste esperienze per una società più inclusiva?
Inclusività e integrazione sono al cuore di tutto quel che Candoco fa – mettendo l’individuo (e non la disabilità) al centro del nostro lavoro, capiamo che ogni persona/ballerino (disabile o no) ha un ricco vocabolario di movimento da cui possiamo attingere e imparare.
Per gli stessi motivi, perciò, lavoriamo con tutti i ballerini per capire come meglio collaborare e creare un buon lavoro di danza. A volte i bisogni di una persona disabile hanno anche a che fare con la sua personalità, non solo con la sua disabilità, pertanto è importante pensare alla persona, non alla disabilità.
Ci sono esempi specifici di come la compagnia ha imparato molto sui metodi di lavoro dei diversi ballerini coinvolti. Per esempio, lavorare con una ballerina sorda nella compagnia ha aperto la coscienza di tutti a quanto sia importante una comunicazione chiara e semplice. Abbiamo avuto bisogno di prenderci più tempo per assicurare che tutte le informazioni venissero comunicate a tutti nello stesso momento, piuttosto che diffondersi informalmente; abbiamo anche imparato un po’ di lingua dei segni, che ci ha aiutato in situazioni di insegnamento quando uno studente è sordo. Ma la ballerina sorda era anche non inglese – spesso abbiamo ballerini non nati in Inghilterra nella compagnia, e questo ha portato alla mia attenzione che c’è sempre bisogno di una comunicazione chiara, ed essa è al cuore di un ambiente di lavoro positivo ed efficiente.
Lavorando con alcuni ballerini che hanno usato una carrozzina o altri ausili per la mobilità, sono divenuta consapevole dello sforzo e tempo extra che spesso essi usano solo allo scopo di andare o venire dal lavoro, o di fare altri compiti quotidiani. Scoprire come muoversi insieme, come partner di danza o all’unisono, a volte richiede un po’ più di tempo per pensare, perché non possiamo fare supposizioni a proposito di come si muove l’altra persona. Ciò ha prodotto che farsi domande e risolvere problemi è una parte preponderante di come lavora Candoco, e che i ballerini devono impegnarsi nel lavoro.
Penso che tutti i punti sopra indicati – comunicazione chiara, farsi domande su come lavorare e risolvere problemi – siano buone esperienze per una società più inclusiva.

L’interazione tra esecutori disabili e non ha avuto influenze nel produrre opere d’arte innovative, o comunque diverse dal solito?
Certamente! Noi, come compagnia, crediamo che le differenze nella fisicità si aggiungono a un raggio più ampio di vocabolario del movimento, e perciò spostano i confini della danza e si aggiungono per produrre un’opera di danza innovativa. Un esempio artistico: quando la ballerina sorda aveva bisogno di cominciare il suo assolo all’inizio della musica, che la ballerina non poteva sentire, il coreografo ha fatto battere il piede a tutti gli altri ballerini sul pavimento. Questo è diventato un tema del pezzo.
Un altro coreografo ha creato costumi che non rivelavano se i ballerini fossero disabili o meno, e perciò si concentravano sulla qualità del movimento e sulle capacità dei ballerini, piuttosto che sull’“effetto wow” di una compagnia inclusiva di ballerini.
Un altro coreografo ha usato un ballerino senza gambe per interpretare il ruolo di Dio, e questo ha sfidato l’immagine di Dio di alcuni.
Ci sono stati molti duetti belli e innovativi fatti con un ballerino non disabile e uno in carrozzina; si può vedere come esempio il video promozionale della nostra stagione 07/08, nella sezione “Video” del nostro sito web.

Quali sono i vostri prossimi progetti nell’esibizione di danza e nella formazione?
Uno dei nostri progetti è Moving-Bodies, un nuovo programma di sviluppo regionale che sta avendo luogo in 5 regioni nel Regno Unito (Londra, Essex & Herts, South West, Yorkshire e Galles) tra il 2008 e il 2011, finanziato dalla Paul Hamlyn Foundation. Il programma continuerà a spostare i confini della danza come forma d’arte, estendendo la natura della danza contemporanea come movimento che sfida le convenzioni stabilite nella danza occidentale. Lavoreremo con una gamma di persone, dai bambini della scuola elementare agli artisti affermati, offrendo attività pratica con ballerini e project manager di Candoco per aumentare qualità, comprensione e preparazione del lavoro di danza.
ADAPT (Accessing Dance and Performance Arts Training) è un altro progetto, finanziato dall’LSC (Learning and Skills Council) e tenuto in cooperazione con l’Urdang Academy, che consiste in una serie di seminari per insegnanti di danza e arti performative. Lo scopo principale del progetto è dare a giovani di talento la migliore opportunità possibile di avere con successo un’audizione per un Dance and Drama Award [una borsa di studio parziale per scuole private di danza e arte drammatica, ndt] o una scuola di formazione; nel riconoscimento della varietà degli studenti che fanno domanda per i programmi di arti performative in tutto il paese, teniamo un corso basato sulla pratica perché gli insegnanti:
• sfidino le percezioni e le idee di cosa davvero siano le buone pratiche e l’insegnamento inclusivo;
• sviluppino competenze, comunicazione e fiducia nel lavorare con una classe varia ed eterogenea;
• si ispirino l’un l’altro a fare nuove domande ed esplorare nuovi modi di lavorare;
• coltivino il talento, così che i nostri studenti e colleghi abbiano la migliore opportunità di raggiungere il loro potenziale creativo.
Stiamo anche raccogliendo fondi per lanciare il nostro Schema di Praticantato di Danza nell’autunno 2009. Apriremo le porte del nostro studio a due artisti selezionati per anno, così che possano guadagnare conoscenza pratica, di prima mano, del lavoro in una compagnia di danza professionistica. I praticanti saranno pagati per il loro impegno di 10 settimane, e offriremo anche assistenza finanziaria rispetto a viaggio e sistemazione per garantire che i candidati non siano esclusi su basi economiche, geografiche o bisogni personali di viaggio (per esempio, l’inaccessibilità della metropolitana di Londra per utenti in carrozzina).
La partecipazione è aperta a chiunque, ma sarà data priorità a ballerini disabili con sede nel Regno Unito, che soffrono la mancanza di possibilità integrate di formazione entro il settore della danza. Saranno in seguito considerati artisti che non abbiano lavorato come professionisti in una compagnia di danza, o anche individui disabili che mostrino interesse per l’arte della danza.
Stiamo al momento raccogliendo le circa 10.000 sterline richieste per questo progetto, e speriamo di poterlo lanciare presto, così che i ballerini coinvolti possano essere in una posizione più forte per creare e cercare opportunità nel mercato competitivo della danza.

Per saperne di più:
www.candoco.co.uk

 

Parole chiave:
Creatività, Tempo libero