Maddalena* e la sua storia

di Alessandra Pederzoli

Maddalena è una ragazza giovane, seguita per qualche difficoltà personale da uno dei Centri di Salute Mentale del distretto di Bologna. Al piano terapeutico si affianca per lei la proposta, venuta dagli educatori, di iniziare a partecipare alle attività del gruppo sportivo. Ha tre scelte Maddalena: calcio, pallavolo o basket. Perché non provare. E così Maddalena comincia a seguire gli allenamenti, partecipa alle partite e inizia a non mancare a tutti gli incontri in cui è impegnata la squadra. Già, perché i gruppi sportivi che fanno parte di ANPIS, oltre a gustarsi il gioco e lo sport degli allenamenti, non perdono occasione per incontrare altre squadre e altre realtà in competizioni sportive a cui solitamente seguono momenti ludici e “goderecci”. Passa il tempo, il gruppo cresce, le affinità si moltiplicano e il benessere sembra essere di casa. Maddalena sente di avere altro da mettere in quel gruppo, oltre alle sue schiacciate e ricezioni. Anche l’educatrice che l’accompagna in questo percorso sente arrivato il momento di compiere con lei un passo in avanti, osando un po’. Così una telefonata. “Alessandra, hai voglia di incontrarci al volo, abbiamo una proposta/richiesta da farti? Che dici?”. Sentiamo quindi. La curiosità mi muove e mi smuove. Ecco l’incontro con Maddalena e con la sua educatrice. Quello che esce dalla serata è una sfida in cui la ragazza si lancia e io con lei. Maddalena da ora in avanti continuerà sì a partecipare alle attività sportive ma lo farà con un occhio e un interesse differente. Gioco e sport ma anche occhio attento della ragazza che da oggi in avanti ha il compito di documentare le attività del suo gruppo, elaborando periodicamente articoli da pubblicare sulla rivista del comune in cui si svolgono le attività. Per farlo sceglie spesso la forma dell’intervista in modo da far sentire la voce di quanti più possibile.
Maddalena viene ad assumere un ruolo che le riconosce il protagonismo di chi sceglie di fare qualcosa sulla scia dei propri interessi. A due anni di distanza dall’esperimento avviato, è vincente il risultato. Maddalena partecipa attivamente alle attività e all’identità del gruppo, portando lì quello che ha da dare ma anche portando fuori quanto l’intero gruppo ha da dire al mondo intorno. Maddalena fa informazione, e non un’informazione di serie “b”, un’informazione locale certo, ma capace di godere del valore aggiunto di quella informazione “autogestita” che viene dall’interno. Quel “fare informazione su se stessi” che diventa anche un’operazione culturale, capace di incidere sulla percezione di quei cittadini che leggano le attività di quel gruppo, così variopinto e vivace nelle sue manifestazioni.

[Maddalena è un nome di fantasia, per una persona e un fatto realmente accaduto]