Le BBS, non solo internet

Storia e ruolo dei BBS nell'informazione in rete dedicata all'handicap

Interviste a Giorgio Banaudi (BBS I Care e conferenza su solidarietà e handicap "Human.Ita", rete FidoNet) e Marco del Dottore, BBS Area, specializzato anche nella raccolta di software per disabili.

Ti ricordi cos'erano i BBS?

La diffusione, per ora relativa, che la telematica ha avuto nei paesi avanzati tecnologicamente e dotati di risorse, è dovuto principalmente a delle tecnologie che, ad un prezzo abbordabile, permettono un uso immediato e facile del mezzo. Ma la telematica non è solo Internet, il grande conglomerato di reti che adottando un linguaggio comune possono connettersi e scambiarsi dati. Telematica significa anche BBS (Bulletin Board System), rete FidoNet, SysOp, Point e una serie innumerevole di termini che si riferiscono ad una fase della telematica, risalente agli inizi degli anni '80, in cui le difficoltà tecniche da superare da parte dell'utente erano impegnative. Chi voleva servirsene doveva dotarsi di una certa competenza tecnica ed avere la pazienza di trascorrere un periodo di apprendistato dove il neofita veniva istruito dagli operatori più esperti. Questa situazione permetteva una certa selezione nell'utenza che necessariamente si sentiva anche un élite che per prima si serviva di un mezzo nuovo e potente come quello telematico. Le reti telematiche amatoriali (vengono chiamate anche in questo modo) sono contrassegnate da un un'interattività che spesso Internet, riducendosi per molti ad un serie di «vetrine» in cui vedere delle cose interessanti, non assicura. I rapporti tra gli utenti e gli scambi di informazioni e software sono molto ricchi e, altro elemento positivo, il discorso pubblicitario e commerciale è pressoché assente. Il fatto è che le nuove tecnologie introdotte con l'era di Internet sono destinate, a detta dei più, a far eclissare le reti telematiche amatoriali, soprattutto grazie all'immediatezza e la facilità d'uso e alle possibilità offerte dalla multimedialità (testo, immagini e suono) che i BBS non possono assicurare. È anche vero che questo sviluppo è determinato da precise scelte industriali, da multinazionali che dettano legge e standard. Come è anche vero che i paesi poveri ben difficilmente riusciranno a dotarsi in tempi utili delle tecnologie necessarie. Non vogliamo però discutere e criticare in questa sede le linee di sviluppo della telematica, come nemmeno vogliamo fare una rassegna di ciò che, anche tecnologicamente, le reti telematiche amatoriali possono fare in meglio rispetto ad Internet; vogliamo solo occuparci di quanto i BBS hanno fatto e fanno sul tema dell'handicap e del disagio. Prima di Internet alcuni BBS si sono occupati con competenza del tema della disabilità e per non dimenticare questo pezzo di storia abbiamo deciso di ricordarla attraverso delle interviste a due persone che si sono impegnate in questo settore: Giorgio Banaudi, responsabile del BBS I Care e moderatore della conferenza su solidarietà e handicap "Human.Ita" presente sulla rete FidoNet (una sorta di mailing list quindi invisibile da Internet) e Marco del Dottore, responsabile del BBS Area, specializzato, oltre alla naturale area messaggi, nella raccolta di software per disabili.

La conferenza Human.Ita
Intervista a Giorgio Banaudi

Domanda: Non esiste solo Internet, anche alcuni BBS hanno dedicato parte o tutta la loro attività al tema dell'handicap; ne parliamo con Giorgio Banaudi responsabile del BBS I Care.

Risposta: Il mondo della telematica ha bruciato così velocemente le sue tappe che i figli non riconoscono più nemmeno i vestiti che i loro genitori portavano da ragazzi; prima che modem e Internet diventassero termini da bar sport o salotto esisteva già un ricco sottobosco di persone appassionate che stavano mettendo le basi per l'evoluzione che oggi abbiamo sotto gli occhi. In Italia il fenomeno dei BBS inizia a farsi consistente intorno al 1985. Nascono i primi sistemi telematici amatoriali singoli e comincia a crescere anche la rete FidoNet, un'associazione di BBS che si scambiano automaticamente la posta, di notte, permettendo così scambi di messaggi personali e di conferenze tematiche sugli argomenti più svariati, con un occhio alla tecnologia nascente e l'altro... alla bolletta. Tra le molte conferenze spicca fin dagli albori quella dedicata ai temi dell'handicap, dello svantaggio, della solidarietà. Su FidoNet prende il nome di Humanitas. Per una serie di coincidenze in quell'epoca mi trovavo a Genova e frequentavo da buon curioso l'Istituto per le Tecnologie Didattiche; dalla curiosità sono poi passato alla collaborazione e, siccome i 2 principali filoni di attività di questo Istituto gravitavano proprio intorno alla didattica e all'handicap, era inevitabile che, una volta iniziata la frequentazione telematica, nascesse anche l'idea di realizzare qualcosa di specificamente dedicato a questi temi.

D.: In che periodo hanno cominciato a diffondersi i BBS in Italia e quali sono stati quelli che si sono dedicati al tema dell'handicap e dell'emarginazione?

R.: Il mondo telematico italiano ha cominciato ad uscire dall'ombra intorno al 1990: esistevano già numerose realtà, ma in quel momento ancora poco diffuse e conosciute solo da una ristretta cerchia di patiti «smanettoni». Quando all' Itd si è pensato di sperimentare uno sportello telematico, ci si chiedeva se tale strumento poteva essere una risposta realistica a determinate attese. La convinzione che alcuni cambiamenti bisogna non solo immaginarli ma favorirli ci ha spinti ad iniziare, nonostante si sapesse già in partenza che non avremmo dovuto sgomitare tra folle oceaniche di utenti! Quando abbiamo iniziato, nel 1991, la frequentazione del nostro BBS era piuttosto ridotta; inizialmente le chiamate erano solo del bacino circostante (Genova, Liguria, persone che conoscevano l'Itd); con la decisione di agganciarci alla rete FidoNet è stato possibile allargare la cerchia dei contatti. I filoni conduttori erano essenzialmente due: didattica e handicap. Per quanto riguarda l'handicap potevamo contare sulla ricca dotazione di conoscenze, di informazioni e di software che faceva riferimento allo staff dell' Itd. La disponibilità di persone, di tempo e di risorse garantiva una qualità invidiabile; comunque i contatti erano decisamente pochi. Avevo stabilito rapporti con diverse persone interessate, con esperti e con portatori di handicap di vario tipo (visivo, uditivo e motorio, essenzialmente). Per divulgare informazioni mi ero abbonato ad un paio di liste (soprattutto Handicap Digest) che circolavano su Internet (quando ancora Internet era fuori dalla portata dei comuni mortali!) e settimanalmente esportavo quelle che potevano essere informazioni e comunicati di un certo interesse. Si offriva la possibilità di ricercare nella banca dati di software per l'handicap. La banca dati era consultabile all'epoca tramite Videotel e tramite la rete Earn!; l'utente ci chiedeva se esisteva un software di un certo tipo e noi svolgevamo la ricerca in differita. Curavo anche i contatti con le altre realtà telematiche di cui venivo a conoscenza; così ho conosciuto l'Area di Torino, il BBS Bes di Bologna, che svolgeva una funzione di supporto per l'ASPHI (che aveva un rapporto di sviluppo software con l' Itd), quindi, sempre a Bologna, l'Infoline, dell'Istituto Cavazza per i ciechi. Altre realtà significative erano rappresentate dal grande BBS Agorà, con un'area Handicap curata da John Fischetti e Raffaello Belli che abitualmente consultavo (per alcuni mesi abbiamo tentato un riversamento reciproco di messaggi interessanti, da Agorà a FidoNet e viceversa) e l'area Handicap di Mc-Link, altro fondamentale BBS storico per lo sviluppo della telematica italiana, sul quale era ed è presente un'area dedicata all'handicap.

D.: Cosa esiste oggi in Italia?

R.: Per forza di cose la frequentazione telematica si è concentrata e ridotta; attualmente sono ancora attivi l'Area di Torino e io proseguo nella gestione di I Care (anche se i miei tempi risultano sempre insufficienti per poter seguire e migliorare i materiali disponibili).

D.: Mi racconti la storia del tuo BBS? Quando è nato e come si è sviluppato?

R.: Come detto in precedenza la mia attività è nata con il Btd, nel 1991. Si trattava di una sperimentazione a tempo determinato. Nel 1994 si concluse questa fase con una riflessione sull'evoluzione del sistema, una ricerca statistica sulle chiamate, sul pubblico contattato, sui riscontri effettuati. Ne è venuto fuori un rapporto interno dell'Itd che ha messo in luce come la presenza di tale sistema, la sua diffusione, tramite contatti telematici, convegni e articoli, sia servita anche come esempio e stimolo per altre iniziative, per far crescere la domanda, per suscitare l'uso di risorse telematiche da parte di persone che in questi strumenti potevano trovare risposte decisamente più soddisfacenti dei mezzi tradizionali.

D.: Oggi come lavora e come è strutturato?

R.: Da un paio di anni mi sono fisicamente trasferito a nord di Milano ma ho proseguito nell'impegnativo hobby del SysOp, anche se per motivi di lavoro (sono attualmente preside di una scuola media libera) ho dovuto relegare questa cura ai ritagli di tempo. La prima cosa che ho potuto notare, cambiando contesto, è stata inevitabilmente un calo di chiamate; la densità telematica e le molteplici offerte sono necessariamente un limite con il quale fare i conti; se poi i materiali che si offrono sono particolarmente selezionati, l'utenza interessata risulta piuttosto ridotta. Non ho modificato in modo particolare la struttura; il software di gestione della BBS è sempre il «vecchio» Maximus (ora alla versione 3, che ha come unico plus la possibilità di strutturare i materiali - file e messaggi - in modo gerarchico, insomma, come le directory di un hard-disk).

D.: Che tipo di pubblico si rivolge al BBS e cosa chiede?

R.: I due fronti supportati da I Care sono quello didattico e quello relativo all'handicap. Per ciò che si riferisce all'handicap ora avverto un certo calo di partecipazione (ma, da parte mia, essenzialmente per motivi di tempo) e quindi l'attenzione consiste essenzialmente nel veicolare l'area FidoNet Humanitas.

D.: Si nota un progressivo cambiamento che vede la chiusura dei BBS e un loro spostamento su Internet: vedi questo processo come inevitabile?

R.: La marcia di Internet sembra inarrestabile, per molti aspetti può essere vista anche come un livellamento e un denominatore comune per quanto riguarda «la» telematica; ma, a conti fatti (conti anche economici), si tratta pur sempre di instaurare un rapporto economico con un provider, legarsi ad un certo contesto operativo (anche software) che non sempre è accessibile a chiunque. La telematica amatoriale è forse destinata a scomparire o vivere di interventi di appassionati interessati più al mezzo che ai contenuti, ma conserva la sua natura di entry-level e di sistema che non richiede contratti formali. Può sicuramente significare qualcosa di molto interessante per giovani che si misurano con la tecnologia e per chi non vuole o può indirizzarsi verso Internet. Credo che oggi la telematica orizzontale sia rappresentata in ampia misura da chi ha un accesso Internet. Per scelte tecnologiche e commerciali risulta l'approccio meno complesso. L'indiscusso vantaggio di aver fornito un'interfaccia grafica di sicuro impatto (i navigatori Web) e una modalità di collegamento standard e meno eterogenea (pensiamo alla connessione tramite Windows 95 che, se tutto funziona, richiede solo un paio di clic del mouse!) è sicuramente un elemento importante. Ma mettiamoci anche nei panni di chi trova ostico un simile approccio. Il mondo Web è ad esempio poco attento a chi deve interfacciarsi con sintetizzatori vocali, anche se le specifiche prevedono accessi facilitati; comunque i contenuti non sono certo pensati anche nell'ottica di un utilizzo da parte di non-vedenti. Nei casi di disabilità motoria le cose sono meno problematiche, anche se la tendenza ad utilizzare macchine sempre più potenti e sofisticate incide in maniera più pesante su chi fatica ad appropriarsi delle abitudini necessarie per un uso autonomo (nel giro di pochi anni sono decisamente cambiati i modi di effettuare le stesse operazioni, e ciò richiede una flessibilità che un disabile potrebbe dedicare a cose più vitali). Penso che la migrazione verso Internet debba tenere conto anche delle modifiche che la rete poco alla volta prenderà. Oggi la sua fisionomia è ancora apparentemente anarchica e adolescenziale, tutto sembra facile o consentito; ma non tarderanno a consolidarsi regole e modalità di accesso più controllate, standard e garantiste; non sono solo i BBS che tenderanno verso Internet, ma numerosi altri ambiti del nostro vivere quotidiano oggi: lo vediamo già dai giornali, dai fornitori di informazione, dai negozi che stanno già migrando in tale senso. Per alcuni versi è un trasferimento di sede abitativa che coinvolge molti, se non ancora tutti, e per chi vive nella disabilità questo può significare persino un notevole passo avanti verso una maggior integrazione, quasi una trasparenza del proprio stato. Ma non è ancora il caso di credere ingenuamente che sarà quello il mondo nel quale passeremo la maggior parte della nostra giornata. La vita reale ha bisogno anche di strumenti telematici, ma non può certo ridursi a questo tecnologico e limitato ambito della vita.

Area BBS
Intervista a Marco del Dottore

Domanda: I BBS hanno cominciato a diffondersi in Italia negli anni '80; si sono subito indirizzati verso una telematica sociale o hanno avuto un percorso più articolato?

Risposta: Posso parlare del periodo in cui ho cominciato ad interessarmi di telecomunicazioni amatoriali, principalmente per l'interesse mio e di alcuni miei amici verso l'astronomia. La realtà dei BBS verso inizio-metà degli anni '80 era chiaramente differente da quella di oggi. Nelle grandi città come la nostra (Torino) iniziavano a funzionare molti sistemi dedicati a determinati temi, come la programmazione su sistemi oramai «mitici» tipo lo ZX Spectrum o il Commodore 64, ed in generale il tipo di utenza era comunque caratterizzato da interessi tecnici piuttosto specifici. Noi, ad esempio, ci siamo avvicinati ai primi sistemi collegati alla rete FidoNet, di cui parleremo un po' più avanti, proprio per seguire le prime aree di discussione legate al tema dell'astronomia. Non credo, secondo quello che posso ricordare, che fosse possibile immaginare una rapida estensione ad argomenti sociali della telematica per quel periodo, proprio per le attitudini troppo tecniche della maggior parte degli interessati.

D.: Come si è evoluto lo scenario con il passare del tempo?

R.: Il panorama è iniziato a cambiare in modo molto veloce mano a mano che la diffusione dei personal computer e dei modem (apparecchi essenziali per potersi collegare tramite linea telefonica) ha coinvolto sempre più persone grazie all'abbattimento dei loro costi e all'incredibile miglioramento delle prestazioni in termini di velocità di collegamento. In questa seconda fase, che grossolanamente possiamo identificare con la fine degli anni '80, la realtà delle reti amatoriali è andata sempre più affermandosi e gli argomenti trattati sono di conseguenza aumentati, affiancandosi a quelli esclusivamente «tecnici». Quando è cominciato ad essere attivo il primo sistema in Area, a carattere sperimentale, erano già state attivate da tempo banche dati dedicate al problema dell'handicap. A Genova, ad esempio, era possibile accedere al BBS Btd-Bollettino delle Tecnologie Didattiche - che ora si chiama BBS I Care - di Giorgio Banaudi, il moderatore della conferenza della rete FidoNet Human.Ita dedicata ai temi della solidarietà e del disagio e una fra le persone più attive in questo campo. Fra gli altri sistemi più interessanti posso ricordare in quel periodo il BBS Tel&Ware di Cento (FE) e il sistema bolognese Infoline che collaborava con l'UIC dell'Istituto Cavazza. Nel frattempo si diffondeva in tutta Italia la rete amatoriale PeaceLink che, pur non trattando esclusivamente il problema dell'handicap, è ancora oggi la testimonianza più significativa per quello che riguarda l'interesse verso i temi della solidarietà e del volontariato. Oggi in Italia, non mi sembra ci sia stata una grande variazione nel numero dei sistemi dedicati a questi argomenti mentre invece sono cambiati molti modi di concepire i servizi e le possibilità di collegamento offerti agli utenti. Ad esempio alcuni sistemi hanno reso possibile lo scambio di informazioni con mailing lists (gruppi di discussione) di più grande portata residenti sulla rete Internet, coinvolgendo così un numero molto più ampio di partecipanti. Alcuni BBS (come ZnortLink a Torino) hanno inoltre portato avanti esperimenti come l'uso del software FirstClass, riguardanti l'utilizzo del BBS tramite un'interazione di tipo grafico (non più solo testuale) per rendere più intuitivo e semplice l'accesso da parte degli utenti.

D.: Come è nato Area BBS e come si è evoluto?

R.: L'idea iniziale ha avuto origine dalle richieste delle persone che abitualmente si rivolgevano al Centro di documentazione dell'Area. Proseguendo con il lavoro di analisi e catalogazione del software orientato alla disabilità abbiamo infatti considerato l'opportunità di formare una vera e propria biblioteca di applicazioni per i computer più diffusi. Si è così iniziato ad acquisire i prodotti distribuiti attraverso i canali commerciali tradizionali per installarli sui PC del Centro e avere così la possibilità di esaminare le soluzioni migliori per ogni singolo caso. Va però detto che, a differenza dei software di più grande diffusione, i programmi specifici per l'handicap hanno in genere una tiratura piuttosto limitata e questo spesso rende quasi impossibile affrontare i costi relativi alla loro distribuzione. Per questo motivo molti autori scelgono di mettere in circolazione i loro prodotti secondo la regola dello shareware: la versione messa a disposizione del pubblico, che è invitato a farne copie aggiuntive e distribuirle direttamente a propri amici e colleghi, è a disposizione per un periodo di valutazione. Terminato questo periodo si può decidere se continuare ad utilizzare il programma e inviare direttamente all'autore la cifra che lui stesso richiede nella documentazione del programma (in genere poche decine di dollari o di migliaia di lire). A volte è anche possibile, come avviene per alcuni programmi che abbiamo realizzato in Area, che gli autori decidano semplicemente di... regalare il proprio lavoro. In questo caso si parla comunemente di prodotti freeware, senza nessun costo a carico di chi vuole utilizzarli. In questo processo di distribuzione un sistema telematico come la BBS è subito risultata una soluzione ottima in quanto ci ha permesso di mettere a disposizione di tutti la nostra raccolta di software shareware e freeware abbattendo i limiti imposti dalla disponibilità del personale del Centro, in quanto il BBS è attivo 24 ore su 24. Si è poi eliminato il problema di dover raggiungere fisicamente la nostra sede per avere una copia del programma o della documentazione, difficoltà particolarmente sentita nel caso di portatori di handicap.

D.: Come è nato Area BBS e come si è evoluto?

R.: La prima versione del BBS era basata su un software americano e realizzava quasi esclusivamente le funzioni di download service, ovvero di distributore di programmi e file di documentazione. Dopo un periodo sperimentale si è deciso di istituire delle «conferenze», ovvero delle aree messaggi dedicate a particolari temi per permettere lo scambio di esperienze e di punti di vista fra persone con interessi e necessità comuni.

D. E oggi come lavora e come è strutturato Area BBS?

R.: Un grande cambiamento, sia dal punto di vista della struttura del sistema che della qualità del servizio, si è verificato al momento in cui abbiamo deciso di integrare il nostro sistema all'interno di un network di BBS. Il problema delle conferenze definite localmente sul nostro sistema è rappresentato dal numero relativamente ristretto di partecipanti. Per motivi legati essenzialmente al costo delle chiamate telefoniche moltissimi utenti preferiscono infatti chiamare esclusivamente i sistemi localizzati all'interno della loro rete telefonica urbana. I network di BBS sono organizzazioni gerarchiche di sistemi, analoghi a quello Area e sempre di tipo amatoriale, che fanno circolare al loro interno una serie di conferenze dedicate ai temi più diversi. Mediante un sistema di collegamenti automatici ad orari predefiniti, in genere durante la notte, viene realizzato uno scambio reciproco dei nuovi messaggi inseriti su ogni singolo sistema. Dopo un breve periodo ogni singolo BBS «nodo» della rete riceve così i contributi che provengono da zone anche molto distanti limitando al minimo i costi. In questa maniera si realizza quindi uno scenario in cui ogni utente sceglie il sistema a lui più comodo (e più vicino) e può comunque prendere parte a discussioni che coinvolgono partecipanti da tutta Italia e oltre. Per quello che riguarda l'installazione vera e propria del sistema abbiamo cercato, nel tempo, di rendere sempre più... robusta la macchina dedicata alla BBS, in modo da garantire il più possibile una continuità del servizio. Attualmente siamo arrivati alla configurazione formata da un personal computer basato su Pentium con uno spazio su disco di 2 Gigabyte. Da pochi mesi ho inoltre installato un protocollo e una scheda di rete locale: in questo modo si può accedere agli archivi del BBS anche dagli altri PC del Centro Area durante gli incontri di consulenza senza interrompere o rallentare i collegamenti dall'esterno alla banca dati.

D.: Quali sono le reti di BBS a cui siete collegati?

R.: Di network amatoriali ne esistono oramai molti ed ognuno di essi ha delle particolari finalità o interessi specifici. Considerando il tipo di problemi di cui si occupa Area si è deciso di entrare a fare parte del network PeaceLink, che secondo noi rappresenta la realtà più importante per quello che riguarda oggi gli argomenti della solidarietà e della non-violenza, e FidoNet che è stata storicamente la...«mamma» di tutte le reti di BBS amatoriali attualmente attive e che conta probabilmente il maggior numero di sistemi collegati.

D.: Che tipo di pubblico si rivolge alla BBS e cosa chiede?

R.: Essendo un sistema aperto a tutti e senza particolari vincoli legati ai limiti di prelievo di file la nostra utenza è formata da persone che appartengono alle categorie più varie. Ovviamente tanti approdano alla BBS solo per curiosità, magari dopo aver letto il numero di telefono su una rivista di computer o dalle nodelists (la lista dei sistemi) di FidoNet e PeaceLink. I frequentatori più assidui sono invece persone che hanno un interesse più specialistico verso i problemi inerenti all'handicap, come ad esempio i tecnici della rieducazione (logopedisti, fisioterapisti) gli insegnanti e le famiglie o i conoscenti di portatori di handicap. Le loro richieste in genere vertono su informazioni relative al software disponibile per risolvere o aiutare a rendere meno onerose determinate situazioni legate a deficit motori o sensoriali. Riscuote un grande interesse anche il software dedicato all'aiuto, all'apprendimento ed in genere quello che riguarda l'ausilio in campo scolastico. Per quello che riguarda invece il lato più tecnico della mia attività di SysOp (in gergo... il responsabile tecnico del BBS) devo considerare che è molto importante a volte poter dare consigli agli utenti meno esperti, in modo da poterli aiutare ad utilizzare nel miglior modo possibile il nostro sistema e superare le naturali difficoltà che possono nascere durante la configurazione di modem e programmi di comunicazione.

D.: E invece... che cosa chiede il BBS a chi la utilizza ? Ovvero, cosa costa usufruire di un servizio del genere?

R.: Il BBS... non chiede niente, nel senso che i costi sono sostenuti dall'Area anche tramite la collaborazione del lavoro volontario come quello mio e dei miei colleghi del Centro. L'unica spesa a cui va incontro l'utilizzatore è rappresentata dal costo della comunicazione telefonica, che a tutti gli effetti è una normale telefonata...audio. È lasciata alla sensibilità e alle possibilità di ognuno la decisione su come eventualmente partecipare alla vita del sistema. Da questo punto di vista è molto significativo constatare come molti, spontaneamente, si occupino di inviarci programmi shareware o documentazione provenienti dalle fonti piu diverse (CD-ROM, ricerche su Internet, scambi con colleghi o specialisti) contribuendo così ad aumentare l'informazione disponibile a tutti gli altri utilizzatori. È forse questo uno degli elementi più importanti per provare a definire il vero successo di un servizio di questo tipo: da semplici utilizzatori di un sistema si passa alla partecipazione attiva quando effettivamente si pensa di contribuire a qualche cosa di utile e alla portata di altre persone che possono così trarne un vantaggio diretto.

D.: Quali sono gli aspetti piu' significativi di questo tipo di comunicazione per quello che riguarda i portatori di handicap?

R.: Il fatto di aver messo a disposizione delle «aree di discussione» sul nostro sistema, oltre al semplice servizio di distribuzione di file, mi ha permesso di osservare dei particolari interessanti che riguardano il modo di comunicare per via elettronica. Uno fra gli aspetti che viene discusso con più frequenza, specialmente quando la stampa non specializzata si occupa di Internet e della telematica in genere, riguarda la possibilità di rimanere comunque anonimi o non riconoscibili da parte dei propri interlocutori. Ho notato che questo fattore, normalmente poco desiderabile quando utilizzato per scopi non utili, favorisce invece una partecipazione più serena da parte di persone affette da disabilità più o meno gravi, in quanto permette di non lasciare filtrare nessun indizio sulla propria condizione verso l'esterno. Inoltre l'utilizzo di periferiche specifiche, come tastiere o dispositivi di input speciali e i lettori di schermo, permette di superare i problemi dovuti a deficit motori o sensoriali che normalmente impediscono o rendono difficile la comunicazione interpersonale.

D.: Qual e' secondo te la differenza tra una BBS dedicata all'handicap e un sito Internet dello stesso tipo?

R.: Il fattore tecnico è fondamentale per poter distinguere i due tipi di sistemi. Basta pensare che il nostro BBS è stato inizialmente installato su un «povero» 3.86 con poca memoria a disposizione. Un sistema collegato in rete con il protocollo TCP/IP può offrire la possibilità a molti utenti di accedere contemporaneamente alle risorse di una banca dati (files e informazioni ipertestuali) mentre il BBS è fatalmente legato al vincolo del numero di linee telefoniche installate. Due numeri di telefono già occupati, specialmente nelle ore serali, significano quasi invariabilmente che la coda di persone in attesa è destinata ad allungarsi. Inoltre le chiamate telefoniche dirette il BBS possono avere un costo tutt'altro che trascurabile, mentre l'accesso ad Internet tramite un provider nella propria città permette di consultare informazioni fisicamente residenti su sistemi a migliaia di chilometri di distanza al costo di una telefonata urbana. C'è poi da considerare che anche il contenuto del proprio sito Internet può essere organizzato in modo da offrire, tramite l'approccio ipertestuale della presentazione delle informazioni sulle pagine Web, un legame logico ad altri sistemi dedicati all'argomento corrente senza il bisogno di duplicare fisicamente le informazioni presso il proprio sistema. Un semplice esempio potrebbe essere il seguente: sul nostro BBS spesso inseriamo delle copie (intese come nuovi file memorizzati impegnando dello spazio sui nostri dischi) di testi e immagini provenienti d Internet per fare in modo che possano essere prelevate dagli interessati che non hanno accesso a questa rete. Per chi invece ha un accesso diretto al nostro sito è possibile offrire un collegamento diretto alla vera fonte dei dati inserendo il link (collegamento) logico nelle pagine Web al sistema di origine, garantendo così anche un aggiornamento delle informazioni più tempestivo. Per quello che riguarda lo scambio di opinioni e la partecipazione a gruppi di discussione non c'è praticamente paragone fra i due tipi di sistemi, in quanto i newsgroups e le mailing lists di Internet (tipi differenti di conferenze su temi specifici) hanno un potenziale di partecipanti distribuito su tutto il pianeta che è ben diverso dalle centinaia di persone raggiunte da un BBS amatoriale.

D.: La facilita' con cui si puo' usare Internet e la maggiore gradevolezza grafica porta ad un rapido declino dei BBS: cosa ne pensi?

R.: Sicuramente Internet offre vantaggi che fino a pochissimi anni fa non si potevano nemmeno sperare. La sua diffusione fra non specialisti porterà sicuramente dei problemi legati a fattori tecnici, come il sovraccarico della rete e la non disponibilità delle risorse in certe ore del giorno, ma rappresenta uno dei più importanti cambiamenti nel modo di comunicare dei nostri giorni. Accanto ai vantaggi si devono però considerare altri aspetti legati a realtà particolari, come per esempio quella dei disabili. La continua evoluzione dei programmi utilizzati per accedere ad Internet e dei dispositivi hardware come i modem, l'obbligo di utilizzare la lingua inglese in quasi tutti i contesti, i costi non sempre limitati degli abbonamenti ai fornitori del servizio, i lunghi tempi di risposta della rete, la presentazione quasi esclusivamente grafica delle informazioni che preclude l'utilizzo di lettori di schermo per non vedenti sono sicuramente alcuni fra i problemi più importanti che ho potuto rilevare fra coloro che frequentano già da tempo il nostro BBS e che rimangono comunque affezionati al loro primo «flirt» telematico. Penso quindi che sarà sempre importantissimo poter mantenere viva una realtà più accessibile e spontanea come quella dei sistemi amatoriali, soprattutto per poter avvicinare al mondo delle telecomunicazioni le persone che non hanno nessun interesse tecnico specifico ma solo la necessità di poter usufruire di un nuovo modo di comunicare, magari aiutati all'inizio da un SysOp (responsabile del BBS) armato di molta pazienza e riconoscibile, nella vita di tutti i giorni, dai tipici sintomi del debito di sonno arretrato.