La telematica sociale

Questo ipertesto si occupa delle risorse informative in lingua italiana sul tema della disabilità presenti in Internet. Parleremo soprattutto di Internet anche se con telematica si intende qualcosa di più vasto. Internet non è altro che un insieme di reti telematiche interconnesse, ma molte, per motivi diversi, ne rimangono ancora fuori.
È questo un modo per parlare anche di telematica sociale.

La telematica sociale assume le nuove tecnologie in modo critico e strettamente connesso alla particolare natura dei temi affrontati: pace, ecologia, emarginazione, volontariato, ma anche politica, economia, differenza nord-sud del mondo. Verso lo strumento tecnologico non vi è né innamoramento né valutazioni ingenuamente ottimistiche. L'attenzione ai «rischi» che l'innovazione - fatalmente - induce, è sempre alta e vigile: la democrazia telematica, il diritto alla privacy, il rispetto delle differenze e delle specificità, sono aspetti su cui molto si dibatte anche grazie all'impegno di chi opera nella telematica sociale. Di fronte ad una pubblicistica che veicola un'immagine spettacolare e piena di effetti speciali (e di paure) della telematica, questo testo, come altri citati nella bibliografia finale, tenta di ricondurre questa potentissima opportunità ad una dimensione dove l'aiuto reciproco, il libero scambio di informazioni e di conoscenze ad un fine comune (un pensatore francese, Pierre Levy, parla a questo proposito di "intelligenza collettiva"), sono posti in
primo piano.

No al «telematichese»

Questo ipertesto vuol essere un mezzo per sensibilizzare e informare le persone, già impegnate nel campo della disabilità e del sociale, rispetto alle potenzialità delle nuove tecnologie. Una particolare cura è stata posta nell'uso delle parole e del linguaggio: come ogni contesto specialistico (e in via di evoluzione veloce), il gergo telematico è imponente ed infarcito di tecnicismi e di parole inglesi che abbiamo tentato di evitare o di tradurre in termini più comprensibili. Il risultato è che alla fine del lavoro non abbiamo sentito il bisogno di fare un piccolo glossario (come capita quasi sempre nei testi come questo).
Il modo in cui è stato fatto questo lavoro è molto coerente con ciò di cui parla; i due autori si sono incontrati una sola volta «fisicamente» e hanno poi sviluppato il lavoro tramite la posta elettronica (e-mail) e i mezzi di comunicazione diretta offerti dalla rete (oltre all'uso indispensabile del telefono). Le stesse interviste realizzate ed altre informazioni sono state raccolte direttamente in rete, tramite la posta elettronica o la navigazione su Internet. In alcuni casi qualche capitolo è stato inviato ad un amico perché lo correggesse o lo integrasse. In questo senso siamo debitori a molti come sempre accade a chi fa un lavoro in rete, dove lo stesso concetto di “autore” di qualcosa comincia a declinare a favore del “gruppo”.

Cosa troverete in questo ipertesto

Che cosa si trova sul tema della disabilità in Internet in lingua italiana? Quanti e quali sono i siti che se ne occupano, come lo fanno, con quale stile, con quale linguaggio? Queste sono le domande che ci siamo posti all'inizio del nostro lavoro. Siamo, quindi, partiti operando una ricognizione di tutti i siti dedicati al tema dell'handicap che siamo riusciti a reperire tramite le indicazioni dei motori di ricerca di informazione presenti su Internet, tramite la navigazione passando da un collegamento (link) all'altro, oppure raccogliendo il suggerimento di un amico o di una delle tante persone che abbiamo incontrato in rete. Terminato il censimento (circa 120 siti), è stata avviata la selezione di quei siti che si presentano più ricchi di informazione e di intenzioni; fra questi - per motivi si spazio - ne abbiamo scelto solo una trentina. Su questi non era nostra intenzione proporre una veloce recensione del servizio informativo, ma volevamo ricostruirne la storia, le intenzioni, le modalità di rapporto con gli utenti, gli obiettivi informativi, le intenzioni di sviluppo futuro. Tutti i responsabili dei siti hanno risposto ben volentieri e in modo esaustivo al questionario che gli abbiamo sottoposto; anche sulla base delle loro informazioni e commenti è costruito il primo capitolo di questo testo. Nel capitolo successivo sono, per completezza, riportati tutti i i siti censiti suddivisi, per migliorare la consultazione, in aree di interesse. Nel terzo capitolo invece parliamo di Bbs (Bulletin Board System) che possiamo tradurre grossolanamente con la parola "Bacheca elettronica", un servizio telematico amatoriale indipendente che ha preceduto "storicamente" lo sviluppo del WEB, ma che continua ad essere frequentato e animato. Alcuni Bbs italiani sono in parte o totalmente dedicati al tema della disabilità: ne abbiamo raccolto la storia e le problematiche attraverso alcune testimonianze. Gli aspetti più interattivi offerti dalla telematica (le mailing list e i newsgroup) sono proposti nel quarto capitolo sempre tenendo presente il tema della disabilità. Il libro termina con le interviste ad alcuni esperti in campi professionali diversi con domande riguardanti la rilevanza della telematica per le persone disabili.

Ma la telematica è accessibile a tutti i disabili?

Parleremo di risorse informative sul tema della disabilità ma non abbiamo approfondito l'aspetto delle barriere tecnologiche ed economiche che impediscono a chi è disabile di accedere a questa formidabile occasione di autonomia. Ne facciamo ora un breve accenno perché è una problematica comunque decisiva. Vi sono particolari tipi di disabilità per cui occorre trovare delle soluzioni per poter accedere all'uso di un computer, ma dice Roberto Mancin in un suo intervento sulle barriere telematiche, "Non esiste ormai alcun tipo di disabilità fisica o sensoriale che non possa essere ridotta tramite opportuni ausili prevenendo così ogni possibile situazione handicappante. Oggi è possibile leggere ascoltando, con la sintesi vocale e l'OCR (Optical Character Reader), scrivere parlando, grazie al riconoscimento vocale, viaggiare scrivendo con la telematica". Il problema è che con lo sviluppo tecnologico e soprattutto lo sviluppo della multimedialità (l'uso contemporaneo di immagini, testo, suoni, filmati, animazioni...) nel campo della telematica, le cose si sono notevolmente complicate. Se prima un testo poteva essere letto da un cieco grazie allo screen reader che intercettava le parole scritte sul video traducendole nei suoni corrispettivi (tramite la sintesi vocale), ora con l'avvento della multimedialità questa tecnologia è rimasta arretrata e bisogna trovare nuove soluzioni tecniche per permettere ad un non vedente di poter interpretare una pagina con animazioni e filmati. Così accade anche per i sordi che con l'avvento di file sonori rischiano di perdere quel terreno, in termini di comunicazione, che avevano guadagnato grazie alla telematica "solo testo". Le stesse pagine web, le pagine su Internet, vengono realizzate in modo sempre più sofisticato rendendo la vita difficile alle persone con difficoltà sensoriali. In un suo articolo apparso in rete il 13/8/97 e intitolato "Helping people with disabilities helps everybody", Bill Gates, proprietario della Microsoft (l'uomo, tanto per intenderci, che decide più di tutti gli sviluppi e gli indirizzi tecnologici del nostro futuro), osservava che, nonostante l'avvento della multimedialità, i disabili non saranno emarginati dal processo tecnologico perché saranno sviluppate innovazioni hardware e software che faranno fronte ai nuovi problemi. È anche vero che queste innovazioni se verranno realizzate dovranno contare su di un fondamento economico cioè un mercato piuttosto ricco che le richiede. "Purtroppo quello degli utenti disabili - lamenta Carlo Gubitosa [Giornale della Natura - nov. 1996] - non è un mercato abbastanza ghiotto per spingere le industrie e le case produttrici di programmi a tener conto di chi non può usare un mouse o di chi non può usare gli elementi multimediali [...] il computer e le reti telematiche si trovano ora su una linea di confine; da una parte c'è la telematica degli standard e del mercato, di ciò che si vende di più...dall'altra la telematica a misura d'uomo [...]". E descrivendo la situazione di molti disabili, annota: "Nelle case di molti disabili italiani ci sono computer più o meni nuovi, completamente inusati perché mancano le motivazioni e l'accessibilità: ad un disabile non basta dare un buon computer, ma è necessario che lui capisca perché dovrebbe usarlo e come potrebbe nonostante le sue menomazioni". Un modo per superare i problemi che comporta la multimedialità è costituito da una serie di raccomandazioni, molto articolate, che riguardano la costruzione delle pagine web; i siti che seguono queste raccomandazioni, che cioè sono leggibili da tutti, si possono fregiare del marchio del web access (l'immagine del logo rappresenta una serratura in un mondo). Altre informazioni sull'accessibilità possono essere consultate in rete ai seguenti indirizzi:

www.w3.org/WAI/

www.trace.wisc.edu/HTMLgide/htmlgide.htm

www.nyise.org/speech/blind.htm