La favola di Nonno Doc: Cappuccetto Nero

“Cappuccetto Nero era una sgarzola di tredici anni che viveva a Harlem con una nonna rompipalle. La mamma puliva i pavimenti da Ronnie, il locale chic per pescecani, dove si sniffava coca a tutto andare e gli spacciatori sudavano più dei camerieri. Bene, a fine serata la mamma di Cappuccetto puliva la moquette con l’aspiratutto e ci trovava dentro un bel mucchietto di coca e lo portava a casa. Dovete sapere che Cappuccetto aveva anche una nonna cieca, ex-sassofonista jazz, che viveva da sola con un canarino, e tutti e due tiravano coca come mantici, la nonna addirittura se le sparava nel naso con il sassofono, il canarino ci si infarinava dentro e poi cantavano insieme I get a kick of you e svegliavano il palazzo. Ogni settimana Cappuccetto Nero doveva attraversare tutta Harlem per portare la coca alla vecchia, se no quella dava di matto e andava a suonare il sax per strada col canarino che teneva il piattino in bocca (era un canarino robusto) finché qualcuno non le dava una dose se la smetteva, perché la nonna con l’età era un po’ rimbambita e suonava il sax sbagliato tenendo in bocca la parte grossa e non era un bel vedere”.

(Brano tratto da Stefano Benni, Terra!, Milano, Feltrinelli, 1992, p. 211)